ROMA - Un prestito agli studenti che se lo meritano: le banche anticipano, il governo garantisce. Fino a 6 mila euro versati sul suo conto senza che vi sia bisogno della firma di mamma e papà o di una copia dell’ultima busta paga: basterà presentare all’istituto un attestato dell’Università che dimostri la “capacità” del richiedente e anche il giovane nullatenente potrà passare all’incasso. Così prevede un Protocollo d’Intesa siglato fra Giovanna Melandri, ministro delle Politiche giovanili, e l’Abi, l’associazione delle banche, che oggi sarà presentato alla presenza di Prodi e di due leader di grandi istituti che hanno già accettato di partecipare al progetto: Alessandro Profumo dell’Unicredit e Pietro Modiano di Intesa San Paolo.
Ministro chi potrà chiedere il prestito e per fare cosa?
“Tutti gli studenti di età compresa fra i 18 e i 35 anni che abbiano la residenza italiana e i requisiti di merito richiesti: con quei soldi potranno pagare le tasse universitarie, partecipare finalmente all’Erasmus - un progetto importante che chiede però la possibilità per la famiglia di mantenere un figlio all’estero e che senza sostegni finisce con il tagliar fuori i ceti meno abbienti - pagarsi un master, comperare un computer o coprire parte delle spese di locazione”.
Il tetto dei 35 anni non è esagerato per parlare ancora di studenti?
“Ha un suo motivo: l’accordo che presentiamo con l’Abi è solo il primo step di un progetto più ampio che l’anno prossimo dovrebbe prevedere finanziamenti all’auto-imprenditorialità. I 35 anni sono legati anche a quella possibilità”.
Chi ha fissato i requisiti di merito?
“Noi in accordo con il ministero dell’Università: per aver accesso al credito, nelle sue varie modalità, sono previste tabelle precise”.
Quando partiranno i prestiti e come funzionano?
“Tutto sarà possibile già dalla fine di febbraio: e contemporaneamente all’avvio del progetto apriremo un sito - www.diamoglicreito.it dove gli studenti potranno accedere alle informazioni necessarie. Quanto al funzionamento, si prevede che il governo garantisca per lo studente e risponda per la metà dell’ammontare se lui non paga le rate. Dell’altra metà del credito risponderà la banca che, per la sua parte, potrà poi ricorrere a tutte le modalità previste per il recupero dell’insolvenza. Per la parte che ci riguarda il ministero aprirà un fondo di 33 milioni di euro in tre anni, ma i fondi effettivamente erogati saranno 660 milioni. Sia chiaro: parliamo di rate mensili che potranno essere rimborsate in 48 mesi e che al massimo raggiungeranno i 60 euro mensili: lo studente potrà coprirli facendo qualche lavoretto”.
Quale sarà il tasso di prestito?
“Fisseremo un tetto massimo che sarà nettamente al di sotto di quello previsto per il prestito al consumo, e poi speriamo che le banche, in regime di concorrenza, abbassino le rate”.
Un’altra emergenza che toccai giovani è quella della casa. Cosa pensate di fare su quel fronte?
“Diverse cose sono già previste in Finanziaria, ma finanzieremo con 15 milioni di euro anche i progetti di co-housing, di convivenze, nelle grandi aree metropolitane”.
Luisa Grion
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