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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

Politiche Giovanili » CONSULTA PER IL PLURALISMO RELIGIOSO E CULTURALE

7-9 mar. 2008 - Venezia: visita al Ghetto e alla Chiesa Armena

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La Consulta giovanile per il pluralismo religioso e culturale si riunirà per una tre giorni di lavoro (7-9- Marzo) a Venezia.
I Consultori, che risiederanno nella foresteria della Chiesa Valdese, lavoreranno presso la Prefettura, ospiti di S.E. il Dr. Guido NARDONE, per concludere la “Lettera sul valore del dialogo” cominciata ad elaborare qualche mese fa presso la Fondazione La Pira di Firenze.
Se una riflessione su questo tema non poteva trovare avvio in un posto migliore delle stanze che ospitarono l’ideatore dei “Dialoghi del Mediterraneo”, il suo fisiologico approdo non poteva che essere in quella che da sempre è stata la porta verso l’oriente e verso il mare.
“Speriamo di saper declinare nei termini della contemporaneità - ha commentato il Coordinatore della Consulta Francesco Spano - l’entusiasmo e la lungimiranza di La Pira e Marco Polo”
Durante la tre giorni veneziana sono previste, per la Consulta, una serie di visite presso alcune comunità religiose locali.
Particolare rilievo avranno la visita del Ghetto ebraico e quella dell’Abbazia e della Comunità monastica di San Lazzaro, antica presenza della Chiesa Armena in occidente. E’ attesa la conferma dell’incontro con S. Em. il Metropolita Gennadios, delegato del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli nella Sacra Arcidiocesi ortodossa di Italia e Malta
La sera del Venerdì la Consulta sarà ospite dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Venezia presso il teatro La Fenice, ove il Maestro Eliahu Inbal dirigerà la sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 e la sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica di L. v. Beethoven.
“Questo è uno splendido regalo – ha detto Spano ringraziando l’Assessore Rumiz – che ben esprime la nostra natura ed il senso del nostro lavoro. Mettere a confronto le rispettive identità, infatti, non è un’operazione da fare solo per far fronte alle emergenze o alla negazione dei diritti, ma è soprattutto l’occasione di crescere nel trarre insegnamento da ciò che di bello esiste in ogni cultura. Andare a La Fenice per ascoltare Beethoven ci ricorderà le molteplici radici che stanno alla base della cultura europea!”

 

 

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