Ministro Melandri, ha visto Moggi in tv?
“Ho visto, certo, e pur essendo culturalmente e politicamente lontana da qualsiasi forma di gogna mediatica, ho trovato francamente eccessivo e inopportuno lo spazio che gli è stato concesso dal servizio pubblico. Davvero una partenza falsa per la Rai…”.
Moggi ha potuto parlare a ruota libera.
“Questo è il punto, e non è accettabile. Non c’è stato assolutamente contradittorio e così Moggi ha potuto continuare a lanciare, come ha fatto ultimamente, i suoi messaggi sinistri senza circostanziarli… L’ex direttore generale della Juventus, non dimentichiamolo, è stato uno dei protagonisti dello scandalo del calcio, uno degli snodi della bufera che ha investito lo sport italiano. Credo proprio che la Rai stavolta abbia fatto un pessimo servizio”.
Cosa avrebbe dovuto fare?
“Che messaggio ha dato oggi il servizio pubblico non solo ai tifosi ma a tutti gli italiani? La Rai ha un ruolo fondamentale per dare il giusto risalto ai valori dello sport: stavolta non lo ha fatto. C’è un altro modo per raccontare lo sport. Ma la Rai ha offerto solo il suo palco scenico aduno dei protagonisti di questa stagione. No, così non va. Una partenza insostenibile. Tra l’altro c’è sempre da risolvere il problema di Rai Sport…”.
Moggi sta facendo litigare anche i ministri dello stesso governo: lei se l’è presa con Clemente Mastella.
“Ma non può parlare da tifoso: i colleghi maschi a volte lo fanno. Mastella è ministro dello giustizia e sarebbe stato ampiamente preferibile se si fosse astenuto dal commentare nel merito procedimenti che sono ancora in corso. L’iter della giustizia sportiva, come noto, non è concluso. Non mi sembra giusto quindi dare giudizi”.
Per fortuna, è partito il campionato.
“Già, ma il cammino non è finito con i processi: orasi apre la stagione delle riforme. Le autoriforme che farà il commissario della Federcalcio, Guido Rossi, che ha il nostro pieno appoggio, e le iniziative che sta assumendo il governo. Dopo idirittity, su cuierad’accordo anche Clemente, ora si passerà alla normativa che regola le società professionistiche, il rapporto fra club e calciatori, gli stadi, ecc… Il lavoro non ci manca, ma non ci spaventa”.
Fulvio Bianchi
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