2. PIANO FINANZIARIO
SPESE AMMISSIBILI
D: Potreste indicarmi un riferimento giuridico/contabile ove sono elencati i beni durevoli secondo le esigenze del bando?
R: I principali riferimenti sono l’ Art. 2424 del codice civile e DPR 917/86, art. 100, comma 1.
D: Una quota forfetaria di rimborso spese per i membri del gruppo è prevista?
R: No, non in termini forfetari.
D:Tra le spese finanziabili sono comprese anche le tasse e le marche da bollo per qualsiasi spesa relativa al progetto?
R: Si se inerenti al progetto e definitivamente indetraibili.
D: Ipotizzando un finanziamento statale pari a 35.000 euro, poiché alla stipula della convenzione al gruppo viene dato solo il 50%, è possibile prevedere un prestito bancario degli altri 15.000 euro circa ed inserire gli interessi da pagare come spese da ammettere a contributo?
R: Gli interessi passivi non sono ammessi a contributo, in quanto riferiti alla gestione finanziaria e non a quella economica del progetto. La normativa di riferimento è il vademecum del Ministero del Lavoro – FSE del 2002 (fondi di coesione) e il Regolamento CE 448 del 2004, allegato 1.
D: Le spese di registrazione dei brevetti sono finanziabili?
R: Si nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni normative in materia (art. 2585 cod. civ. e Dlgs 30/2005)
D:Rientra nel finanziamento anche il capitale sociale? Ad esempio per la costituzione di un S.r.l occorre versare 10.000 euro. Tale cifra è finanziabile? In caso contrario è da indicare nella voce “altre fonti di finanziamento-mezzi finanziari propri”?
R:Vengono finanziati unicamente gli impieghi (cioè le spese da sostenere nell’ambito del progetto) non le fonti di finanziamento (entrate).
D: Eventuali risorse umane necessarie per la realizzazione del progetto, devono necessariamente far parte del gruppo richiedente il finanziamento oppure si possono prevedere delle figure professionali con competenze specifiche che non sono presenti all’interno del gruppo informale?
R: Nella voce risorse umane possono rientrare sia gli onorari dei membri del gruppo costituitosi in associazione, sia quelli di dipendenti o collaboratori esterni all’associazione, che dovranno comunque essere quantificati secondo un criterio obiettivo e riconoscibile (es. tariffe professionali o contratti nazionali collettivi) e rendicontati con i criteri richiesti per tutte le altre voci di spesa ammissibili (vedi FAQ successive su REMUNERAZIONE PARTECIPANTI).
D: E’ possibile impiegare per le attività progettuali specialisti consulenti anche al di là dei componenti del gruppo di giovani che ha presentato l’idea?
R: Premesso che le spese di progettazione non sono rimborsabili, intendendo le “attività progettuali” come azioni afferenti la fase di realizzazione dell’iniziativa, è possibile considerare tra le spese ammissibili anche i contratti di collaborazione con professionisti.
D: E’ possibile prevedere che alcune attività progettuali vengano svolte da una società esterna con un budget appositamente previsto dal progetto?
R: Premesso che l’attività di coordinamento e gestione dell’iniziativa non può essere esternalizzata a società terze, in casi motivati è possibile ricorrere ad un intervento specialistico di società esterne nei limiti previsti dalla legge (si veda a riguardo l’art. 18 della l. 55/1990 e successive modifiche e integrazioni e art. 118 del d lgs. 163/2006), cioè max. il 30% dell’importo complessivo dell’investimento ammesso.
D: Sono ammesse le spese per acquisto pc e software?
R: no, ma sono ammesse le spese per leasing (canone) o affitto del bene nella misura in cui lo stesso viene utilizzato nell’ambito dell’attività di progetto.
D: Le spese di acquisto delle licenze dei software applicativi (Micrisoft Office, Visual Basic.Net, …), non essendo ammesse a contributo in quanto beni durevoli, devono necessariamente risultare come spese aggiuntive a carico del gruppo proponente ?
R: Sì, possono rientrare nel cofinanziamento come immobilizzazioni immateriali.
D: Il contributo può essere orientato anche all’acquisto di materiale didattico ( come libri, dvd, cd, etc…) utile per lo svolgimento del progetto?
R: Sì, se il materiale è di consumo, è pertinente ed imputabile ad attività progettuali ed i costi sono riferibili al periodo progettuale e debitamente comprovati e contabilizzati.
D: Le stazioni meteo rientrano all’interno della voce “beni durevoli” ?
Rientra fra i beni durevoli l’arredo (scrivanie, sedie etc.) per la sede delle attività previste? I beni strumentali necessari all’attività (PC, fax) sono considerati beni durevoli ed è quindi ammesso il solo leasing?
