Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Corriere della Sera 15 gen. 2008 - “Stadi privati contro i violenti, stessi soldi per uomini e donne”

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Foto di una donna che correROMA - Pari diritti tra uomini e donne nello sport, perché quello che dovrebbe essere scontato a volte non lo è. Privatizzazione degli stadi di calcio anche per liberare risorse pubbliche a favore dello sport sociale. Investire nel rapporto tra sport e scuola. Rivedere le strutture di governance dello sport italiano, lasciando al Coni lo sport di vertice ma rivendicando al ministero le politiche pubbliche dello sport per tutti (95 milioni nel prossimo triennio nel fondo sport-cittadinanza).
Giovanna Melandri vuole tener fede al suo ruolo di ministro “vigilante” e discutere con il Coni del futuro dello sport.


Partiamo dalle donne, visto che, da Denise Karbon nello sci alla pallavolo, i migliori momenti azzurri, in realtà, sono stati “rosa”…
“Lo dico da cittadina italiana, per evitare che si dica che il ministro fa pressione: mi piacerebbe vedere a Pechino una portabandiera donna. Discorso simbolico e di sostanza. Ci sono diritti che non sempre hanno pari realizzazione: malattia, maternità, pari remunerazione”.

Marion Jones sta per entrare in carcere per aver detto il falso sul suo flirt con il doping. Che effetto le fa, da donna e da ministro?
“Da donna di grande tristezza. Da ministro penso che l’Italia ha una lege ge contro il doping che ci pone all’avanguardia. Dietro un atleta che si dopa c’è un’alterazione totale del senso sportivo e questo va combattuto. Contro il doping ci sono molti strumenti e i più efficaci sono quelli educativi. Però i casi come quello della Jones sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno, magari, ci penserà”.

E per combattere la violenza, soprattutto nel calcio?
“Come ha detto Cesare Prandelli è una strada lunga, che parte dalla scuola. Ma bisogna pensare anche all’immediato. All’estero i presidenti delle squadre vedono la partita fianco a fianco. Perché non farlo anche in Italia? Uno snodo fondamentale contro la violenza è la privatizzazione degli stadi. Lo dimostra il modello inglese. E’ un obiettivo che ho affidato a Luca Pancalli. Devono partecipare insieme enti locali, Federcalcio, Lega, Credito sportivo.
Il ministero ha stanziato 40 milioni, che diventeranno 80 nel triennio, perché il Credito sportivo possa finanziare a tassi agevolati questi progetti”.

Con il Coni il rapporto non è sempre sereno. Il presidente Petrucci, in un’intervista al Messaggero, ha fatto intendere che il suo ministero ha rallentato l’iter del nuovo statuto e che i quattro saggi chiamati alla scrittura l’abbiano presa male…
“Apprezzo il lavoro fatto dai saggi, a cominciare dall’istituzione dell’Alta corte come ultimo grado della giustizia sportiva. È una garanzia di terzietà. Se ho chiesto chiarimenti è perché questo ruolo fondamentale non resti solo sulla carta”.

E il caso Coni Spa?
“Nacque a carattere straordinario, con il ministro Tremonti, a fronte di un debito molto forte del Coni, che si avvalse di questa società per azioni per abbatterlo. Ma era una partita di giro. Noi vogliamo liberare lo sport di vertice con un’autonomia vera. Le faccio le cifre dei 2007: 449 milioni al Coni, per finanziare l’anno olimpico; 5 milioni al Comitato paralimpico perché non debba vivere di briciole; 13 milioni al fondo per finanziare i grandi eventi; 20 milioni al fondo per lo sport-cittadinanza; 55,4 milioni per garantire l’assicurazione agli sportivi che la Sportass non garantiva più; 40 milioni al Credito sportivo; una detrazione fiscale alle famiglie, quantificabile tra i 100e 150milioni: potranno recuperare parte delle spese effettuate per lo sport dei loro figli. La pratica sportiva è prevenzione. La sperimentazione per lo sport nella scuole primarie passerà da 3 a 25 scuole per provincia e darà lavoro a 3000 laureati in Scienze motorie. Ringrazio il Coni perché, per decenni, ha supplito alle carenze della politica verso lo sport sociale. Ma ora un ministero c’è: chiedo al Coni di agire in sintonia con noi”.

Chiudiamo con l’Olimpiade. La Cina non brilla per il rispetto dei diritti umani: lo sport italiano dovrebbe essere più sensibile, a certi temi, in vista dei Giochi?
“Incontrerò i rappresentanti di Amnesty. Uso la frase del Dalai Lama: boicottare i boicottaggi. Parteciperemo ai Giochi portando i nostri valori”.

Luca Valdiserri

 

 

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