Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

Area Media » Interviste

La Gazzetta dello Sport 13 dic. 2007 - “La Coni servizi chiuda nel 2008″

Salta il contenuto

Logo ConiROMA- La “Coni servizi spa” resta in vita ma dovrà essere soppressa entro la fine del 2008. Parola di Giovanna Melandri, ministro dello Sport. Un intervento forte e chiaro, il suo, teso a sottolineare tante cose: quel che ha fatto e sta facendo il Governo per lo sport italiano, il ruolo avuto nella vicenda dell’emendamento elimina “Coni servizi” destinato in queste ore a essere cancellato dalla Finanziaria  insieme ai molti altri privi di copertura, il programma per il 2008 nel quale per il Coni “stabilità finanziaria e nuovo modello di governance dello sport italiano dovranno andare insieme”. Tutto non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa, a cominciare da quella lettera dell’8 marzo 2007 mostrata a mo’ di prova, mittente Gianni Petrucci: “Non è stata certo volontà del Coni introdurre la Coni servizi spa…” scriveva allora, dolendosene, il presidente del Coni alla Melandri.

E dunque?
“La Coni servizi spa rappresenta un’anomalia. E’ opinione diffusa, a suo tempo condivisa anche da Petrucci, La Corte dei Conti nel 2005 definiva quello del Coni come “un modello organizzativo sui generis”. Nessun Comitato Olimpico si avvale nelle sue funzioni di una società privata che lo affianca. Sia chiaro, non ho nessun pregiudizio su quanto fatto dalla spa in questi anni, specie a livello di abbattimento dell’indebitamento Coni. Ma era e resta un’anomalia. Che a tempo debito dovrà cessare di esistere”.

Se era per lei, doveva scomparire subito?
“In Commissione Bilancio della Camera ho espresso parere favorevole alla soppressione ma sottolineando come ci volessero tempi più lunghi, soprattutto per rispettare l’avvicinamento ai Giochi di Pechino 2008. Nel 2002 l’allora ministro dell’Economia Tremonti fece un blitz nel nome della finanza creativa. introducendo la Coni servizi e spolpando nel contempo il Credito Sportivo, cui furono sottratti 450 milioni di euro.
Noi dobbiamo usare un altro stile, con un intervento più meditato, come abbiamo fatto per la soppressione di quel vero e proprio bubbone che è la Sportass, ma ponendoci un obiettivo: quello di porre fine alle anomalie di modello, alle duplicazioni”.

Data di scadenza?
“Entro la fine del 2008. Senza dimenticare che per quella data si esaurisce anche la norma di garanzia 2005/2008 sui 450 milioni destinati ogni anno al Coni. Quello in cui stiamo entrando deve essere l’anno della riforma della legge 91, un anno nel quale stabilità finanziaria e nuovo modello di governance dello sport italiano dovranno andare insieme”.

I 450 milioni potrebbero diminuire dal 2009?
“No. Non necessariamente. Io spero sempre che le risorse per lo sport possano crescere, non diminuire”.

Quale sarà la nuova strada per la soppressione della Coni servizi?
“Disegno di legge, decreto… vedremo come. Ragionando anche con le forze dell’opposizione, perchè va ricordato che l’emendamento sulla soppressione della Coni servizi era stato in un primo tempo sottoscritto da tutte le forze politiche con la sola esclusione di Forza Italia”.

La sua posizione è condivisa dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa?
“Ne ho già parlato con lui”.

II 30 gliugno 2008 scadono le cariche della Coni servizi.
“La duplicazione degli incarichi (Petrucci presidente Coni e Coni servizi, Pagnozzi segretario Coni e amministratore delegato Coni servizi, ndr) rappresenta certo un’anomalia nell’anomalia.
Ma la questione del personale, che bisogna risolvere con un intervento meditato, è più importante del rinnovo delle cariche. Ho un grande rispetto perl’autonomia del Coni che non va tuttavia scambiata per autoreferenzialità. La stessa istituzione del fondo per lo sport di cittadinanza (95 milioni in tre anni) cambia lo scenario dello sport italiano”

La lettera un po’ freddina che Petrucci le ha scritto lunedì scorso le è piaciuta tanto, poco o per niente?
“Quello che non mi piace è che le lettere circolino un po’ troppo pubblicamente”.

Ruggiero Palombo

 

 

Torna all'inizio della pagina