Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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La Repubblica 5 lug. 2006 - Il ministro Melandri: “Entro fine mese diritti tv collettivi e contributi ai settori giovanili”

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Chi, scusi, ministro Melandri?
“Ma Berlusconi, no? Ha sentito cosa ha detto, il presidente del Milan? Ha detto che c’è un movente e una volontà politica… L’unica frase fuori tono, oggi. Tutti gli altri hanno risposto compostamente, Berlusconi no. Ma io glielo dico con amicizia: caro Silvio, ci si deve difendere nei processi. Non dai processi”.

E quindi?

“Quindi, ho apprezzato molto la serietà e la compostezza di tutte le società di fronte alle richieste di condanna del procuratore Palazzi: l’unica nota stonata è arrivata da Berlusconi”. Un sorriso del ministro per le politiche giovanili e le attività sportive mentre sale sull’aereo che la porta in Germania: “La verità è che il giudice non è a Berlino ma a Roma…”.

Brutta storia, comunque, questa del calcioscandalo.
“E’ chiaro che io non commento le richieste del pm della Federcalcio, ci mancherebbe: ma mi rallegro per la puntualità di tutte le fasi processuali. E’ un fatto importante e positivo per la ricerca della verità e delle chiarezza da parte della giustizia sportiva. Adesso, non resta che aspettare gli esiti dei processi. Con fiducia e serenità”.

Ma sarà un bel terremoto.
“Il calcio italiano è un malato grave ma non irrecuperabile. Può guarire se in futuro saprà rispettare le regole: tra l’altro, il lavoro dell’Ufficio Indagini della Federcalcio non è finito qui. Adesso Borrelli dovrà occuparsi di altri fronti: non solo di altri club ma anche di Federcalcio, di scommesse, di procuratori, eccetera”.

Non si finirà mai.
“No, no, si finirà: e non voglio sentire cose prive di senso, tipo amnistia… Io ho piena fiducia nel nuovo corso del commissario Guido Rossi e quindi non resta che attendere. Ma non confondiamo le due “partite”. Una si gioca in Germania, sul campo. Un’altra in Italia, e riguarda la giustizia sportiva. Due cose ben diverse, l’ho detto anche agli azzurri quando sono andata a trovarli a Coverciano prima della partenza per i mondiali. Due “partite” comunque che ci tengono col fiato in sospeso in questi giorni”.

Ma il governo che fa? Sta a guardare di fronte a questa crisi?
“Certamente, no: il governo farà la sua parte e contribuirà per aiutare il mondo del calcio a dotarsi di regole nuove. Ripeto: dobbiamo restituire trasparenza, dignità e onore al calcio. Lo dobbiamo fare anche per i suoi tifosi, che sono milioni. E questo impegno non deve essere solo della sinistra. Ma di tutti. Sinistra e destra. Dobbiamo impegnarci senza contrapposizioni”.

Le priorità?
“Entro fine mese, il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti tv. Perché non c’è ombra di dubbio che la trattativa individuale ha prodotto effetti collaterali. Stiamo studiando la materia col ministro Gentiloni, e siamo ormai a buon punto”.
E’ vero che volete destinare una parte dei diritti tv ai giovani atleti, come succede in Francia?
“Sì, stiamo pensando di destinare il 5% ai settori giovanili e ai movimenti di base”.
Ma non basta occuparsi di diritti tv: il mondo del calcio ha bisogno di molte riforme.
“Si, e difatti abbiamo in programma altre cose. Molte altre cose. Ne ho parlato anche all’audizione davanti alla commissione cultura della Camera. Ci siamo messi in movimento. Siamo un ministero senza portafoglio ma non certo senza idee… Il salary cap, ad esempio. Sul modello della Nba o della National Football League americana: un tetto agli ingaggi degli atleti, stiamo studiando come fare”.

Lei è ottimista, quindi.
“Sì. Sono convinta che da questa bolla il calcio italiano possa uscire”.

Fulvio Bianchi

 

 

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