Dai campi per i ragazzi di Scampia ai grandi progetti di riforma del calcio. E’ un giorno particolare per il ministro dello Sport, Giovanna Melandri.
Oggi, al rientro da una missione in Algeria, incontra a Napoli il sindaco Rosa Russo Iervolino e il governatore Antonio Bassolino, poi si reca a Scampia per partecipare al seminario sul bullismo.
“Ascolterò quello che la città chiede per i giovani e per lo sport. Io non ho quelle risposte che possono fornire soltanto il ministero dell’Interno e dello Sviluppo economico, ma c’è da lavorare anche sotto l’aspetto della pratica sociale e dell’inclusione”, spiega il ministro.
Presenterà tre progetti da sviluppare nelle aree degradate, oltre a quello che riguarda l’inserimento dei maestri dello sport in quattro strutture scolastiche.
Il significato della prima visita del ministro dello Sport a Napoli.
“E’ emblematica. Presenteremo progetti di una certa rilevanza perché lo sport ha valore educativo. Questo, il primo ministero dello Sport nella storia del Paese, non è solo attento alle grandi riforme del calcio, ma lavora con vigore e determinazione per colmare alcune storiche lacune. A cominciare dalla maggiore presenza dello sport nelle scuole e infatti a febbraio scatta il progetto per l’educazione motoria nelle primarie. Un altro obiettivo è mantenere aperti i plessi scolastici per praticare le attività sportive in collaborazione con il Coni.
La Finanziaria prevede agevolazioni per chi pratica attività sportive.
“Questo è stato fatto pensando anche alle famiglie che vogliono indirizzare i figli verso le palestre e le associazioni sportive. Le detrazioni fiscali, che possono arrivare fino a 210 euro, riguardano i ragazzi dai 5 ai 18 anni, un’ampia fascia di età”.
A Napoli servono incentivi per i giovani.
“Siamo convinti che lo sport sia un forte antidoto contro fenomeni di degenerazione e di disagio giovanile. E una chiave importante e io voglio capire quali sono le esigenze di Napoli”.
Questa è una grande città anche nello sport.
“Cannavaro, il capitano della Nazionale campione del mondo, è il punto di riferimento dello sport napoletano. E prima di lui c’è stato Ferrara. Penso ad un grande del nuoto come Rosolino, an¬che ai fuoriclasse di canottaggio, vela e pallanuoto. Dobbiamo avere anche rispetto e attenzione per coloro che sono gli sportivi di base”.
Napoli è soprattutto calcio: la società ha rivisto la luce dopo anni di crisi e il fallimento del 2004.
“Ho conosciuto il presidente De Laurentiis da produttore cinematografico, quando ero ministro per i Beni culturali. Grande è il suo impegno e il suo lavoro è la dimostrazione che il calcio ha dentro di sè le risorse e le capacità per superare questa fase difficile. C’è bisogno di imprenditori coraggiosi e De Laurentiis lo è”
Nominata ministro il 17 maggio, ha dovuto subito affrontare lo scandalo del calcio.
“Il calcio è la locomotiva dello sport italiano. Questa locomotiva è deragliata e tocca a noi riportarla sui giusti binari. Non cediamo di un millimetro rispetto all’obiettivo della trasparenza e della credibilità: la stagione delle riforme nel calcio è molto importante”.
Oggi, mentre lei sarà impegnata a Napoli, l’assemblea federale voterà a Roma il nuovo statuto: è il primo importante passo verso la grande riforma. “Osservo con rispetto l’autonomia del lavoro del commissario federale Pancalli, che con umiltà e tenacia ha elaborato non solo un nuovo statuto, ma anche un nuovo procedimento della giustizia sportiva affinché sia sempre più indipendente. Siamo grati a Pancalli per questo sforzo. Certo, quando si cambia c’è sempre qualcuno che non è contento, però nei giorni che hanno preceduto l’assemblea è stata raggiunta un’intesa, Governo e Federcalcio hanno sincronizzato gli orologi per centrare quattro obiettivi: l’approvazione della riforma dei diritti televisivi, gli interventi sulla legge del professionismo sportivo, la ristrutturazione degli stadi e l’opera per valorizzare la dimensione sociale dello sport”.
La riforma dei diritti televisivi, che prevede entro tre anni nuovamente la distribuzione collettiva delle entrate, è osteggiata da alcuni grandi club.
“I diritti televisivi rappresentano l’architrave dello sport. La ripartizione delle risorse sarà effettuata secondo criteri di maggiore equità e questi introiti saranno utilizzati an¬che per investimenti nei settori giovanili e sul territorio. Il professionismo e il mercato televisivo devono essere un sostegno per l’altro sport, quello a dimensione sociale”.
La ristrutturazione degli stadi è collegata alla candidatura dell’Italia per gli Europei 2012.
“Siamo qui, con le dita incrociate, in attesa dell’assegnazione della sede da parte dell’Uefa. La candidatura è una grande occasione, se verrà sfruttata bene. Sia chiaro che non dovranno essere ripetuti gli errori del passato: non ci saranno pubblici finanziamenti per realizzare gli stadi, invece ci possono essere forme di credito agevolato per operazioni in project financing. Gli interventi dovranno essere fatti in alleanza con i privati”.
A Napoli è aperto il dibattito sulla costruzione di un nuovo stadio nell’area nord.
“Gli Europei sono un’occasione per tutto il Paese: mi auguro che anche Napoli possa coglierla”.
Francesco De Luca
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