Giovanna Melandri, ministro ” portafortuna”, è soddisfatta per la vittoria, però anche un tantino infastidita. Perché nello spogliatoio degli azzurri i coretti giustappunto da stadio (faccela vedé eccetera) ci sono stati, ma non erano al ministro rivolti - come alcuni giornali riportavano ieri - bensì alla coppa che era ancora fuori dalla porta nelle mani di Cannavaro e Lippi, mentre Melandri e il presidente Napolitano erano già dentro. “I ragazzi e tutto il team ci hanno accolto con grande calore e rispetto, altro che coretti”. Un rispetto che nei confronti del ministro dello sport nasce anche dalla posizione che fin dai tempi di Coverciano ha tenuto nei confronti della nazionale, quella della doppia partita, vale a dire i Mondiali da una parte, le regole nuove da scrivere a seguito dì calciopoli dall’altra. “Ho sempre detto che si trattava di cose separate e che il governo italiano sarebbe stato a fianco di tutte e due le squadre, quella di Lippi e quella di Guido Rossi che ha il delicato compito di far voltar pagina al sistema”. Ministro, una grande vittoria. Napolitano dice che dà un senso di orgoglio e identità nazionale. Prima di tutto è la vittoria di Lippi e della sua squadra. Dopodiché è chiaro che essere campioni del mondo è qualcosa che appartiene a tutti gli italiani, a qualsiasi orientamento politico appartengano. È un forte momento di condivisione nazionale. Anche attraverso queste fasi si rafforza lo stato d’animo di un popolo e di una nazione: aver visto sul campo quella fantasia e quella tenacia è una cosa bella in cui rispecchiarsi.
Si parla di effetto traino sul Pil
Non mi stupirebbe, anche se si deve poi capire se è vero. Certo il rafforzamento del made in Italy sui mercati internazionali o una maggiore attrattiva per ì turisti sarebbero effetti collaterali assai desiderati.
La coppa del mondo arriva in un momento nero per il calcio italiano, si attende a breve il pronunciamento del Caf.
L’Italia uscirà a testa alta anche da questa seconda partita. Al di là dell’esito delle sentenze che commenterò solo alla fine, c’è bisogno di nuove regole e il governo ci sta lavorando. Con il ministro delle comunicazioni Gentiloni stiamo mettendo a punto un’iniziativa per modificare l’attuale normativa sui diritti tv, un punto cruciale per la riforma del sistema visto che sono la fonte principale del finanziamento del nostro calcio. La presenteremo al consiglio dei ministri della prossima settimana. Pensiamo che si debba tornare a un negoziato collettivo dei diritti perché consente di inserire forme di redistribuzione delle risorse e di mutualità nel mondo del calcio e anche da quel mondo verso gli altri sport. Del resto l’obiettivo del ministero dello sport è disegnare e promuovere un nuovo modello di organizzazione e distribuzione delle risorse. Siamo felicissimi del risultato dell’Italia ma dovremo presto lavorare per sostenere la pratica sportiva diffusa, quella dimensione sociale dello sport che è la vera ragion d’essere del nuovo ministero.
C’è chi parla di amnistia…
Il nostro calcio non ha bisogno di amnistie né di vendette. Ci vuole verità e giustizia e poi regole nuove. Attendiamo con fiducia l’esito del processo. Intanto il governo lavora sulle regole.
E chi la invita a chiedere chiarimenti su ciò che Materazzi avrebbe detto a Zidane
Ho chiesto alla Federazione che cosa è successo: mi ha garantito che non è stata detta nessuna delle cose finora ventilate. Credo comunque che i chiarimenti arriveranno molto presto.
Fabrizia Bagozzi
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