R: Tali beni sono tutti da considerarsi durevoli e pertanto il loro acquisto non è ammissibile a contributo.
D: Considerato che l’acquisto di un server non rientra tra le spese ammissibili, dovremmo noi coprire il costo?
R: L’acquisto di un bene durevole, quale è un server, non è spesa ammissibile, per cui l’eventuale acquisto è a carico del gruppo. E’ consentita, quale spesa ammissibile e rendicontabile, il leasing.
D: Sono ammesse a contributo le spese di viaggio e soggiorno per la stipula della convenzione con il Dipartimento?
R: Sì, per il rappresentante legale che stipulerà la convenzione.
D: Ed in generale sono ammesse a contributo le spese di viaggio e soggiorno?
R: Sì, se rientrano tra le spese di gestione dell’intervento, in quanto riconducibili alla specifica operazione o azione progettuale.
D: Sono ammissibili le spese di carburante?
R: Per essere ammesse spese per il carburante, innanzitutto deve essere autorizzato l’uso del mezzo proprio, che deve essere preventivamente indicato nella domanda di finanziamento. In tal caso sarà riconosciuto il costo del servizio in termini di carburante relativamente ai chilometri percorsi, debitamente giustificati e rendicontati.
D: E’ possibile inserire tra le spese finanziabili quelle inerenti ai canoni di leasing di un mezzo targato? Nel caso fosse possibile, sono finanziabili solo i canoni di leasing pagati nei dodici mesi o l’intero piano di leasing?
R. Sì, tali spese sono finanziabili limitatamente al periodo di durata del progetto.
D: Sono ammissibili spese di assicurazione per terzi destinatari del progetto?
R: Sì, se rientrano tra le spese di gestione e funzionamento dell’intervento, in quanto riconducibili alla specifica operazione o azione progettuale.
D: E’ possibile includere tra le spese finanziabili anche il costo di concessione di un marchio aziendale non ancora utilizzato?
R:No, se è già stato realizzato e/o contabilizzato prima dell’inizio delle attività progettuali ammesse a contributo.
D: Le spese ammissibili devono essere tutte effettuate entro i 12 mesi massimi previsti per lo svolgimento del progetto? Anche le spese di affitto di locali o macchinari?
R: Il punto 5 del bando prevede che”I gruppi informali vincitori avranno a disposizione fino a dodici mesi per la realizzazione dei progetti finanziati”. Pertanto sono rendicontabili soltanto le spese riferibili alle attività realizzate entro i 12 mesi del progetto nei limiti del budget complessivo approvato.
D: La sede deve avere caratteristiche particolari rispetto alla destinazione d’uso?
R: La destinazione d’uso dell’immobile, come da registrazioni catastali, deve essere coerente con l’attività ivi realizzata (es. commerciale, servizi alle persone, artigianale, etc.).
D: Sono ammesse a contributo spese per la ristrutturazione di immobili adibiti alla realizzazione delle azioni progettuali?
R: Le spese di manutenzione ordinaria (in precedenza erroneamente definita “ristrutturazione ordinaria”), debitamente rendicontate, sono ammissibili a contributo secondo le norme vigenti.
D: Che cosa s’ intende per manutenzione ordinaria, nello specifico dipintura, tramezzare, porte, finestre sono ammissibili?
R: per opere di manutenzione ordinaria si intendono gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti (si veda art.1 c.3 del dpr 380/2001 e successive modifiche).
D: Sono ammessi i costi per la realizzazione del progetto della sede (in termini di divisione degli spazi) da parte di un geometra?
R: Si, se considerati come manutenzione ordinaria.
D: Sono ammissibili le spese sostenute per eventuali campagne pubblicitarie?
R. Si. Purché siano attinenti all’attività del progetto e siano documentate.
D: Cosa si intende per “beni durevoli”?
R: Con il termine “beni durevoli” si intendono: quelli che hanno una vita attesa pluriennale. In questa categoria sono compresi i prodotti intermedi, i macchinari, le attrezzature, gli impianti ed i beni durevoli destinati al consumo finale. Sono comunque ammissibili a contributo le spese di affitto e di leasing dei beni durevoli.
D: Nell’eventuale organizzazione di campeggi, colonie e soggiorni, sono da considerare beni durevoli anche le attrezzature(stoviglie, attrezzature da cucina, tende da campeggio)?
R: Sono beni durevoli tutte quelle spese che hanno un’utilità pluriennale e sono volti alla realizzazione delle attività aziendali. Le attrezzature da campeggio o da cucina, se vengono utilizzate per più esercizi, sono considerate spese pluriennali e dunque beni durevoli.
D: Tutte le spese di vitto sono da considerarsi beni di consumo?
R: Le spese di vitto (pasti) costituiscono spese ammissibili se inclusi fra i costi delle attività da realizzare. Tali spese devono comunque essere, in fase di rendicontazione, debitamente documentate con fatture o ricevute fiscali della struttura di somministrazione.
