Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
L.go Chigi 19 - 00187 Roma

Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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12 feb. 2008 - Pechino 2008: Amnesty a Melandri, sport occasione di apertura

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Logo olimpiadi in CinaOggi, alle ore 12.30, presso la Sede del ministero in Largo Chigi 19, il ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive Giovanna Melandri ha ricevuto una delegazione di Amnesty International composta dal Presidente della sezione italiana Paolo Pobbiati, dal direttore Gabriele Eminente, dal portavoce Riccardo Noury e dalla direttrice delle campagne Daniela Carboni.

La delegazione, esprimendo soddisfazione e ringraziamento per l’occasione di incontro, ha quindi illustrato la posizione di Amnesty International sulle prossime olimpiadi di Pechino, trovando piena sintonia con il ministro Melandri sul fatto che i Giochi debbano essere per la Cina un’importante occasione di apertura e crescita della cultura dei diritti umani.

Amnesty, ricordando che il rispetto dei diritti umani in Cina riguarda un quinto della popolazione umana, ha esposto al ministro Melandri quattro punti su cui chiede ai Comitati olimpici, ai governi, all’Europa e all’Occidente di tenere alta l’attenzione ed esercitare una positiva pressione culturale, politica e civile: 1) La questione della pena di morte; 2) la libertà di stampa; 3) la tutela dei “difensori dei diritti umani”, ovvero di quanti in Cina si battono contro le violazioni dei diritti; 4) la questione della cosiddetta “detenzione amministrativa”.

Il ministro Melandri, trovandosi d’accordo con i principi rappresentati, ha espresso pieno apprezzamento per l’operato, l’atteggiamento propositivo e la scelta di Amnesty di non appoggiare un boicottaggio che di fatto priverebbe i cittadini cinesi di una grande opportunità di apertura e confronto con il mondo.

“L’auspicio - ha detto - è che accada come nell’80 a Mosca, quando l’apertura della ‘cortina di ferro’, anche se per poche settimane, provocò cambiamenti e progressi profondi da cui, per fortuna, non si poteva poi tornare indietro. Sono certa - ha concluso Giovanna Melandri - che il mondo dello sport italiano e gli atleti che gareggeranno a Pechino sapranno farsi portatori di quei valori universali che, come recita testualmente la stessa carta Olimpica, ‘incoraggiano la coesistenza pacifica e la salvaguardia della dignità fra gli uomini’ e il cui scopo ‘è quello di costruire un mondo migliore’”.

 

 

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