A Padova ci sarà l’anagrafe delle coppie di fatto. L’unione ce la farà a licenziare una legge?
“Do per scontato che si realizzi il programma. Noi siamo stati eletti sulla base di quello che abbiamo promesso in campagna elettorale. Stiamo già aprendo tante finestre nuove sul paese, non si può fare tutto nei primi sei mesi di governo, ma ci stiamo muovendo. Le architravi del nostro governo sono: più mercato, più liberalizzazioni, più welfare e, non ultimi, interventi decisivi per garantire diritti e doveri civili alle persone. Per questo saluto con grande favore l’iniziativa di Padova, rappresenta un importante contributo di civiltà e non credo si possa rimandare ulteriormente un’azione del legislatore a livello nazionale che faccia uscire migliaia di coppie di fatto dal sottoscala buio del diritto nel quale sono relegate e tra cui ci sono moltissimi giovani”.
Il suo collega di governo, il ministro Mastella, ha invitato Casini ad aprire un cantiere per un nuovo grande centro, mentre il pd punta a un rafforzamento del sistema bipolare. Secondo lei tornerà la Balena bianca?
“Per quanto imperfetto sia il sistema bipolare nel nostro Paese credo non si possa più tornare indietro. Il percorso del Pd, però, va accompagnato da un processo parallelo di innovazione istituzionale perché è evidente che l’attuale legge elettorale regressiva, sia sul piano di coesione delle coalizioni sia su quello dei governi, non aiuta a rafforzare il bipolarismo. Ho firmato per il referendum e sono convinta che la spinta referendaria sia utile al dibattito parlamentare. Ormai, non c’è spazio storicamente per un nuovo “rassemblement” centrista. Altra cosa è l’appello al rafforzamento di un’area che dovrà decidere dove collocarsi, di qua o di là. È chiaro che la rottura dell’unità interna all’opposizione di oggi è un fatto positivo che apre spazi dialettici tra i moderati. Ma bisogna tenere distinti i due fatti”.
Fassino ha detto che al Pd si dovrà arrivare tutti insieme. Al congresso ci si arriva con tre mozioni. Secondo lei come andrà a finire con il Correntone? “Ho condiviso con il Correntone un percorso importante, continuo a pensare che ci sia bisogno di una robusta identità della sinistra democratica nei Ds e nel Pd futuro. Per questo dico ai compagni come Mussi che c’è bisogno di loro nel nuovo partito. E sono sicura che molte delle obiezioni, legittime e ragionevoli che vengono a questo progetto, possono essere superate dalla qualità del processo che si apre. Il congresso dovrà concentrarsi sul “come” si arriva al Pd. E i gruppi dirigenti dovranno permettere il rinnovamento. Si dovrà dare uno statuto al partito che consenta di dare spazio per un terzo alle donne, un terzo agli uomini e un terzo a chi ha meno di 40 anni”.
Maria Zegarelli
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