D: L’associazione costituitasi per la realizzazione del progetto dopo essersi procurata un bene durevole in leasing può riscattarlo?
R: Il costo del leasing di un bene durevole è spesa ammissibile. L’eventuale riscatto del bene sarà a totale carico dell’associazione.
D: Per quanto riguarda la gestione economica (conteggio costi, calcoli, IVA, ecc.) è possibile avvalersi di un commercialista? Se sì, questa figura è considerata un consulente esterno quindi da poter inserire nel conteggio dei costi?
R: Sì.
D: Considerato che dopo la prima tranche di finanziamento, in attesa della verifica contabile delle spese e aspettando la seconda tranche, i soldi per continuare il progetto devono essere “anticipati” dai partecipanti, è possibile, per coprire tale 50%, ricorrere ad altre fonti di finanziamento (come la raccolta fondi) precedentemente non indicate?
R: Eventuali variazioni delle fonti di finanziamento rispetto a quanto previsto nella domanda ammessa e finanziata dovranno essere preventivamente comunicate al Dipartimento con specificazione della tipologia delle nuove risorse finanziarie da utilizzare a copertura delle spese di progetto.
D: E’ possibile chiedere un prestito bancario per tale anticipo; le spese di accensione del prestito sono ammissibili per il progetto?
R: No, non sono ammessi oneri bancari o commissioni bancarie.
D: Nel caso in cui sia necessario sin da ora identificare il numero esatto di risorse umane esterne necessarie, sarà poi possibile inserire nuove figure in corso d’opera, certificando le spese sostenute per la loro partecipazione?
R: Sì, ma sempre nei limiti del contributo assegnato.
D: Le utenze (a noi interessano quelle telefoniche e di internet) sonno ammissibili solo a condizione che il contratto relativo sia stipulato a nome della costituenda organizzazione?
R:Sì.
D: Se il progetto che abbiamo in mente prevede un costo per l’utenza questo deve essere indicato (ad es. tariffa oraria, spesa forfettaria annua, ecc..) e se sì in quale sezione del bando?
R: Il costo a carico degli utenti va indicato nella descrizione del progetto.
D: L’attivazione di una linea adsl su un’utenza telefonica già attiva rientra fra i costi ammissibili?
R: La spesa dell’attivazione della linea adsl è ammissibile se comprovata da idoneo documento contabile intestato all’organizzazione beneficiaria del contributo.
D: Nel caso dovessimo registrare una posizione IVA per la gestione del progetto, questa rientrerebbe nei costi rimborsabili?
R: Sì, se comprovata da opportuni documenti di spesa.
D: Un quesito tecnico per la partecipazione al bando: come si puo’ tecnicamente accedere al leasing di “beni durevoli” se il leasing e’ stipulato per una durata minima di 24 mesi mentre il vostro eventuale finanziamento copre la durata di 12 mesi?
R: Si accede al leasing contattando direttamente le aziende che erogano tale servizio e verificando la relativa proposta di offerta. Resta inteso che sono ammissibili solo i canoni leasing pagati per l’utilizzo del bene durante le attività progettuali e comunque non è ammissibile il costo dell’eventuale riscatto.
RENDICONTAZIONE
Si fa presente che prima dell’avvio del progetto verranno fornite ai vincitori istruzioni dettagliate sulle modalità di rendicontazione.
D: Le spese relative al personale potranno essere dettagliate esclusivamente con fatture, prestazioni occasionali, notule, ecc. o dovranno essere allegate anche le ricevute di pagamento?
R: Come descritto al punto 5 del bando “Tutte le spese sostenute con l’utilizzo del contributo concesso nel periodo di realizzazione del progetto dovranno essere attestate da idonei documenti giustificativi di spesa (libri contabili, fatture, ricevute fiscali, quietanze di pagamento, ecc.)”.
REMUNERAZIONE PARTECIPANTI
D: Rientra fra le spese ammissibili l’attività lavorativa svolta dai componenti del gruppo per la realizzazione del progetto ?
R: Sì, a patto che sia debitamente rendicontata e commisurata al valore di mercato della prestazione lavorativa resa. Tutte le forme di collaborazione o di prestazione lavorativa che si ritengono necessarie per la realizzazione delle attività devono risultare da specifica lettera d’incarico o contratto di collaborazione professionale sottoscritto dalle parti interessate e devono essere giustificate. Sono ammissibili i costi che decorrono dal momento dell’approvazione del progetto.
D: Se i componenti del gruppo lavorano direttamente sul territorio e non hanno contratto alcuno, come possono quantificare i loro onorari?
