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L’Unità 18 giu. 2007 - “Capisco le critiche al governo, dobbiamo fare un passo avanti”

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Foto del Gay PrideROMA- “La forza di questa manifestazione che chiede diritti senza toglierne a nessuno si è imposta. E aggiungo fortunatamente. Ora spetta alla maggioranza parlamentare tutta non far cadere la ricerca di una mediazione che farebbe fare un passo avanti a tutto il paese nel riconoscimento dei diritti e dei doveri”, risponde alla San Giovanni del Gay Pride Giovanna Melandri, che definisce una piazza “utile”.

In che senso utile?
“Utile perché nel nostro paese sui temi della laicità, del rispetto e del riconoscimento dei diritti-doveri a chi fa scelte d’amore diverse non è un momento semplice. Dalle cronache ho visto una manifestazione imponente, che pacificamente afferma nuovi diritti, che legittimamente chiede il riconoscimento di una scelta libera affettiva e si oppone a ogni forma di omofobia. Credo che questo sia utile al nostro paese”.

Da quella piazza però viene un giudizio molto duro sul governo e sul centrosinistra.
“Fino a che il centrosinistra non ha vinto, di estensione dei diritti civili non si era nemmeno discusso e un provvedimento su questi temi non era mai entrato nell’agenda del governo. Rosy Bindi e Barbara Pollastrini hanno offerto a questo parlamento un provvedimento sull’estensione dei diritti che sicuramente è una mediazione ma mira a fare un passo avanti.
Il problema non è il governo, sono gli attuali equilibri parlamentari. Da una parte c’è un senato in cui la maggioranza ha una tenuta molto ridotta e al suo stesso interno su questi temi deve fare i conti con i Teodem e Udeur. Dall’altra però c’è anche un centrodestra arretrato, lontano anni luce da Aznar o Sarkozy: tranne qualche rarissima singolare eccezione non si è aperto nessun fronte di interlocuzione sull’estensione dei diritti”.

È un appello?
“No, dico soltanto: se la destra liberale c’è batta un colpo. Per ora ho visto il disegno di legge Biondi, prevede un atto di dichiarazione davanti al notaio e introduce una discriminazione di censo perché costa tanti soldi. Serenamente comprendo le critiche rivolte dalla piazza a un governo che sceglie una mediazione, ma credo anche che quella piazza dovrebbe denunciare una grande latitanza della destra liberale”.

Invece grida al centrosinistra: “Nessun voto senza diritto”. E i Dico stessi li considera poca cosa. Come rispondere?
“La politica è fatta di processi di mediazione. Io personalmente ai Dico preferisco i Pacs, si avvicinano di più al riconoscimento pieno di diritti-doveri dei conviventi, però penso che chi oggi ha responsabilità di governo si debba far carico di portare avanti la più alta mediazione possibile nelle condizioni date. Maggioranza e governo devono con forza sostenere l’iter parlamentare dei Dico o di un provvedimento che dai Dico prenda le mosse e trovi in parlamento nuove mediazioni, qualcosa di meno di ciò che alcuni di noi vorrebbero ma un passo in avanti in questo paese”.

ma.ge.

 

 

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