Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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La Repubblica 17 nov. 2006 - “COSI’ IL CALCIO RITROVA L’EQUILIBRIO. SI CONVINCERA’ ANCHE BERLUSCONI”

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Il Ministro Melandri: “E’solo il primo passo, presto metteremo mano a professionismo e stadi”

Roma – Ministro Melandri, cosa cambierà per il calcio italiano con la legge sui diritti tv?
“Stiamo rispettando in pieno la tabella di marcia che ci eravamo prefissi. Questa non è una rivoluzione, ma una grande riforma. Mi auguro adesso che venga approvata dal Parlamento subito dopo la Finanziaria. Ma non ho dubbi: ci sarà un equilibrio diverso, una maggiore equità fra i club”.

Insomma, non vinceranno sempre gli stessi: anche i medio-piccoli avranno maggiori chance.
“Certo, le risorse saranno ripartite diversamente e tutto il mondo del calcio, anche quello giovanile, ne trarrà grossi vantaggi”.

Ma il Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, è preoccupato: teme la perdita di competitività dei grossi club anche a livello internazionale.
“Tutti i protagonisti hanno interesse che ora il calcio trovi un suo equilibrio, e quindi anche Berlusconi deve avere questo interesse”.

Qualcuno ha criticato la legge perché dà troppo potere alla Lega Calcio.
“Non è così, e lo spiego: la legge rispetta in pieno l’autonomia del mondo dello sport. Abbiamo dialogato a lungo con i rappresentanti del calcio professionistico, abbiamo anche modificato alcune cose. La commissione cultura della camera ha appena approvato gli ultimi emendamenti, particolarmente significativi. Ma nel testo sono chiaramente esplicitate le norme che prevedono come il 50% debba essere equamente ripartito fra tutti e il rimanente diviso in base al bacino d’utenza e al merito sportivo dei club. In più una parte importante, e questo mi fa molto piacere, è destinata ai settori giovanili. La Lega Calcio ora dovrà trovare un accordo interno, coerente appunto con i principi che governano questo provvedimento”.

E se la Lega non trovasse l’accordo?
“In questo caso il governo potrebbe intervenire direttamente”.

An e Forza Italia ritengono troppo statalista questa legge.
“Non è affatto rigida e nemmeno statalista: anzi, è la prima volta in Italia che una legge si avvicina alla norma che regolano il calcio professionistico in Europa. Non solo: abbiamo accolto anche le istanze del mondo del basket, ne avevo parlato di recente a New York con David Stern, commissario Nba”.

Luca Pancalli ha convocato per il 22 gennaio l’assemblea statutaria della Federcalcio.
“Benissimo, sono contenta che si vada davvero avanti con la stagione delle riforme. D’altronde, c’è chi strepita e chi lavora. Noi lavoriamo e altrettanto sta facendo la Federcalcio. Quindi, i frenatori sono pregati di astenersi…”.

Ma il calcio italiano si sta davvero lasciando alle spalle la lunga stagione di calciopoli?
“Con il commissario della Figc abbiamo sincronizzato gli orologi e stiamo andando avanti in piena sintonia: questa legge sui diritti tv è un passo avanti, e anche importante, non c’è dubbio, ma non ancora sufficiente per cambiare il volto al calcio. Ora bisognerà mettere mano non soltanto alle riforme interne, ma anche alla legge ’91 sul professionismo. Poi proporremo una legge obiettivo per la riforma degli stadi, anche in vista della candidatura italiana ad Euro 2012. Il lavoro che ci aspetta non ci spaventa di sicuro”.
Fulvio Bianchi

 

 

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