Ministro Melandri, ieri ha incontrato una delegazione di Amnesty International, che le ha presentato la campagna “Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina”, un tema caro ai lettori di Metro. Ce ne parla?
“È stato un incontro positivo. Abbiamo convenuto che i Giochi Olimpici sono sempre stati, ricordiamo Mosca 1980, un’occasione importante di apertura, di crescita della cultura dei diritti umani.
Amnesty ha poi ribadito di non aver mai proposto il boicottaggio delle Olimpiadi in Cina e ci ha anche illustrato la campagna legata ai Giochi olimpici e che tocca quattro temi centrali: la questione della pena di morte, la libertà di stampa, il ricorso alla rieducazione attraverso la cosiddetta detenzione amministrativa, in realtà una sorta di lavoro forzato, e la repressione nei confronti dei difensori dei diritti umani.
Sono temi ampiamente condivisibili e c’è da dire che in fatto di apertura e di diritti umani il governo cinese, presentando la sua candidatura olimpica, ha dovuto prendere impegni precisi. Noi auspichiamo che i Giochi di Pechino 2008 possano davvero essere un momento di grande cambiamento”.
Centinaia dei nostri lettori si sono espressi a favore del boicottaggio dei Giochi…
“La sensibilità che la gente mostra sul tema dei diritti umani è una cosa molto positiva, ma si canalizza male se va nella direzione del boicottaggio.
Questa nostra epoca è caratterizzata dalla globalizzazione, allora dobbiamo globalizzare i diritti, il boicottaggio non va in questa direzione, anzi il rischio è quello di sprecare un’occasione. La grande forza dello sport è stata quella di costruire o ricostruire ponti, di avvcinare culture, creare accessi. La Cina rappresenta un quinto dell’umanità, se vogliamo globalizzare i diritti, il rispetto autentico della persona umana, fare passi in avanti in quel Paese significa fare passi importanti nel mondo”.
Nel passato lo sport si è mostrato perlomeno insensibile al tema dei diritti umani, ricordiamo i mondiali di calcio del 1978 in Argentina.
I prossimi Mondiali di calcio si terranno in Sudafrica, un simbolo della lotta all’apartheid. La storia dello sport è affascinante, ma anche fatta di chiaroscuri. Il mondo cambia, evolve e voglio credere che queste Olimpiadi possano rappresentare davvero una straordinaria opportunità per tutti e non solo per i cinesi”.
Cosimo Croce
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