Sono passati 7 mesi dal “Manifesto nazionale di autoregolamentazione della moda” e l’impressione è quella di un elenco di buoni propositi rimasti tali.
” Penso sia ancora presto per tirare un bilancio sugli
effetti del Manifesto e anzi credo che stia facendo molto discutere. Molti esponenti della moda ci hanno confermato il loro impegno e denunciato le difficoltà. È cominciata una nuova consapevolezza del problema”.
Lei crede che la strada da percorrere sia quella
dell’autoregolamentazione e non quella legislativa?
“Non escludo che si possa procedere anche con un
intervento legislativo, ma il Manifesto va oltre. Non si
può legiferare sulla fantasia dello stilista”.
Il Moige chiede che sia vietato per legge alle minori di 16
anni di sfilare.
“Una legge in questo senso c’è già dal momento che abbiamo innalzato l’obbligo scolastico a 16 anni e ogni attività professionale non è compatibile con la scuola. Ma l’attenzione alla moda è solo una delle direzioni in cui il governo si sta muovendo per combattere i disturbi alimentari”.
Quali sono le altre iniziative?
“Grazie all’istituzione del fondo per le politiche giovanili intendiamo finanziare, nell’ambito del programma
“Guadagnare la salute”, tutte le associazioni che si occupano di
disturbi alimentari”.
Giulia Floris
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