Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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L’Unità 23 mar. 2007 - “Al Family day io non ci vado”

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fediNo, io non andrò al Family day. Come non sono stata a piazza Farnese per i Dico. Perché? Perché c’è un’indicazione di Prodi, semplice. E poi credo che non ci debba essere alcuna contrapposizione tra l’estensione dei diritti civili e una più incisiva politica a favore della famiglia. Il ddl Bindi-Pollastrini - e io mi sono battuta perché non ci fosse nessuno tentativo di depotenziarlo - è un segno di modernità, oltre che di civiltà”.

Il ministro Giovanna Melandri nella videochat su l’Unità online condotta dal direttore Padellaro risponde ai lettori e lancia le sue proposte: sulla politica, sui diritti civili, sul welfare e sullo sport.

Ministro, iniziamo però dalla strettissima attualità, cioè dal caso Usa-Italia sulla liberazione di Mastrogiacomo. C’è chi vede in questa contrapposizione quasi uno scontro di mentalità politica e diplomatica: più “flessibile” la nostra, più intransigente la loro…
“Non credo a una distinzione così marcata di cultura politica. E soprattutto - visto che è di questo che si sta parlando - non credo che l’azione italiana che ha portato alla liberazione del reporter di Repubblica abbia costituito un cedimento nei confronti dei taliban. La trattativa è un conto, il cedimento un altro. E confermo quindi l’impegno militare italiano in Afghanistan accanto a una forte iniziativa politica… “.

La conferenza di pace a cui partecipino anche i Taliban, come proposto da Fassino proprio su l’Unità?
“Esatto. Le conferenze di pace si fanno con le parti. E l’equazione taliban-terroristi credo sia semplicistica. Anche se rimane severo il giudizio su quel regime”.

Torniamo alla politica interna. Michele Di Maria le chiede perché ha lasciato la mozione Mussi per passare con Fassino, Matteo De Capitani parla addirittura transumanza verso il segretario ds…
“Con Mussi parlo ogni giorno e con lui ho condiviso una parte di strada. ma quando ha detto no al partito democratico le nostre strade si sono separate.
Credo che il Pd fosse già - in nuce, ben inteso - in prospettiva dai tempi della svolta di Occhetto. Oggi abbiamo bisogno di una grande ricomposizione. Che certo non può essere solo la somma ds-Margherita. Né tantomeno l’orto del moderatismo. Dopo i congressi di ds e Dl dovremo aprire dei canali “liberi” - cioè fuori dalle strutture partitiche - di adesione al Partito democratico. E’ questa una grande occasione di ricomposizione, ampliamento e ridefinizione del nuovo soggetto politico.
Nello statuto del Pd ci siano regole che prevedano la presenza delle donne e dei giovani. Perché il rinnovamento di una classe politica non si fa né con il parricidio né per gentile concessione, ma con regole certe e condivise”.

In molti chiedono rinnovamento anche nel mondo delle professioni, dell’impresa…
“Per me questa è “la” domanda. Abbiamo fatto un primo passo in avanti con la riforma degli ordini - sul quale in Parlamento c’è una sfida importante con la destra - che introduce nuovi elementi di apertura e trasparenza: dal tetto massimo di un anno per l’apprendistato, fino ai nuovi concorsi - con commissioni miste - e fino al rinnovo delle cariche negli organi di rappresentanza. E se gli avvocati protestano in piazza io dico loro: non vi minacciano, solo apriamo le professioni all’efficienza e al ricambio”.

Parliamo allora di lavoro…
“Abbiamo un mercato del lavoro sempre più flessibile, ma ammortizzatori sociali e un sistema della previdenza fermi agli anni 60. Ecco perché abbiamo bisogno di forme di sostegno al reddito, soprattutto nelle “zone grigie” del lavoro. E poi dobbiamo spingere sul riscatto pensionistico degli anni di laurea e di dottorato”.

