ROMA - “Lanciamo una sfida all’opposizione: fissiamo insieme una sessione parlamentare per una rapida approvazione dei provvedimenti sulle liberalizzazioni e sulla riforma delle professioni”.
Sono le due facce di una stessa “battaglia” e Giovanna Melandri, ministro per le Politiche giovanili e per lo Sport, sa bene che ora è in Parlamento che bisognerà centrare l’obiettivo.
Migliorare la vita agli italiani ed eliminare le barriere all’accesso dei giovani alle attività economiche: non è poco quel che promette la “lenzuolata”. Ce la farete?
“Io dico di sì. Stiamo cercando, faticosamente in un Paese di anziani, di scrivere un nuovo patto tra generazioni che è composto di molti capitoli e le liberalizzazioni sono una parte importante di questo percorso”.
In che modo i nuovi provvedimenti potranno cambiare le cose?
“Le liberalizzazioni hanno due contenuti fondamentali: tutelare i consumatori e abbattere le barriere di accesso al lavoro. I giovani ne saranno doppiamente avvantaggiati”.
Può fare qualche esempio?
“Il divieto di imporre costi aggiuntivi sulle ricariche dei telefonini: tutti sappiamo che le schede ricaricabili sono in gran parte acquistate dalla platea dei ragazzi sotto i vent’anni. E’ poi fondamentale togliere i “tappi” alle attività economiche. In questa tornata ne abbiamo inserite parecchie. Il caso delle guide turistiche è il classico esempio di un lavoro che interessa i giovani. L’altro pilastro è la riforma delle professioni. Il ministero delle Politiche giovanili ha concorso fortemente alla sua realizzazione. E intendiamo andare avanti”.
Quali sono le prossime iniziative?
“Intanto abbiamo chiesto che al tavolo della riforma del Welfare siedano anche il ministro per le Politiche giovanili e le associazioni in rappresentanza dei giovani. E questo è un punto ormai acquisito. E’ una strada che ci porterà, anche in Italia, a costituire una Consulta nazionale dei giovani, come ne esistono in quasi tutti i Paesi europei. Ma soprattutto dovremo creare un clima che favorisca l’espressione del talento e della creatività. Nella Finanziaria abbiamo inserito una norma sulla fiscalità di vantaggio per gli under-40 che vogliano valorizzare le proprie doti artistiche o scientifiche. Inoltre destineremo 2 milioni di euro ad un concorso per progetti innovativi riservato a giovani da 18 a 35 anni. I giovani non sono un “settore” ma sono una matrice per qualificare l’azione del governo a 360 gradi: dalle pensioni, al welfare, alle liberalizzazioni. Vanno visti come una risorsa e non come un problema”.
B.C.
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