Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Corriere della Sera 09 dic. 2007 - “Ha ragione il Dalai Lama, boicottare il boicottaggio”

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Logo olimpiadi in CinaCaro direttore,
le origini dell’Olimpiade sono legate a un miracolo. II mito vuole che il giovane principe Pelope,sacrificato dal padre agli dei, fosse riportato in vita da Zeus. Per festeggiare, il principe organizzò i primi Giochi come simbolo di rinnovamento e di ritorno alla vita. L’impatto positivo che l’Olimpiade può avere su un grande Paese come la Cina è più che una speranza.


Il 13 luglio 2001, a larghissima maggioranza, il Cio scelse Pechino come sede dei Giochi del 2008. Subito polemiche e proposte di boicottaggio che il mondo sportivo ha sempre respinto con un argomento semplice: perché lo sport dovrebbe andare oltre la politica internazionale  ed economica dei governi e delle istituzioni multilaterali? Sgombriamo dunque il campo da polemiche che tornano ad echeggiare ogni volta che qualcuno, magari sulla scia di un rapporto negativo sulla Cina come quello di Amnesty, invoca il boicottaggio e affidiamoci, piuttosto, alle parole di un osservatore al di sopra di ogni sospetto: il Dalai Lama. “La Cina - ha detto - merita i Giochi: è una grande nazione. Ci sono organizzazioni favorevoli al boicottaggio. E una cosa che ho considerato ma alla fine ho pensato che causerebbe più problemi che soluzioni”.

Sono d’accordo. Andare a Pechino significa compiere il massimo sforzo oggi possibile per aprire la Cina al mondo. Questo, d’altronde, sta già accadendo. Presentando la propria candidatura, la Cina ha preso una serie di impegni non soltanto nei confronti del Comitato olimpico, ma del mondo intero, dei media, degli atleti, dei turisti, delle autorità dei Paesi che assisteranno ai Giochi. Ha scelto di mettersi sotto i riflettori, anche di quelli più impietosi: l’interesse di Pechino a ben figurare, anzi a stupire (e non solo sul piano sportivo) rappresenta uno stimolo a compiere dei passi avanti. Spetta all’opinione pubblica mondiale guardare sotto la superficie e distinguere tra cambiamenti reali o di facciata.

L’Italia e l’Europa sono vigili, e vorrei sottolineare che si è già ottenuto un risultato sul quale, credo, si potrà anche fare di più: la pena di morte. L’iniziativa italiana ed europea per la moratoria delle sentenze capitali ha registrato a novembre un importante successo. E non è un caso che le autorità cinesi, pur non avendo firmato l’accordo, stiano sensibilmente riducendo il numero delle esecuzioni, tramutandole sempre più in pene detentive.
Si può incoraggiare la Cina a fare un passo verso una vera e propria moratoria, nello spirito di un’altra recente risoluzione, da essa stessa promossa: quella sulla Tregua Olimpica. Ed è solo un esempio delle campagne che in quel Paese possono aiutare lo sviluppo dei diritti umani e delle libertà civili e religiose.

Prendiamo l’Olimpiade di Mosca del 1980. Chi può dire quale impatto abbia avuto sugli eventi del decennio successivo? Di certo rappresentarono l’apertura in una cortina allora quasi impenetrabile, un varco attraverso il quale per tre settimane le voci e le immagini provenienti dall’Unione Sovietica viaggiarono libere per il mondo. Allora furono la televisione e la teleselezione a squarciare il velo. L’anno prossimo saranno altri e più efficaci mezzi di comunicazione.

I mesi che ci separano dallo 08.08.08, la data altamente simbolica in cui si accenderà il braciere nello Stadio Olimpico di Pechino, possono davvero diventare un periodo cruciale per il futuro corso degli eventi. Non vedremo forse nulla di clamoroso o di improvviso, però dei semi importanti possono essere piantati. Ma perché questo accada, a Pechino bisogna esserci.

Giovanna Melandri
Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive

 

 

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