R: Una volta costituita l’organizzazione dovranno produrre una lettera d’incarico e le formalizzazioni previste (ricevute di collaborazione o buste paga, quietanze di pagamento, versamenti ritenute di legge, etc.).
D:Se l’ attività lavorativa è svolta da componenti del gruppo informale,chi sottoscriverà la lettera di incarico o il contratto di collaborazione professionale?
R:Il responsabile legale dell’organizzazione, che dovrà essere investito da delibera assembleare o di consiglio, nella quale gli venga conferito l’opportuno mandato di rappresentanza, necessario per sottoscrivere l’incarico.
D: E’ possibile che i membri dell’associazione abbiano guadagni differenti in base all’effettivo lavoro? Ovvero tutti i membri devono essere necessariamente impegnati per lo stesso numero di ore lavorative nel progetto?
R: L’associazione può organizzare le proprie attività nel modo che ritiene più utile alla realizzazione del progetto.
D: In merito ai costi relativi alle risorse umane, la spesa deve essere calcolata in modo analitico rispetto alle diverse professionalità o anche in modo equamente omogeneo tra i membri del gruppo?
R: Per ogni risorsa umana il compenso va determinato sulla base delle competenze e delle giornate di lavoro prestate.
D: La nostra idea consiste nella progettazione e realizzazione di un sistema hardware e software dedicato. Il “lavoro” nostro (dei 4 componenti) speso nella progettazione dell’hardware e nella realizzazione del software può essere quantificato ed inserito nelle spese, magari attraverso una fattura della società costituita (nostra)?
R: Sì e l’attività va debitamente rendicontata e commisurata al valore di mercato della prestazione lavorativa resa. Tutte le forme di prestazione lavorativa devono risultare da specifica lettera di incarico o contratto di collaborazione professionale sottoscritto dalle parti interessate e devono essere giustificate. Sono ammissibili i costi che decorrono dal momento dell’approvazione del progetto.
D: Sono ammissibili anche i costi di progettazione?
R: No, i costi di progettazione non sono ammessi a contributo.
D: I progetti pur di interesse sociale possono essere a scopo di lucro o devono essere gratuiti per l’utenza?
R: Non è escluso che i progetti possano comportare un costo per l’utenza. I costi per l’utenza vanno indicati nel progetto specificandone i tempi e le modalità.
D: Sono finanziabili le ricerche di mercato?
R: Sì. I costi imputabili al progetto e quindi finanziabili devono comunque:
1. essere strettamente connessi all’azione approvata e realizzata;
2. essere documentati con giustificativi in copia autenticata;
3. essere conformi alle leggi contabili e fiscali nazionali;
4. essere registrati nella contabilità generale del soggetto beneficiario del finanziamento;
5. essere impegnati in un periodo compreso tra la data di avvio del progetto e la fine dello stesso;
6. essere contenuti nei limiti degli importi approvati;
7. corrispondere a pagamenti effettivamente eseguiti e certificati.
D: Il preventivo richiesto nel piano finanziario sarà fatto tenendo conto dei costi attuali necessari alla costituzione ed in base alla finanziaria attuale che prevede determinate percentuali di tasse sui contratti a progetto (tipologia di contratto che vorremmo proporre ai collaboratori esterni). Qualora la situazione cambiasse è ovvio che il preventivo di spesa fatto ora non sarà più valido, per cui nel momento in cui ci troviamo ad affrontare le spese ora dichiarate potremmo non rientrare nella cifra preventivata. Come è possibile risolvere questo problema?
R: A fine progetto, nella rendicontazione delle spese sostenute sarà possibile una compensazione di tali costi, fermo restando che il contributo non potrà, comunque, essere superiore a quanto assegnato in sede di approvazione della domanda.
D: Qualora nel corso del progetto dovessimo avvalerci di figure professionali eventualmente sprovviste di partita IVA, possiamo comunque utilizzare la formula della ritenuta d’acconto?
R: Sì, la ritenuta di acconto per le collaborazioni occasionali o a progetto è obbligatoria e determinata secondo quanto specificatamente previsto dalle disposizioni fiscali vigenti in tema (es. per scaglioni di reddito per i collaboratori a progetto.
D: Visto che il nostro gruppo si baserebbe sull’impiego dei giovani, dobbiamo calcolare la loro retribuzione con la cifra che loro percepiranno o si deve calcolare una retribuzione lorda che comprenda anche assicurazione, ecc?
R: Deve comprendere anche gli oneri assistenziali, previdenziali ed assicurativi previsti dalla legge (es. INAIL, INPS, etc.)
UTILIZZO DI STRUTTURE
D: Il comodato d’uso gratuito di una struttura da parte di un ente è da considerare alla voce “mezzi finanziari propri” o “altri contributi pubblici” e se è vera la seconda deve essere stimato economicamente? E per quale periodo? E inoltre che tipo di certificazione, se necessaria, si deve allegare alla domanda?
