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Il Messaggero 23 apr. 2007- “Ségolène può farcela solo con il Partito democratico”

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Foto di Ségolène RoyalROMA- “Ségolène all’Eliseo sarebbe una grande cosa”. Giovanna Melandri. a cena con Howard Dean, presidente dei Democratici americani, è entusiasta delle notizie delle prime proiezioni che arrivano da Parigi: “Mi sembra un bellissimo successo per una donna socialista e coraggiosa. Adesso Ségolène deve fare il Partito democratico”.
In due settimane, ministro?
“Naturalmente è una battuta. Il fatto è che aveva ragione Michel Rocard, quando qualche giorno fa invocava già una scelta esplicita da parte del partito socialista nella direzione di un’alleanza con Bayrou, lo penso che oggi ci sia un asse. politico ma anche culturale, nel senso del rinnovamento della cultura politica del progressismo europeo, che passa attraverso l’incontro tra un liberalismo democratico e le tradizioni della sinistra storica democratica. Significa più mercato, ma anche un welfare riformulato e rinnovato. Bayrou e Ségolène incarnano queste due anime e guardando i dati di oggi, dico che questo incontro è assolutamente essenziale anche nella sinistra francese”.

Qualora ci fosse, sarebbe sufficiente?
“I numeri descrivono una gara assolutamente possibile, aperta. Non solo c’è il tema evidente dell’alleanza con Bayrou. Ma c’è anche il tema del recupero dell’elettorato disperso, stimato per ora intorno al 15 per cento. Se Ségolène riesce anche a conquistare l’8 o il 9% dei voti che stanno alla sua sinistra, può farcela”.

Dunque non solo il Partito democratico, ma anche l’Unione?
“Il punto mi sembra questo: si apre anche in Francia la prospettiva di un centrosinistra che non elimini le culture più critiche e più radicali. Che le coinvolga in una strategia e in un
progetto di governo. L’alleanza con il partito di Bayrou non deve necessariamente corrispondere a una schematica distinzione tra riformisti e radicali”.

Se il leader dei centristi francesi dovesse scegliere la destra di Sarkozy, e Rutelli dovesse continuare a sostenerlo, si aprirebbe un problema italiano?
“Possiamo rinviare questa discussione al momento in cui Bayrou dovesse compiere, mi auguro di no, una scelta del genere?”.

La Royal all’Eliseo, allora, potrebbe lanciare una donna alla guida del Partito democratico che state costruendo?
” I simboli contano: la corsa all’Eliseo, come la corsa alla Casa Bianca. Però ci sono già autorevoli donne alla guida dei loro partiti e dei loro Paesi. Dalla signora Merkel in Germania, a Michelle Bachelet in Cile. Quindi io penso che il tempo sia maturo anche per una leadership forte femminile nel nostro Paese. Naturalmente mi auguro che Ségolène vinca, ma non farei dipendere da questo una decisione del genere per il Pd. La risposta è si in ogni caso”.

E per la Francia cambierebbe molto?
“C’è qualcosa di storico nella possibilità duplice di una donna all’Eliseo e di un partito socialista che esce dal suo perimetro stretto. C’è una sfida culturale e politica di altissimo valore per il Partito socialista francese: fare l’accordo con Bayrou significa anche far partire una nuova storia per la sinistra francese”.

Federica Re David

Foto di Marie-Lan Nguyen

 

 

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