Torniamo ai Dico. La gerarchia vaticana ha parlato addirittura di legge contro natura…
“Innanzitutto osservo come per fortuna vi siano anche altre voci, a cominciare da quella del cardinal Martini. Inoltre credo che certe espressioni non aiutino il carisma spirituale della Chiesa. Ma sulla famiglia e sul sostegno ad essa io voglio insistere, come pure sul sostegno ai giovani. Partiamo da un dato di fatto: oggi nel nostro paese ci sono 4,5 milioni di 30enni che ancora sono a casa con i genitori. Non si tratta solo di una pigrizia: perché di questi 4,5 milioni, 2 vogliono emanciparsi.
Ed ecco le proposte, iniziamo da ciò che ci sarà oggi: per la prima volta al tavolo della concertazioni di Palazzo Chigi questo pomeriggio siederanno anche le rappresentanze delle associazioni giovanili. E poi bisogna insistere sul sostegno per gli affitti degli under 30. In Finanziaria abbiamo iniziato con un’esperienza pilota: sgravi fiscali fino a 2600 euro per gli universitari fuorisede. Bene, estendiamo questa misura a tutti gli under 30 e avremo così fatto bene alla famiglia: perché così se ne potranno fonnare più facilmente di nuove”.

Melandri oltre che di politiche giovanili è il ministro dello sport. Adriano Zagola e Nicoletta da Genova chiedono perché dopo Calciopoli Matarrese stia di nuovo in sella e se dopo la commozione per l’omicidio Raciti la questione stadi-sicuri non sia stata dimenticata.
“Rispondo che la Lega sceglie autonomamente il suo presidente. Ma per il rinnovamento stiamo facendo molto: a iniziare dalla riforma del mercato dei diritti tv - che garantirà una ritribuzione più equa dei profitti. Mi hanno accusato - anche Matarrese - di invasione di campo, di interventismo statalista. Credo che abbiamo solo fatto un passo verso un maggior equilibrio tra big e piccoli club. E poi il decreto antiviolenza, che ormai è a un passo dall’approvazione anche in Senato. Questa non è una misura contro i tifosi, ma perché i veri tifosi tornino a sentirsi sicuri quando vedono una partita. E non escludo che in futuro gli impianti possano essere privatizzati: ora la gestione per molti Comuni è economicamente insostenibile”.

E con l’ex commissario della Figc Guido Rossi in questi giorni vi siete beccati a distanza…
“Lui ha scelto di andare a Telecom, legittimamente. Ma dopo di lui non c’è stato il diluvio. Soprattutto con Pancalli è stato ingeneroso. Il nuovo commissario ha riformato il codice di giustizia sportiva, quello degli arbitri e quello dei procuratori, poi ha rinnovato lo statuto della Federcalcio. Sono fatti”.

Cambiamo argomento. Giampaolo Lenzi chiede cosa si stia davvero facendo contro l’anoressia.
“E’ un dramma complesso che richiede risposte complesse: oggi 3 milioni di persone in Italia hanno disturbi legati all’alimentazione, bulimia, anoressia… Il ministro Turco si sta sulla prevenzione e la cura. Per fortuna esistono diverse ottime strutture pubbliche che possono aiutare ragazze e ragazzi.
Poi c’è la risposta educativa e Fioroni si sta muovendo.
Infine esiste una dimensione - e lo dico tra mille virgolette - culturale, legata ai modelli comportamentali.

Il manifesto d’intesa siglato con il mondo della moda - che rivaluta in modello di bellezza sano e non solo magro - è un passo importante”.

 E come ministero delle politiche giovanili cos’altro c’è in cantiere?
“Tengo molto a un concorso - “Giovani idee cambiano l’Italia” - che abbiamo lanciato: prevede l’assegnazione di contributi ai ragazzi e alle ragazze per la realizzazione di idee innovative, ci sono 2 milioni per sostenerlo e si snoda in 4 aree tematiche: innovazione tecnologica; utilità sociale e impegno civile; sviluppo sostenibile; gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani. Ai vincitori verranno assegnati contributi fino ad un massimo di 35.000 euro.
Trovate tutto sul sito del Ministero http://www.pogas.it/“.

(a cura di Edoardo Novella)

 

 

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