R: Va considerato nella voce “altri contributi pubblici” e stimato e quantificato nelle altre fonti di finanziamento di cui al Piano finanziario. Resta inteso che tale importo, seppure figurativo, va altresì quantificato (al valore di mercato) ed inserito, sulla base della quota di presunto utilizzo rispetto al progetto, fra le spese ammissibili del Piano finanziario nelle spese di gestione e funzionamento.
In fase di rendicontazione dovrà essere presentato il contratto di comodato d’uso debitamente registrato e dovrà essere opportunamente quantificato il valore “figurativo” effettivo per utilizzo dell’immobile secondo i vigenti prezzi di mercato.
D: La struttura dove il gruppo decide di svolgere il progetto deve essere di proprietà di uno dei membri o deve essere già presa in affitto prima dell’approvazione del progetto?
R: La struttura può essere di proprietà di un componente del gruppo ed in tal caso va indicata nel piano finanziario parte B alla voce “mezzi finanziari propri”. Non è necessario prendere in affitto una struttura prima dell’approvazione del progetto, ma ne va preventivamente determinato il costo.
D: E’ necessario disporre già di una sede ove realizzare le attività? Se sì, anche di un titolo (locazione, comodato, ecc.)?
R: Se il gruppo non dispone di una sede, dovrà indicare il luogo di realizzazione del progetto nel modo più preciso possibile. Nel piano finanziario andrà comunque quantificato e preventivato il costo della futura sede. In fase di rendicontazione dovrà essere presentata copia del contratto di locazione o del comodato d’uso.
D: Avendo previsto di appoggiarci ai locali del Dipartimento Universitario in cui svolgiamo la nostra attività, risulta comunque necessario il riferimento ad un’altra sede fisica dell’associazione che non sia il Dipartimento stesso?
R: Sì, in quanto i locali del Dipartimento Universitario possono essere usati, sempre con apposita autorizzazione dell’Università, ma non possono diventare sede dell’associazione.
D: Se il contratto della sede prevista per il progetto (e già sede lavorativa) è già intestato ad uno o più partecipanti al gruppo è possibile conteggiare l’intero importo dell’affitto tra le spese di gestione e funzionamento dell’intervento?
R: No, perché il contratto dovrà essere intestato all’organizzazione costituenda.
D: Un componente del gruppo è anche proprietario della possibile sede di svolgimento del progetto. E’ lecito stipulare un contratto d’affitto tra società che si andrà a costituire e persona proprietaria dell’immobile ma socia della stessa società?
R: Si, nel rispetto della normativa vigente in tema di locazione degli immobili e diritto societario (DPR 917/1986 e DPR 131/1986) .
D: In che misura sono ammesse a contributo le spese di affitto di strutture?
R: Costi e canoni potranno essere riconosciuti limitatamente al diretto utilizzo del bene in relazione alle effettive necessità progettuali e, comunque, nei limiti della durata progettuale, per la quota d’uso e di superficie effettivamente utilizzate.
D: Siamo quattro ragazzi, studenti fuori sede. La nostra sede legale sarà l’abitazione di uno dei componenti la società. All’interno dell’appartamento vorremmo riservare un’area da destinare ad ufficio della società. Possiamo inserire nel preventivo delle spese l’affitto dell’appartamento?
R. Sono ammissibili solo le spese di canone limitato al diretto utilizzo della parte di appartamento in relazione alle effettive necessità connesse al progetto e, comunque, solo nei limiti della durata del progetto, per la quota d’uso e di superficie utilizzate. Non è, quindi, ammissibile il costo relativo all’affitto dell’intero appartamento.
D: Potendo utilizzare locali della parrocchia o di un istituto privato, le spese di locazione di tali locali sono riconosciute ed in che modo vanno certificate?
R: Sì, purchè i relativi costi e canoni siano limitati al diretto utilizzo del locale in relazione alle effettive necessità connesse al progetto e, comunque, nei limiti della durata progettuale, per la quota d’uso e di superficie utilizzate. La documentazione che dovrà essere prodotta successivamente è il contratto di locazione registrato o il contratto di comodato d’uso.
D: Al gruppo informale parteciperebbe un’imprenditrice (un’artigiana) che metterebbe a disposizione una parte del suo spazio e i macchinari, quantificando un canone d’affitto di partenza molto vantaggioso. Tali costi, potrebbero essere finanziati?
R: Sì, se sono debitamente rendicontati e non vengono imputati tra i costi di competenza dell’imprenditrice.
D: E’ possibile utilizzare strutture universitarie? In pratica la mia idea (area tematica Sviluppo Sostenibile)avrebbe bisogno, almeno per una prima fase, di impiegare un laboratorio chimico al quale ho libero accesso in quanto titolare di un dottorato di ricerca. E’ possibile fare ciò? E’ necessario pagare e fatturare l’eventuale affitto di strumentazioni e ambienti (comprese utenze e spese di gestione)?
