RIMINI - Daniele Luzzo, studente di Psicologia a Padova, è tornato da Dijon da appena un mese egià scalpita. “Voglio ripartire, subito”. E’ il mal di Erasmus quello che ha portato a Rimini migliaia di giovani per il ventennale del programma europeo di scambio di studenti universitari e per la Festa dell’Europa che compie cinquant’anni. La nostalgia per un’esperienza che Prodi vuole obbligatoria e che il ministro Giovanna Melandri ieri, alla chiusura della tre giorni di festeggiamenti, ha voluto rilanciare annunciando prestiti agevolati per far partire anche chi non può permetterselo, il sostegno alle Università che moltiplicano i corsi di lingua straniera e l’impegno del governo a sostenere a Bruxelles l’obiettivo di triplicare i fondi per Erasmus.
Una sorta di mediazione tra il sogno del premier e la realtà subito ricordata dal ministro Mussi alle prese con le strette sui finanziamenti per le università (”basterebbe anche qualcosa di meno”).
La Melandri ha già raggiunto l’intesa con l’Abi che consentirà ai giovani di ottenere una linea di credito agevolata non solo per pagare le tasse universitarie e l’iscrizione a un master, ma anche l’affitto della casa per un’esperienza che ad oggi ha coinvolto 173mila italiani.
“Prodi ha auspicato che diventino obbligatorie le esperienze di formazione in Europa, un obbiettivo ambizioso che vogliamo raggiungere. Per farlo occorre cominciare ad abbattere le due barriere che ora limitano l’Erasmus, quella della conoscenza delle lingue e quella sociale” ricorda il Ministro per le politiche giovanili e lo sport dal Villaggio Erasmus allestito dalla protezione civile alla darsena.
“Faccio appello a tutto il mondo imprenditoriale affinchè sostenga Erasmus, come avviene in Spagna. Intanto abbiamo costruito l’agenzia per i giovani per favorire tutti i progetti di mobilità europea, dal volontariato agli scambi a livelli di scuola superiore”.
A Rimini, che ieri notte ha salutato gli erasmiani con un concerto dei Tiromancino, Afterhours, Bandabardò e LNRipey, sono arrivati giovani da 27 Paesei, spagnoli in testa.
Marica, 25 anni, vita e studia Verona, è qui “perchè mi mancava il contatto con gli stranieri. Noi erasmiani siamo una grande famiglia”.
E a proposito di famiglia, Giovanna Melandri non rinuncia all’affondo:
“In un giorno in cui si fa tanta retorica sulla famiglia, sono lieta di essere con la generazione Erasmus, ragazzi che non contrappongono i diritti delle persone al desiderio di poter formare nella libertà una propria famiglia.
Partiamo da loro”.
Ilaria Venturi
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