Sono stati previsti interventi relativi alla possibilità di riscattare il periodo di studi per conseguire la laurea con l’obiettivo di rendere più conveniente il recupero degli anni di studio, riducendone l’onere. In tal modo, gli anni di corso legale di laurea sono equiparati a periodi lavorativi ai fini pensionistici.
Per i giovani che sono nel sistema contributivo si è stabilità :
la possibilità di dilazionare il pagamento, senza interessi, fino a 10 anni, con l’accreditamento dei contributi alla data della domanda;
a) la totale computabilità dei periodi riscattati ai fini del raggiungimento dei requisiti per acquisire il diritto a pensione;
b) la possibilità di chiedere il riscatto del corso legale di studi universitari ancor prima di iniziare l’attività lavorativa, pagando un importo fisso.
c) la deducibilità dal reddito dell’interessato o la detraibilità dal reddito dei soggetti di cui l’interessato risulti fiscalmente a carico (es. genitori), nella misura del 19% dell’importo stesso.
Per coloro che sono nel sistema retributivo o misto sono state uniformate le diverse modalità di rateizzazione del contributo di riscatto del corso di studi universitari attualmente in vigore nei diversi regimi pensionistici, consentendone il pagamento – oltre che in unica soluzione – in 120 rate mensili (dalle 48 o 60 attuali), senza l’applicazione di interessi di rateizzazione.
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