R: Per l’utilizzazione di strutture/strumenti e spazi pubblici va acquisita l’autorizzazione da parte del soggetto-ente-istituzione titolare delle stesse. In caso invece di affitto per strumentazioni o ambienti è necessario che queste siano documentate e quindi fatturate.
D: E’ possibile utilizzare come sede un immobile di proprietà anche se la destinazione d’uso dello stesso non è coerente con l’attività da realizzare?
R: No.
D: Sono a porvi una questione relativa al luogo di realizzazione del progetto e alla sede della costituenda associazione (a prescindere dal fatto che coincidano o meno). Possono essere già sede di un’altra associazione?
R: L’associazione che si costituirà dovrà avere una sede ove verranno realizzate le attività del progetto. La sede dovrà essere utilizzata sulla base di un titolo formale e documentato (es. proprietà, contratto di affitto, comodato d’uso, etc.)
COFINANZIAMENTO
D: Il cofinanziamento è obbligatorio?
R: No. Nella parte IV.a punto B del Piano Finanziario della domanda di candidatura si richiede di “specificare le eventuali altre fonti previste per la realizzazione del progetto, ossia cofinanziamento con capitale proprio o con mezzi finanziari di terzi”.
D: Se il nostro progetto non supera € 35.000 e non siamo in grado di reperire fonti di cofinanziamento possiamo ugualmente presentare domanda?
R: Si. Il cofinanziamento è ovviamente necessario se il progetto supera € 35.000. E’ in ogni caso auspicabile che il gruppo informale trovi comunque eventuali fonti di cofinanziamento che possono essere risorse umane, strumentali e/o finanziarie.
D: Le spese iscritte a cofinanziamento dovranno essere rendicontate al pari di quelle per cui si richiede il contributo?
R: Sì, anche le spese iscritte a cofinanziamento andranno debitamente rendicontate, come quelle finanziate dal contributo.
D: Tipologie di spese che non sono ammissibili per il contributo in quanto beni durevoli, possono rientrare tra le “altre fonti finanziarie”, ossia essere iscritte a cofinanziamento?
R: Sì, nei limiti di tempo e di utilizzo per l’attività progettuale.
D: Per quello che riguarda, l’opportunità di ricevere un sostegno da Enti Pubblici, noi potremmo contare su una sovvenzione da parte dell’Assessorato X della nostra città. Ma come è possibile formalizzare un simile intento nel momento in cui (art. 2 del Bando) “…non possono partecipare Associazioni già formalmente costituite…”?
R: E’ compito del gruppo informale, che presenta il progetto, verificare le condizioni di fattibilità della proposta.
D: Il progetto che il nostro gruppo ha interesse a realizzare richiede la collaborazione di un ente locale (Comune). Pertanto ci domandavamo se alla domanda dobbiamo allegare un accordo di programma oppure una semplice condivisione del progetto con il Comune interessato?
R: Se il Comune partecipa attivamente con un proprio contributo, è necessario indicarlo nel piano finanziario e documentarlo. Alla presentazione della domanda di candidatura è possibile allegare la documentazione che si ritiene utile. In sede di istruttoria la Commissione potrà richiedere ulteriori elementi informativi.
D: Eventuali accordi con enti pubblici o privati che rientrerebbero nel progetto devono essere già stati siglati all’atto della presentazione della domanda?
R: Se sono accordi relativi a cofinanziamenti vanno indicati nel piano finanziario allegato alla domanda.
D: Qualora il progetto preveda l’uso in concessione di aree verdi pubbliche, la delibera di concessione comunale deve essere allegata ai fini della analisi di fattibilità del progetto stesso?
R: Nella fase della presentazione della domanda di candidatura è sufficiente delineare il progetto in modo chiaro per consentire alla commissione l’analisi di fattibilità. La delibera di concessione prevista dovrà essere necessariamente prodotta al momento di stipulare la convenzione.
D: Eventuale cofinanziamento, può essere dato dalla collaborazione fattiva mediante l’utilizzo di beni mobili e/o immobili messi a disposizione da enti terzi? (es. il Comune ci da dei locali per la realizzazione del progetto, per cui le spese quantificate per l’eventuale locazione, possono identificarsi come finanziamento?)
R:Sì, se opportunamente formalizzati e determinati nel tempo e nella quantità.
D: Se mi viene approvato il progetto, posso accedere ad altre forme di contributi (es. microimpresa) ? Vorrei sapere se é possibile ricevere più finanziamenti, ossia da altri enti o beneficiando di altre leggi. In genere sono cumulabili?
