Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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Donna Moderna 01 feb. 2008 - “Spero che questa crisi di governo non mandi all’aria il mio lavoro”

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logo del MinisteroA guardarla oggi ricorda un po’ Trezeguet dopo il rigore fallito contro gli Azzurri nella finale mondiale di Berlino. Giovanna Melandri, ministro delle Politiche giovanili e dello Sport dal 17 maggio 2006, ha il tono dispiaciuto di chi sapeva da sempre che il governo Prodi prima o poi sarebbe caduto. Ma, fino all’ultimo, ha sperato diversamente. Ministro Melandri, come si sente?
“Come un’atleta che, dopo averne saltati tanti, davanti all’ultimo ostacolo deve tornare indietro”.

Vita complicata in questi 20 mesi…
“Vita spericolata, direbbe Vasco Rossi”.

Lei canta, ministro?
“Sotto la doccia. E faccio il karaoke con mia figlia Maddalena, che ha 9 anni”.

Dopo la sfiducia del Senato, c’è gente che è scesa in strada a festeggiare. Ho visto dei caroselli di auto per le strade.
“Che razza di festeggiamenti…”.

Di chi è la colpa?
“Di chi ha scambiato questa esperienza di governo per un tram da cui si può salire e scendere”.

In sintesi: Mastella?
“Basta vedere il voto al Senato”.

Bisognerebbe guardare anche in casa sua. C’è chi sostiene che sia stato Walter Veltroni, segretario del Partito democratico, l’autore dei “trappolone”.
“Assolutamente no. Il Pd ha sostenuto lealmente il governo Prodi”.

In venti mesi si è rischiata la crisi ogni giorno. “Domani cade il governo” era diventato un tormentone. Come ha fatto a lavorare in questa situazione?
“Mi sono ispirata ad un gioco che faccio con mia figlia, quello che ti chiede: se fossi un albero come saresti, se fossi un animale cosa faresti? Per più di un anno e mezzo ho lavorato “come se” facessi parte di un governo normale. Spero solo che non finisca tutto alle ortiche”.

Giorni fa l’Eusispes denunciava che solo un quarto degli italiani aveva fiducia nel governo. Se avete lavorato, non lo avete saputo spiegare. E poi le divisioni, le liti, gli scontri… Quell’applauso alla Camera da destra e da sinistra al ministro Mastella che attaccava i giudici non ha fatto un bell’effetto alla gente.
“Sono molte le cose che non hanno fatto un bell’effetto. II conflitto tra la magistratura e il ministro è una. Ma la più grave, secondo me, è la debolezza di un governo che non ha mai potuto prendere delle decisioni a causa dell’opposizione di questo o di quel ministro o partito di maggioranza”.

E della Chiesa, aggiungo io.
“Il presidente della Cei Bagnasco ha detto che la Chiesa non c’entra niente. Lo penso anch’io”.

Lei è credente?
“Ho avuto un’educazione cristiana e da tempo ho una mia ricerca spirituale. Un fatto intimo che non intendo esibire”.

Non ama esibire la sua vita privata, però è tra le politiche più “paparazzate”. Ha raccolto grandi apprezzamenti per la sua bellezza…
“Mmmh”.

…ma l’hanno anche molto criticata per i racconti delle sue ultime vacanze in Kenya a mangiare aragoste mentre nel Paese bruciavano le chiese…
“Mai rilasciato una sola parola a un giornalista sulle aragoste…”.

…oppure per le foto mentre balla con il miliardario Briatore…
“Un’inutile tempesta in un bicchier d’acqua. Comunque di tutto questo ho imparato a fregarmene, anche se ho dovuto ingoiare qualche boccone amaro. Mi spiare che faccia più notizia una mia vacanza del lavoro del mio ministero. Ma è la politica spettacolo”.

Fenomeno internazionale, se guardiamo a Sarkozy e ai tour stampa quando va in giro con Carla Bruni.
“Non mi piace. Nella politica occorre essere sobri. E vorrei essere giudicata non
per i pettegolezzi ma per quello che ho fatto. Io sono una che ha lavorato tanto”.

La sensazione è che gli italiani non se ne siano accorti.
“Eppure ai giovani abbiamo dato delle chance. E mio ministero, con quello della Giustizia, ha riformato l’accesso alle libere professioni. Fino a ieri, di fatto, facevano i notai solo i figli dei notai. Ora chiunque può diventarlo, e questo vale per ingegneri, architetti, avvocati…”.

Più che ai notai, bisognerebbe pensare ai precari.
“Grazie a noi i contratti a tempo determinato non possono durare più di 36 mesi. E chi, tra un contratto e l’altro, resta senza lavoro ha l’indennità di disoccupazione, che prima non esisteva”.

Ci sono più di un milione e mezzo di lavoratori atipici, i precari tra i precari, che guadagnano 600 euro al mese.
“Oggi possono contare sull’indennità di maternità e di malattia e possono cumulare i contributi versati ai diversi enti pensionistici. Certo, restano aperti dei problemi, come la casa. In Italia 4 milioni di 30enni vivono ancora in famiglia”.

I famosi bamboccioní dei ministro Padoa Schioppa
“La definizione è infelice. Almeno 2 milioni e mezzo vorrebbero andare a vivere da soli ma non hanno i soldi”.

In Spagna ai ragazzi il governo paga gli affitti.
“E noi li abbiamo aiutati con detrazioni sul reddito. Per incoraggiarli a uscire. I ragazzi italiani tendono a nascere, studiare, vivere nello stesso posto”.

Studiare all’estero costa.
“Per loro ci siamo accordati con l’Abi, l’associazione delle banche: fino a 35 anni è possibile ottenere un prestito di 6 mila euro per pagare un anno di Erasmus, o un master, senza presentare la busta paga o la garanzia di un genitore”.

Non ha sconfitto la violenza negli stadi. O sbaglio?
“È passato un anno dall’omicidio dell’ispettore Raciti a Catania e gli stadi oggi sono molto più sicuri di prima. Il mio obiettivo sarebbe stato quello di privatizzarli. La violenza fuori dagli impianti è un’altra cosa. E colpa di alcuni gruppi estremisti di ultras, gli stessi, per esempio, che sono stati protagonisti degli scontri davanti alla discarica di Pianura. E’ un problema di ordine pubblico”.

Ha visto Luciano Moggi fare il commentatore in tv?
“Se c’è chi glielo fa fare… Moggi è stato punito dalla giustizia sportiva. Ma il mio giudizio è: non mi piace vederlo in tv”.

Alla fine ministro, ne valeva la pena?
“I ministri cambiano, ma spero che il lavoro che abbiamo impostato possa essere ripreso dai governi futuri. Io ho fatto da apripista sono partita quando questo ministero non c’era, l’ho creato, l’ho portato ad avere 130 milioni di euro l’anno da investire per i giovani. E stata una vita spericolata ma è stato anche un grande privilegio”.

Quando il Senato ha votato la sfiducia lei che cosa ha provato?
“Profonda gratitudine per Prodi”.

Le ripeto ta domanda. Cosa ha provato?
“Gratitudine profonda”.

Prodi adesso farà il nonno. E lei?
“Tutto il possibile per farvincere il Pd e il centrosinistra”.

Monica Triglia

 

 

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