ROMA - “Questo non è il momento di dividersi, ma quello di fare quadrato”. Il messaggio che il ministro delle Politiche Giovanili Giovanna Melandri, vuole lanciare anche al suo partito, nel giorno successivo al Comitato politico in cui non sono mancate critiche al premier, è chiaro: “Facciamo attenzione attenzione perché dopo Prodi c’è una crisi al buio” A chi rivolge questo appello?
“Io mi aspetto che i partiti della maggioranza di governo, a partire dal mio, sostengano con maggiore convinzione e solidarietà questo governo. E penso che il governo debba saper ascoltare la sua maggioranza”.
Al premier si chiede, come afferma Fassino, anche “uno scatto”…
“Sono appena uscita dall’incontro a palazzo Chigi con le parti sociali, per l’accordo in vista della presentazione del Dpef. Oggi sono state presentate delle proposte concrete, importanti. Il ministro Damiano ha proposto di stanziare 2,5, miliardi netti per la rivalutazione delle pensioni basse e un pacchetto molto significativo per i giovani volto ad ammodernare quel sistema di ammortizzatori sociali che oggi è completamente fuori sincrono con la realtà e la vita concreta dei giovani lavoratori. Davanti abbiamo tre grandi obbiettivi: riscattare più agevolmente e meno onerosamente la laurea, la possibilità di cumulare diversi periodi di contribuzioni oggi in capo a diverse gestioni previdenziali e la possibilità di dare copertura contributiva figurativa piena nei periodi di non lavori. Abbiamo messo per questo 600 milioni. Tutto questo mi fa dire che il governo sta lavorando”.
Il clima non è quello di qualche mese addietro…
“Il contesto è francamente preoccupante: il leader dell’opposizione che parla di regicidio, gli assalti ai banchi del governo da parte di una forza politica, anche l’uso strumentale delle intercettazioni che ledono il principio dello stato di diritto. E guardi che questo lo dico essendo stata tra coloro che all’epoca sostenne la non opportunità da parte di un partito di tifare per una cordata finanziaria piuttosto che per un’altra”.
Il disagio dentro i Ds è dovuto a motivazioni politiche…
“Io non nego che questo sia stato un anno complicato. Ma credo che si debba tenere la schiena dritta davanti a questo clima. E’ stato un anno difficile, ma anche un anno importante per rimettere la crescita economica del Paese su basi più solide: questa è la settimana in cui con il Dpef possiamo rilanciare l’azione del governo. ma occorre che lo facciamo tutti. Se c’è qualcuno nella maggioranza, ma anche nel mio partito, che vuole un altro governo lo deve dire apertamente. Penso che dopo il governo Prodi non ce ne sia un altro, ma una crisi al buio. Forse c’è quel signore che ieri ha parlato di regicidio”.
I partiti sono preoccupati dal calo di consensi…
“E lo sono anche io. Oggi però c’è una priorità. Ed è quella di fare quadrato. Siamo al governo da un anno. Ragioniamo serenamente anche sul risultato di queste amministrative. Però io lo dico apertamente: se c’è qualcuno che ritiene, anche nel mio partito, che ci voglia un altro governo, lo dica. Quello che fa male alla maggioranza, alla tenuta del governo e anche al Paese che ha bisogno di stabilità, è vivere in una condizione di instabilità”.
In qualche modo lo si è anche detto…
“Chiunque lo dica deve farsi carico di indicare un’alternativa. Il gioco dello scaricabarile non funziona”.
Cosa dovrebbe tener dentro il profilo riformista di questo governo?
“Dobbiamo affrontare il tema sociale di pensioni troppo basse, e, penso che il profilo riformista si difenda anche con la trasformazione del sistema del welfare a favore dei giovani”
Quando si è incrinato il rapporto tra gruppi parlamentari e governo?
“lo non so quando e se si è incrinato. lo so solo che abbiamo bisogno rapidamente di rilanciare l’azione del governo. Altrimenti non c’è futuro”.
Eduardo Di Blasi
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