R: Per la sola quota di cofinanziamento è possibile utilizzare altre fonti di finanziamento pubblico, se non è previsto un “divieto di cumulo” nella legge di finanziamento che s’intende attivare. Sulle attività ammesse a contributo non è possibile ricevere altri contributi pubblici (in quanto si andrebbe a finanziare più di una volta le spese di progetto creando un utile).
Resta inteso che occorre comunque fornire le opportune comunicazioni sia alla P.A. che all’altro (o agli altri) enti pubblici finanziatori; tali enti valuteranno l’ammissibilità (o meno) del contributo per il cofinanziamento sulla base degli obblighi di cui alle rispettive leggi di finanziamento che, si precisa, devono essere riferite al medesimo progetto.
D: Il nostro gruppo informale può presentare un progetto in cui il cofinanziamento verrebbe fornito dal Consultorio Familiare ASL della nostra città, in termini di risorse umane e utilizzo dei locali consultoriali per lo svolgimento delle attività previste?
R:Il cofinanziamento può essere considerato ammissibile nei limiti di quanto specificato nella risposta precedente (documentato, quantificato, etc.).
D: E’ possibile indicare nelle altre fonti finanziarie richieste di contributi non ancora certi (vorremmo richiedere contributi nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale della Liguria che è già stato approvato dalla Giunta regionale ed è ora al vaglio della Comunità Europea)?
R: Se il contributo non è certo non è possibile inserirlo nelle fonti finanziarie.
D: Il cofinanziamento di 15.000 Euro che il gruppo informale dovrebbe aggiungere ai 35.000 Euro (concessi dallo Stato) è possibile reperirlo grazie a leggi come la 488/92 sui contributi a fondo perduto?
R: Premesso che il cofinanziamento non è obbligatorio, rispetto alle altre leggi su finanziamenti nazionali che vanno in cofinanziamento del progetto, il presente bando non prevede esplicite ipotesi di inammissibilità, semprechè il regolamento delle altre forme di finanziamento non ne preveda l’incompatibilità.
D: Per la sovvenzione da parte di Enti pubblici basta un impegno di spesa dell’ente indirizzato ai componenti del gruppo informale dato che al momento della partecipazione al bando l’associazione/ente non è stata ancora costituita?
R: Si, ancorché condizionata all’ammissibilità del progetto ed alla costituzione formale dell’organizzazione.
D: Il cofinanziamento previsto per i progetti che superano i 35.000.euro deve essere solo in denaro o può anche essere in beni strumentali? L’eventuale cofinanziamento in carico al gruppo informale (fermo restando il limite dei €. 50.000) può essere espresso”"in natura”, ad esempio sotto forma di ore di lavoro del gruppo, disponibilità di una sede operativa propria ecc.?
R: Si se opportunamente formalizzato, documentato e quantificato.
D: Vorrei sapere se è ammissibile un co-finanziamento in beni o servizi. Se ad esempio ci viene messo a disposizione da qualcuno uno spazio per la sede a titolo gratuito, quello può rappresentare un co-finanziamento? E se ciascuno di noi ha già delle attrezzature necessarie al progetto?
R: Il cofinanziamento di beni o servizi “in natura”, che deve costituire comunque un “onere figurativo”, deve essere opportunamente formalizzato e quantificato in modo oggettivo ai fini dell’ammissibilità della spesa.
D: E possibile ipotizzare un contributo di terzi in termini di valorizzazioni?
R: I contributi di terzi costituiscono le altre fonti di finanziamento.
Questi devono essere debitamente giustificati e possono essere conferiti nella forma di contributi in “denaro”, “in natura” o in forma di “lavoro volontario”.
D: In questo caso (creazione di software innovativo), come si valorizza la voce Risorse umane nel piano finanziario? e come si rendiconta il co-finanziamento figurativo rappresentato dal lavoro diretto dei giovani?
R: IL cofinanziamento, se rappresentato dal lavoro dei partecipanti non remunerato, va inserito nella voce di spesa “risorse umane” del Piano finanziario, specificando nella relativa nota il fatto che per un determinato numero di giornate il costo è figurativo e quindi pari a zero.
Tale cofinanziamento andrà formalizzato attraverso una opportuna “lettera d’incarico”; a consuntivo occorre predisporre un report sulle attività effettivamente realizzate dal volontario, quantificando i costi figurativi sostenuti dallo stesso nell’ambito delle attività progettuali secondo i prezzi di mercato.
D: vorrei sapere come formalizzare l’eventuale promessa da parte di uno sponsor di partecipare con un contributo alla realizzazione del mio progetto. Devo allegare al progetto una dichiarazione dello sponsor nella quale si impegna a contribuire per un tot oppure basta inserire la cifra e il nome dello sponsor nell’analisi dei costi?
