Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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L’Unità 11 lug. 2006 - «Niente sconti dopo il trionfo. Il calcio deve voltare pagina»

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“Ho testimone Napolitano… ho testimone il Presidente… Non ce l’avevano con me, volevano la coppa…”. Melandri ride. E tiene bordone agli azzurri. Il giorno dopo la notte mondiale, i cori che hanno accolto il ministro dello Sport “… faccela vede’… faccela tocca’…” al suo ingresso negli spogliatoi della Nazionale sono la seconda succulenta notizia, prontamente smentita. Insieme a un’altra storiella che gira a palazzo Chigi: pare che Melandri dopo la visita a Coverciano per sostenere gli azzurri abbia fatto il suo ingresso in Consiglio dei ministri non contenendo l’entusiasmo “… ma voi non avete visto Luca Toni… “. Gioco, pettegolezzi e colore a margine del mondiale. E alla vigilia della sentenza che cambierà il calcio italiano.”

Ministro glielo dobbiamo chiedere lo sa, l’hanno detto?
“Assolutamente no, io sono rimasta di gesso questa mattina leggendo i giornali. Assolutamente non vera. Quello che è successo è che io sono entrata con il presidente Napolitano, è testimone, nello spogliatoio dove c’era un’aria di festa meravigliosa, hanno accolto Napoletano con un affetto straordinario e devo dire anche a me… con affetto e rispetto da tutti i giocatori della delegazione. Quando dicevano… “fatecela vedere”… si riferivano a un coro a cui il presidente Napolitano ed io ci siamo associati, si riferivano alla coppa che era nelle mani del ct e di Cannavaro che non erano ancora rientrati. Quindi proprio una cosa… spazio alla fantasia. No, invece io ho molto apprezzato e devo dire mi ha colpito l’affetto e il rispetto che i giocatori hanno mostrato innanzi tutto al Presidente ma insomma anche alla sottoscritta”.

Affrontiamo subito la questione Zidane. Il suo agente dice che dietro quella testata c’è un insulto razzista.
“Io ho chiesto alla federazione se fossero vere le notizie che erano circolate e mi hanno assicurato che erano prive di fondamento. Però mi limito a dire questo”.

Dalla vittoria al processo. Mastella chiede l’amnistia, dice: “Buffon e Cannavaro non possono andare in serie C”. È d’accordo?
“Io ho voluto testardamente anche un po’ ossessivamente con dei gesti simbolici, come quando sono andata a Coverciano a trovare gli azzurri in ritiro, sostenere l’esigenza di separare le due grandi partite che stava disputando il calcio italiano: il cammino della nazionale in Germania che ci ha portato felicemente a Berlino ad essere campioni del mondo e l’altra partita tesa a far voltar pagina al calcio italiano, a restituire trasparenza e anche nuove regole. Ho voluto sempre tenere separate le dimensioni, dal primo giorno, ho detto ai giocatori che il governo era al loro fianco e che loro dovevano sentire il sostegno e l’affetto del governo in questo cammino. E allo tempo il governo era al fianco all’altra squadra, all’altro ct che è il commissario Guido Rossi a cui è stato affidato il compito di far voltare pagina al calcio italiano. Io penso che noi oggi serenamente siamo nelle condizioni di festeggiare la vittoria e di goderci il successo, di ringraziare i giocatori della nazionale. Oggi è la giornata della festa, della gioia, e sono certa che l’Italia può uscire a testa alta anche da questa bufera che ha investito il calcio”.

Lei però ieri ha detto “vinceremo anche quella partita”.
“Intanto aspettiamo serenamente l’esito del processo, poi dobbiamo intervenire con regole nuove. Proprio oggi il giorno dei festeggiamenti ho visto il ministro Gentiloni perché stiamo lavorando al testo che presenteremo entro 15 giorni in Consiglio dei ministri per la riforma della legislazione in materia di diritti televisivi per arrivare a un sistema di diritti negoziati collettivamente che possa reintrodurre un sistema di redistribuzione delle risorse e anche di mutualità del inondo dello sport. Si è aperta una stagione di riforme, di riscrittura di nuove regole. Oggi è la giornata della nazionale di Lippi, oggi ringraziamoli di cuore e teniamo distinte le due partite”.

Gattuso ha detto che senza questo scandalo non ci sarebbe stata la grinta per vincere.
“Gattuso ha detto una cosa importante, l’ha detto qualche giorno fa, prima ancora di vincere. E stato proprio Gattuso che ha detto “Anche se dovessimo vincere l’amnistia sarebbe ingiusta” è stato proprio lui a dirlo. Era il 7 luglio. Il che me lo ha reso campione prima ancora che lo fossero tutti quanti”.

Chiarissimo. Ministro, lei era seduta accanto alla Merkel, che cosa vi siete dette?
“A parte la politica. Una cosa che posso raccontare è che quando c’è stato l’episodio dell’espulsione di Zidane nello stadio c’era molto sconcerto. Non tutti avevano visto e Angela Merkel, che è una donna veramente molto piacevole, era preoccupata e dispiaciuta perché lo stadio, dopo l’espulsione, era molto ostile alla Nazionale. C’erano molti fischi, c’era un atteggiamento fortemente ostile. Il cancelliere mi ha mostrato i messaggi che arrivavano sul suo telefonino. Dicevano tutti che da casa si era visto bene il comportamento sleale e poco sportivo di Zidane e non c’erano dubbi”.

È la rivincita dei puri?
“E la rivincita del bel gioco. Della determinazione, della grinta, del coraggio. Della capacità di Lippi di mettere la migliore squadra in campo e della capacità di formare un collettivo”.

Il più bravo del mondiale.
“No, questo non me lo può chiedere: la prestazione collettiva. Potrei dire Grosso e l’ultimo rigore, però Cannavaro, però Buffon, però un allenatore che ha saputo rendere tutti utili”.

Anna Tarquini

 

 

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