Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
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Foto di Matteo Vettori, 33 anni, Parma

 

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18 - 19 ott. 2007 - Trento, Giovani Energie Rinnovabili

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Logo Giovani Energie RinnovabiliSi è conclusa con l’intervento della Ministro Melandri, la due giorni “Giovani Energie Rinnovabili” promossa e organizzata dal Ministero delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive (POGAS), in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento con lo scopo di promuovere un dibattito sulla valorizzazione dei giovani talenti italiani e sulla riflessione che da anni si svolge in Italia sul fenomeno della cosiddetta “fuga di cervelli”. Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di evidenziare come le idee innovative dei giovani italiani per uno sviluppo “eticamente” sostenibile possano trovare cittadinanza e più ampio spazio in quelle realtà territoriali in cui enti ed istituzioni sostengono i giovani promotori di progetti sperimentali e ad alto tasso di innovazione.

La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 400 giovani, tra i 18 e 30 anni di età, che guidati da esperti “facilitatori” del dialogo, si sono confrontati su quattro principali tematiche: economia, socialità, tecnologia e territorio.
Nella sessione plenaria con Massimo Livi Bacci,  Giuseppe Roma  e Riccardo Grassi, introdotta da Annalisa Cicerchia, sono stati messi in luce i fattori che fanno sì che in Italia la risorsa giovanile sia sottoutilizzata. