Nella stanza che fu di Roberto Calderoli l’arredamento è ridotto all’essenziale. Una mano di vernice bianca ha cancellato ogni traccia del vecchio inquilino e delle sue canottiere satiriche. Al posto dell’esponente leghista che aveva una delega alle Riforme istituzionali è seduta Giovanna Melandri, neo ministro dei Giovani e dello Sport.
Ministro Melandri l’accusa che veniva rivolta al governo Berlusconi era di non essere “amico” della Capitale. Ora bisognerà dimostrare con i fatti che quell’accusa era fondata.
“Lo dimostravano le cifre, dati che erano sotto gli occhi di tutti. La distribuzione delle risorse, i 288 curo pro capite di Roma contro una media nazionale di 309 e i 346 delle altre grandi città, I tagli superiori a tutti gli altri capoluoghi, pari all’8,4% contro il 6,5% della media nazionale. Lo dimostrava l’azzeramento dei fondi per la Legge Roma capitale. C’era una penalizzazione, un trattamento per così dire speciale riservato a Roma, uno svantaggio che ora noi vogliamo eliminare”.
E se poi il “governo amico” di Roma viene percepito come “nemico” da Milano e dalle altre città? Come si esce da questo circolo vizioso?
“Si esce cominciando a dire, che questo governo non sarà un governo amico di Roma bensì un governo amico dell’Italia. Il governo di tutti gli italiani. E si esce anche correggendo questo handicap pesantissimo che pesa sulla Capitale. Non so come abbia fatto Ve] troni a far fronte al taglio del 50% del fondo nazionale per le politiche sociali che è costato a Roma 30 milioni, dico 30 milioni di curo, in meno. Lo sforzo che ha fatto questa città è incredibile. Ecco per ché mi sembra di leggere in controluce, in questo successo straordinario di Walter, anche un giudizio su un governo, ora possiamo dirlo, che s’è rivelato ostile alla città”.
Come si corregge l’handicap?
“Mettendola città in condizione di assolvere alle sue funzioni di Capitale. Che vuol dire una legge, come previsto nel protocollo firmato da Romano Prodi, che conferisca autonomia statutaria, rialimenti i flussi per il trasferimento delle risorse necessarie e definisca gli strumenti per superare questa storica penalizzazione in molte materie importanti tra cui l’urbanistica e la mobilità. E rimane sempre un secondo handicap: la riforma costituzionale. Va respinta, Roma e il, governo di Roma non meritano la Costituzione di Calderoli. Da oggi parte la campagna referendaria”.
C’è anche un altro nodo da sciogliere: la doppia candidatura olimpica. Lei che ne pensa?
“Ho parlato con il presidente del Coni Gianni Petrucci. Mi ha assicurato che entro breve verrà presa una decisione. Non è questo il momento di scatenare guerre di campanile tra Roma e Milano. Il governo rispetterà la scelta del Coni qualunque essa sia. Ricordo però che l’ex presidente del Consiglio inviò una lettera per chiedere di far slittare la decisione. Una grave interferenza”.
Se dipendesse da lei?
“Come cittadina romana posso dire che mi piacerebbe molto che Roma vincesse. Come ministro accetterò qualunque decisione del Coni”.
Romana e romanista…
“La fede giallorossa c’è. Sarebbe ipocrita non ammetterlo, non posso sopprimerla. Ma io, ci tengo a dirlo, non sono il ministro del Calcio, lo sono di tutti gli sport. Con una grande attenzione alle politiche giovanili. Voglio estendere a livello nazionale l’accordo che il Comune di Roma ha stipulato per consentire ai giovani di accendere mutui. Per questo incontrerò presto il direttore generale dell’Abi”.
Tra una cosa e l’altra intanto è andata a Coverciano. Da Totti.
“Per portare un saluto a tutti i ragazzi della nostra nazionale di calcio, un “in bocca al lupo” per i Mondiali in Germania. E ho parlato anche col mister”.
Ha già dato la formazione?
“No, s’intende, ma ho parlato chiaro. Ci sono due grandi partite da giocare. “La prima - ho detto - si disputa sul campo ed è la vostra partita, la giocate voi. La seconda è quella che sta giocando una squadra capitanala dal commissario della Figc Guido Rossi per cambiare le regole di questo sport. Il governo resterà accanto sia alla prima che alla seconda squadra”.
Come si rimonta il giocattolo?
“Voltando pagina. Il calcio deve tornare ad essere un modello positivo per tutti gli italiani e soprattutto per i giovani. C’è una questione di regole a livello europeo. Ho letto in questi giorni la bozza di un documento preparato dal premier inglese Tony Blair. Ci sono molti spunti interessanti anche per noi. Due su tutti: la revisione della Bosman e il tetto economico per gli ingaggi. Per quanto riguarda l’Italia il governo è già al lavoro per rifare il tagliando alla questione dei diritti televisivi e alle norme che regolano la quotazione in borsa delle società di calcio: hanno un patrimonio troppo fragile”.
Ci sono allenatori (e capitani) che vorrebbero ridimensionare lo scandalo Moggi.
“A loro come a tutti dico: aspettiamo. C’è una giustizia che sta facendo il suo corso, vogliamo la verità. E nessuno può anticipare le sentenze”.
E se nel frattempo qualcuno decide di tifare per il Ghana?
“Sbaglierebbe. I ragazzi della nazionale rappresentano il nostro Paese. I loro successi sono anche nostri. Teniamoci pronti a rimettere il tricolore sui balconi”.
Claudio Marincola
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