R: Basta inserire l’importo economico da erogare e i riferimenti dello sponsor; la dichiarazione d’impegno può essere anticipata in questa fase, ma non è indispensabile.
D: Se il progetto viene supportato da un Comune, posso allegare una lettera di accompagnamento al progetto per dimostrare la fattibilità del medesimo?
R: Sì.
D: Qualora si indichi come costo totale del progetto la somma massima (35.000) senza cofinanziamenti, si vinca il concorso ed in corso d’opera ci fossero improvvisi cofinanziamenti da parte di enti pubblici o provati, cosa accadrebbe ai 35.’’’ Euro vinti?
R: Nulla vieta che in corso d’opera ci si possa avvalere anche di cofinanziamenti non previsti, se finalizzati a coprire spese diverse da quelle finanziate con il contributo.
D: Se presentassimo un progetto dell’ammontare di 50.000 euro confidando in un cofinanziamento di 15.000 euro da parte di un ente locale, qualora quest’ultimo non ci fosse concesso, possiamo realizzare un progetto più contenuto ed in fase di rendicontazione dimostrare di aver speso esclusivamente i 35.000 euro?
R: In tal caso il contributo si ridurrà proporzionalmente in quanto non saranno rendicontati piu’ come previsto 50.000 euro, ma solo 35.000.
D: Quello del Dipartimento può essere considerato un cofinanziamento, ovvero è possibile, per noi che presenteremo un progetto che sicuramente coinvolgerà alcuni Comuni, fare richiesta agli stessi Comuni per lo stesso progetto presentato alla Presidenza del Consiglio?
R: Il contributo della Presidenza non è un cofinanziamento; tale si deve invece ritenere quello di altri enti locali se intendono collaborare alla realizzazione del progetto.
D: I beni durevoli già inventariati e di proprietà di un ente pubblico possono essere dati in comodato d’uso al responsabile del progetto, nella figura di rappresentante legale dell’associazione?
R: Sì, con le opportune delibere dell’ente pubblico comodante (di giunta o di consiglio); resta inteso che se il comodato è a titolo gratuito (art. 1803 del codice civile) questo non potrà essere rendicontato fra le spese effettivamente sostenute da parte dell’associazione.
D: Se al momento non è possibile individuare altre forme di cofinanziamento, avendo il progetto un valore superiore a 35.000 euro, è possibile indicare per ora “risorse proprie” per poi fare entrare nel budget del progetto un eventuale finanziamento esterno alle risorse del gruppo proponente?
R: E’ possibile nel caso in cui il cambiamento successivo risulti congruo e coerente con le attività progettuali e debitamente motivato
FIDEIUSSIONE
D: Perché si richiede ai vincitori di presentare la fideiussione?
R: La fideiussione è richiesta al fine di garantire la Pubblica Amministrazione rispetto alla quota di contributo erogata in anticipo. Ciò consente al Dipartimento di essere garantito a fronte di eventuali inadempienze.
D: Quando, come e per quale importo dovrò presentare la fideiussione bancaria?
R: La fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa andrà presentata a garanzia della prima tranche di contributo (pari al 50% del contributo totale) che verrà erogato sotto forma di anticipo ai progetti che verranno giudicati vincitori. (vedi punto 4 del bando)
D: La polizza fideiussoria deve essere a carico di chi?
R: La polizza sarà a carico dell’organizzazione che verrà costituita dal gruppo informale, ma le spese relative verranno ammesse a contributo.
D: A quanto ammontano generalmente le spese di fideiussione?
R: Sono stimabili in circa il 2% della somma coperta dalla polizza fideiussoria.
D: Per quanto riguarda la fideiussione, al momento della consegna della domanda bisogna solo indicare la spesa sostenuta per ottenere la fideiussione, o bisogna che la fideiussione stessa sia stata già ottenuta?
R: La fideiussione o polizza assicurativa va stipulata solo dopo che il progetto sarà stato approvato e giudicato vincitore. Nel piano finanziario dovrà, pertanto, essere indicata la spesa occorrente per la stipula della fideiussione (seconda quanto prefissato dagli art. 1936 e seguenti del codice civile).
D: Siamo interessati a ricevere informazioni sul meccanismo della fideiussione bancaria o della polizza fideiussoria assicurativa in caso di erogazione del primo 50%, come avviene e chi può attestare la capacità finanziaria per l’ottenimento della fideiussione se tutti i partecipanti del progetto sono disoccupati e/o senza reddito fisso?
R:La fideiussione come noto è un diritto reale per mezzo del quale un Istituto bancario (o assicurativo autorizzato) presta garanzia per conto dell’organizzazione beneficiaria del contributo a favore del Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive. L’attestazione della capacità finanziaria e solvibilità va verificata dalle banche (o società di assicurazione), secondo le relative procedure interne , sulla base delle idonee garanzie prestate dai soci o garanti
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