“La tragica morte della giovanissima modella brasiliana Ana Carolina Ramos è il secondo caso nel giro di pochi mesi di morte legata all’anoressia.
La situazione ha ormai assunto aspetti inquietanti.
Già nei giorni scorsi ho auspicato un coinvolgimento degli operatori del mondo della moda e dei mezzi d’informazione per affrontare questo problema e per lavorare insieme alla costruzione di nuovi modelli, non solo per contrastare il fenomeno dell’anoressia, ma anche quello della bulimia e di tutti gli altri disturbi del comportamento alimentare. La risposta che ho registrato in questi giorni è stata straordinariamente positiva e ho raccolto la disponibilità a collaborare da parte di molti operatori del sistema della moda italiana.
Siamo al lavoro.
Ribadisco che il mio intento non è quello di eliminare la taglia 38 dalla produzione o dal mercato, bensì quella di limitare l’abuso in passerella di modelle troppo magre che rischiano, anche involontariamente, di trasmettere esempi negativi per le più giovani.
Non voglio in nessun modo demonizzare il mondo della moda, una delle industrie più vitali e rappresentative del nostro Paese. Tuttavia l’incidenza di alcuni modelli proposti nelle sfilate di moda rischia di contribuire alla diffusione di comportamenti pericolosi e rischiosi per la salute di molte ragazze.
L’Italia ha contribuito fin dal passato a diffondere il canone della bellezza mediterranea, generosa e solare, che penso possa essere recuperato come un buon esempio da proporre anche alle più giovani”.
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