Il Ministro per le Politiche Giovanili ha avviato nel settembre 2006 una campagna di ascolto rivolta ai giovani per meglio indirizzare l’azione di governo.
Sono state distribuite, in tutte le occasioni che hanno visti riuniti giovani fra i 15 e i 35 anni, delle cartoline prestampate attraverso le quali i ragazzi hanno potuto indicare quelle che ritenevano essere le priorità che il Ministro deve affrontare. La compilazione della cartolina è stata effettuata in forma anonima.
Pubblichiamo qui una breve analisi dei dati finora raccolti
Batti tre colpi… una breve analisi dei dati.
Una premessa.
Da una prima schedatura delle cartoline della campagna Batti 3 colpi del Ministero delle Politiche giovanili e per la Attività sportive, si possono trarre delle semplici conclusioni su ciò che i giovani ritengono essere prio-ritario nell’attività politica del Pogas. Le priorità che emergono riguardano gli ambiti della casa, del lavoro, dello studio, della cultura, dello sport, della famiglia e del rapporto fra giovani e politica. Analizziamoli per punti.
1. Casa
La casa riveste una priorità nella vita dei giovani. Casa da intendersi sia come affitto di immobile ad un prezzo equo o, perlomeno, sostenibile. Fa-cendo particolare riferimento alla situazione laziale, in molti, soprattutto nelle zone popolari, lamentano l’esistenza di un mercato degli affitti che non corrisponde alla qualità dell’immobile, con versamenti spesso in nero e, per chi ha un contratto regolare, con versamenti aggiuntivi fuori busta. Il problema dell’affitto non si pone all’interno di una generazione, non è in-quadrabile in una precisa fascia di età, ma è pari dai 18 al 40 anni. Inaces-sibilità al mercato dell’affitto immobiliare, rende impossibile ai giovani l’uscire di casa, il crearsi una vita indipendente perlomeno una autonomia immobiliare.
Tali costi riguardano anche i giovani universitari fuori sede che vorrebbero un maggiore impegno di Università e territorio per aiutarli nel mantenimen-to delle spese, con la creazione, attraverso riqualificazione di immobili (o loro riconversione), di collegi per studenti. Inoltre questo aiuterebbe un nuovo fermento culturale, nonché generazionale.
Infine, la casa è vista come l’immobile in cui stanziarsi definitivamente, compiendo appieno quel passo che, con l’affitto, non si sente totalmente re-alizzato. In questa chiave chiedono mutui agevolati, un calmiere – alla pari di quello degli affitti – sul mercato, poiché attendere l’esplosione della bol-la speculativa sembra essere una cosa molto lontana, se procede per via au-tonoma.
2. Lavoro
Il secondo punto, nonché quello che richiama maggior attenzione è il lavo-ro. Il lavoro è la vera priorità della vita dei giovani, poiché senza lavoro – e conseguentemente moneta – il ciclo della casa, della famiglia, della cultura e dello sport, si ferma. Anzi, non parte.
Il lavoro non viene visto solo come lavoro a tempo indeterminato che è, pe-rò, il punto di approdo, in particolare dei trentenni; ma trova spazio il lavo-ro flessibile che però deve essere garantito. In molti fanno riferimento al modello scandinavo che garantisce una continuità economica anche nei pe-riodi di magra lavorativa. Fra i più giovani viene manifestato il desiderio di stages propedeutici gestiti tra imprese e scuola, in modo da fornire un pro-gressivo inserimento nel mondo del lavoro.
A tutte le fasce di età in esame, vengono chiesti stipendi più dignitosi (e non, semplicemente, più alti…), ossia che siano adeguati ai costi della vita, che permettano una esistenza decorosa dell’individuo nella società.
Infine, trova spazio la richiesta di incentivi per le nuove imprese ed attività commerciali gestite da giovani che, anche se non pienamente creative, pos-sono creare un mercato indotto di ulteriori posti di lavoro, nonché un am-pliamento del mercato economico. E questo spirito, manifestato da cotante preferenze, non va assolutamente trascurato, ma pienamente sostenuto, poi-ché è carico di entusiasmo e di energia lavorativa .
3. Famiglia
La famiglia non richiama l’attenzione prevista nelle aspettative dei giovani. I vari ambiti delle risposte (stabile, di fatto, convivenza) sono pressoché al-lo stesso livello. Si può solo far notare che i giovani al limite superiore guardano maggiormente alla famiglia stabile o di fatto, mentre le giovani generazioni guardano alla convivenza.
È probabile che per i giovani tale problema sussista pienamente, ma che es-so non venga posto sinora non si risolvo i problemi espressi nei primi due punti. Di fatti sulle cartoline che indicavano colpi anche alla famiglia, quasi sempre prima erano scritte risposte su casa e lavoro .
4. Studio
Lo studio è un ambito molto diversificato: in base all’età le richieste muta-no e mutano profondamente.
Nelle scuole superiori l’attenzione è rivolta alla recente Riforma dell’istruzione (Legge n. 53/2003), ritenuta da molti come essere stata de-vastante per la selezione di base degli studenti. In molti lamentano la bassa qualità del rapporto che esiste fra professori e studenti e su come la scuola non fornisca una adeguata serie dia attività pomeridiane in temi culturali e sportivi. Trova spazio l’interesse per la prevenzione sessuale.
Il mondo dell’Università mostra una forte sfiducia nei confronti del valore del proprio titolo di studio, in particolare della laurea di primo livello; inol-tre, l’Università viene ritenuta essere completamente slegata dal mondo del lavoro; in questa chiave si chiede di attuare proposte di collegamento fra lavoro ed istruzione, come accennato prima al punto sul lavoro, creando un percorso fra laurea, stage e lavoro.
In ambito post universitario le richieste riguardano perlopiù le scuole di specializzazione ed i master, spesso inaccessibili per gli alti costi; in questa chiave si chiede di intervenire per calmierare i costi, perlomeno nei poli-tecnici e nelle università statali. Inoltre, i ricercatori chiedono di essere so-stenuti economicamente, aumentando i concorsi di accesso e permettendo il rinnovamento della classe universitaria.
Rivestono, in tutte le tipologie indicate, grande interesse le esperienze all’estero di studio e formazione. Cosa da non sottovalutare poiché i nostri giovani vogliono cavalcare l’onda della globalizzazione e non esserne tra-volti.
Di tenore meno entusiasta, rispetto a quanto scritto nel paragrafo preceden-te, è la richiesta di corsi per i disoccupati, da parte di chi a 35 anni si ritrova espulso dal mercato e non riesce a rientrarvi alle condizioni esposte su mol-ti annunci di max 25 anni con 5 anni di esperienza minima. Corsi che do-vrebbero essere sviluppati sempre di concerto fra territorio ed imprese.
5. Cultura
La cultura si manifesta sia come accesso che come promozione. In molti chiedono che si realizzino maggiori attività culturali sul territorio, in parti-colare, nelle periferie, spesso tralasciate per abbellire i già bei centri citta-dini. Inoltre, è molto interessante il lato della volontà di promozione di nuova cultura. In molti hanno chiesto di essere incentivati nella realizza-zione di nuove iniziative culturali, per l’apertura di circoli ricreativi, in cui confrontarsi fra giovani e tradurre in realtà disagi, malesseri e speranze. Uno spirito, questo, che non possiamo trascurare.
Più legato alla fascia alta di età del campione è la realizzazione di reti wire-less tali da coprire il suolo italiano e di garantire la possibilità di connessio-ne gratuita ovunque. Tale proposta viene spesso associata ad un mercato flessibile del lavoro nei servizi, dando la possibilità al lavoratore web di es-sere attivo ovunque gli sia fatta richiesto o gli sia necessario per il proprio lavoro.
Molto interessanti sono le richieste sull’abbattimento dell’IVA sulla produ-zione musicale giovane (e non solo sui cd) e su quella culturale in generale.
Infine, legato alla fascia di età più bassa è la cultura della prevenzione. Co-sa molto positiva poiché manifesta la volontà dei ragazzi di essere informa-ti sui rischi legati alle malattie sessuali (in gran parte) e sull’abuso di alcool e droghe. Un dato interessante a riguardo indica che tale interesse si trova maggiormente nelle cartoline compilate da giovani presso gli studi televisi-vi.
