ROMA. “E’ il momento più brutto, il dolore più lancinante. Altro che Calciopoli”. Per la vita di Filippo Raciti non si possono tentare riforme. Il ministro Giovanna Melandri lo sa, ma deve guardare avanti, per mestiere. Deve provare a salvarlo, col governo, il calcio.
Ce la farete a salvare il calcio, ministro?
“Lo dobbiamo, anche per onorare la memoria di questo servitore dello Stato che lascia la sua famiglia per fare ordine pubblico ad una partita che ovunque in Europa avrebbe significato una festa e che da noi e diventata tragedia.”
Come fare?
“Pensiamo a leggi speciali perché il modo di vivere lo stadio in questo Paese deve cambiare, Euro 2012 o no, si deve percorrere la strada fatta di leggi penali che portino ad un giro di vite vero, del quale parliamo col ministro Amato, bandendo definitivamente la tolleranza per i reati da stadio. Ma puntando anche ad un modo diverso di concepire gli stadi. Prima cosa da fare, però, ora è estirpare il tarlo che a Catania ha fatto un altro morto.”
Come si va avanti, ora.
“Non sbagliavamo a parlare di tre riforme essenziali perché il calcio ripartisse: cambiare il sistema delle risorse, coi diritti tv, mettere mano alla legge sul professionismo e pensare ad una ristrutturazione degli stadi. Ora sono solo trappole per violenti, la gente scappa, le famiglie ne stanno alla larga: in tutto il resto d’Europa lo stadio è il momento della gioia e del divertimento. Non possiamo essere campioni del mondo sul campo e ultimo d’Europa in questo.Basta.”
Leggi speciali e stadi nuovi e la Pisanu?
“Si deve parlare chiaro con le società: qui non bastano più tornelli, gli agenti. Il Governo per salvare il calcio deve mettere in campo un progetto, guardando al Taylor Act che ha salvato e creato i presupposti del rinascimento del calcio inglese.”
In questo venerdì nero la serie A, sabato scorso i dilettanti calabresi.
“Veniva dalla base del calcio quel delitto, capite… Per quello serve una sfida culturale.”
Da Calciopoli alle morti di Luzzi e Catania: c’è un filo?
“L’esplosione della violenza che parte dal basso non è casuale, non è slegata dai fenomeni degenerativi del calcio italiano di questi anni. Solo riformando anche le regole, si potranno avere in futuro comportamenti diversi. Per questo insisto: per onorare la memoria di Filippo Raciti il calcio lo dobbiamo fermare ora per poterlo salvare.”
A.MO.
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute