«D’ora in poi anche chi non è figlio o figlia di papà avrà le stesse possibilità di diventare avvocato, medico, giornalista». Giovanna Melandri è molto soddisfatta del disegno di legge delega sulla riforma degli ordini professionali.
Ministro Melandri, siamo davvero davanti ad una svolta o il ddl Mastella è solo un compromesso?
«Non è affatto un compromesso, è una buona riforma coerente con quanto il governo ha già fatto in materia di liberalizzazioni. Certo, c’era chi come la Bonino era per il superamento degli ordini professionali ma io non penso che l’unico modo per liberalizzare sia eliminare completamente gli ordini, non c’era bisogno di furia iconoclasta. Voglio dare atto al ministro Mastella di aver coordinato molto bene un lavoro interministeriale che va avanti da mesi e nel quale il mio ministero ha avuto un ruolo importante».
Una riforma importante quindi?
«Sì, perché era attesa da tanti anni, garantisce qualità nell’erogazione dei servizi all’utente e toglie tappi nell’accesso al sistema delle professione. Bisogna premettere che si tratta di una delega che prevede i principi ispiratori che andranno poi tradotti in norme e passare l’esame del parlamento. La speranza è che la riforma non sia modificata troppo nel percorso parlamentare».
Quali i vantaggi per i giovani?
«Per prima cosa si stabilisce un tetto massimo di un anno per il tirocinio, prevedendo che siano equamente ricompensati, che possano essere fatti durante l’università anche all’estero. Poi si prevede che gli ordini professionali aiutino con borse di studio i giovani meritevoli che non hanno alle spalle famiglie che li mantengono».
E sulla struttura degli ordini professionali?
«Favoriamo il ricambio generazionale incentivandolo tramite la riduzione della durata delle cariche. Mettiamo fine al turismo concorsuale prevedendo che i concorsi siano solo su base nazionale. Infine con l’introduzione delle associazioni professionali i giovani di diverse professioni potranno unirsi in studi e trovare più facilmente spazi sul mercato».
M.Fr
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