6. Sport
Relativamente allo sport, i giovani ci chiedono di intervenire per facilitare la loro partecipazione alle attività sportive. È un interesse che ci viene ri-chiamato dai ragazzi, ma anche dai genitori che hanno risposto assieme ai figli.
Sostegno che può giungere attraverso una politica di sgravi fiscali – come sancito dalla Finanziaria 2007 – tali da permettere alle famiglie di far pra-ticare attività ginniche, senza sentire gravare eccessivamente sul bilancio famigliare tale spesa.
Un aspetto molto interessante riguarda la richiesta di sostenere gli sport minori, lavorando anche in una sorta di riscoperta degli sport legati ad un particolare territorio, poiché spesso gli sport che non hanno copertura me-diatica, vengono poco considerati, nonostante l’alto valore formativo che possono portare in sé.
Considerazioni simili a quelle dei ricercatori universitari, vengono formula-te dai giovani atleti che seguono la via dell’agonismo; spesse volte, gli atle-ti delle discipline olimpioniche, sono soggetti ad una vita di sacrifici fisici ed economici, anche qualora giunga una medaglia: Mi piacerebbe conti-nuare a fare il mio sport come agonista, ma con che vivo?, ha scritto una giovane atleta sulla sua cartolina. Un rammarico comprensibile, anche sen-za fare comparazioni con il milionario mondo del calcio.
7. Tasse
Le tasse sono da valutarsi come una esigenza ponte fra le categorie esami-nate sinora. In pochi chiedono meno burocrazia e quattro volte tanto chie-dono meno tasse esplicitamente. Se si pensa che quanto ci viene chiesto re-lativamente alla politica della casa, dello studio e della cultura, sono anch’esse richieste di meno tasse, per mezzo di agevolazioni, di sostegni particolari. Quindi, le poche richieste esplicite non devono far pensare che non sia una cosa sentita, ma come questa sia suddivisa fra le varie specifici-tà delle richieste poste.
8. Politica/ P.A.
La Politica e la Pubblica amministrazione sono state associate in questo schema, poiché la P.A. in questo ambito è stata identificata nei Ministeri, su come questi vengono gestiti e su come operano.
Le richieste riguardano il maggior ascolto ed il rapporto diretto. La serietà trova meno peso e solo su poche hanno scritto non rubate e lavorate.
Ma tornando alla questione del maggior ascolto, i ragazzi ci chiedono di sviluppare sistemi di comunicazione continui. Richiesta che non è solo di quantità, ma di qualità, poiché spesso l’ascolto non manca, ma questo – ad avviso dei compilatori – è stato in questi ultimi anni di bassa qualità. Que-sta percezione porta alla sfiducia nei confronti della politica, sempre vista come l’Olimpo distante dalle vicende terrene.
L’ascolto che chiedono è diretto. Un ascolto che non deve avvenire solo per mezzo di incontri pubblici, ma attraverso le nuove tecnologie, attraverso i canali di chat, forum, un web-listening delle speranze, delle problematiche.
In questa chiave l’iniziativa delle cartoline è stata percepita come positiva e come una prova di interesse, in periodo non elettorale, per i bisogni dei ra-gazzi: il segno di una nuova politica.
9. Territoriali
In molte situazioni i giovani hanno usato lo strumento della cartolina per far percepire malesseri legati al territorio; non essendo compito del Mini-stero risolvere le problematiche amministrative, si può fare una sola analisi da questo punto: che gli interventi sopra richiesti, hanno bisogno di una lo-ro territorialità, di una loro collocazione; senza ciò, sarebbero – appunto – dei castelli in aria.
Su ciò il Ministero può svolgere solo una funzione: spingere il territorio e le amministrazioni ad essere partner nel rilancio dei giovani, nella semina di quel terreno che un nuovo aratro può rendere nuovamente fertile.
I risultati della Campagna “Batti tre colpi” in formato PDF
Le iniziative del Pogas in materia di politiche giovanili
I provvedimenti in favore dei giovani
L'accordo tra il POGAS e l'ABI
Il Codice etico e le iniziative del Pogas
Le iniziative del Pogas in materia di sport
I provvedimenti in favore delle attività sportive
Le agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico e le famiglie
L'intesa tra il POGAS ed il Ministero della Salute