Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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La Repubblica 09 nov. 2007 - Diritti Tv: “Campionato più vivo i tifosi ci diranno grazie”

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Foto calcio TVROMA - “Una rivoluzione democratica del calcio italiano: una vera legge per i tifosi”. Giovanna Melandri è raggiante: stamattina, ore 9,30, presenterà in consiglio dei ministri, insieme al ministro Paolo Gentiloni, il decreto legislativo che dal 2010 cambierà - almeno si spera - gli equilibri all’interno del sistema-calcio. Una legge sui diritti tv (collettivi e non più soggettivi) che, spiega ancora la Melandri, “porterà a campionati più equilibrati, più divertenti, dove potranno puntare allo scudetto anche squadre che oggi sono tagliate fuori”.

Per questo lei sostiene che è una legge anche per i tifosi.
“Esattamente. Se ne renderanno conto più avanti, quando sarà a regime, e ci sarà un nuovo equilibrio fra club ricchi e poveri. Adesso, la situazione italiana era di fortissima anomalia: siamo gli unici in Europa dove fra un piccolo club e uno grosso, c’è un rapporto di 1 a 7 nei ricavi televisivi. Ripeto: non succede da nessun’altra parte.
In futuro, con la nuova legge, la forbice sarà di 1 a 4. Non è poco, ecco perché questa è una buona notizia per tutti i tifosi, di qualsiasi fede calcistica siano”.

La Lega Calcio vi ha mandato ieri mattina, proprio in extremis, la delibera con la ripartizione dei diritti (40-30-30): recepito l’accordo, lo potrete presentare inconsiglio dei ministri. Ma se non fosse arrivato?
“L’ho sempre detto e lo ribadisco, noi avremmo fatto la nostra parte. Avrebbe deciso il governo, insomma. Ma abbiamo voluto dare fiducia e autonomia al mondo del calcio, alle società: e mi sembra equa questa suddivisione, 40% in parti uguali, 30% in base ai risultati sportivi e sempre un 30% in base al bacino d’utenza”.

Ma la serie B punta ancora i piedi. Non ci sta.
“Nel decreto legislativo abbiamo tenuto conto anche delle esigenze della serie B, e questo mi sembra un aspetto molto importante: è previsto quindi che il 6 per cento vada alle società sportive delle categorie inferiori, quindi alla serie B e alla C.

Insomma, un meccanismo di certezze per il futuro”.
E ai settori giovanili?
“Non li abbiamo certo dimenticati, come era d’altronde nello spirito che ci aveva sempre ispirati: il 4% delle risorse verrà quindi destinato proprio ai settori giovanili delle società professionistiche e agli impianti sportivi. Per questo, verrà creata, sul modello inglese, una fondazione per la mutualità generale: nel cda di dodici membri ci saranno rappresentanti del calcio, del Coni ma anche di Federbasket e Federvolley, gli altri due sport professionistici interessati a ristrutturare i palazzetti. Ma non ci saranno rappresentanti del governo, perchè abbiamo voluto lasciare apposta allo sport la massima autonomia”.

Ha temuto di non farcela a portare sino al traguardo questa legge?
“No, mai. La mia è stata una sfida: ma non c’è mai stata furia iconoclasta, né intenzioni di espropriare i club. Siamo stati però sempre convinti di farcela, e posso anche dire, con soddisfazione, che abbiamo avuto importanti contributi da parte dell’opposizione. Una svolta davvero epocale: perché valorizzando il prodotto calcio, significa valorizzare anche il nostro paese”.

I grossi club, Milan in testa, all’inizio del cammino erano fortemente preoccupati: temevano di perdere troppi soldi a van
taggio dei piccoli e di non poter più puntare a vincere la Champions League.
“E’ chiaro che qualcosa perderanno perché ci sarà una ripartizione diversa, ma credo che abbiano capito tutti qual è stato lo spirito che ci ha sempre ispirati. I club che guadagneranno di più, reinvestiranno quei soldi nel calcio. Non si sfugge. E se adesso i diritti tv valgono 750 milioni, fra un paio d’anni, quando saranno venduti in maniera più manageriale, varranno magari un miliardo. Tocca quindi ai club darsi strutture più moderne: tutti ne avranno benefici”.

E adesso?
“Adesso riprendiamo il cammino, perchè abbiamo altri tre progetti da portare avanti: la privatizzazione degli stadi, la riforma della legge `91 e un nuovo sistema di merchandising che renda i club di calcio sempre più competitivi anche a livello internazionale. Senza dimenticare il tema della violenza: credo che sia iniziata davvero una nuova stagione per il mondo del calcio. Ma non deve mai godere di extratterritorialità, e questo lo ricordo a certe frange di tifosi. Indietro non si torna di sicuro, ma il clima che si sta incominciando a respirare negli stadi mi sembra davvero migliore”.

Fulvio Bianchi

 

 

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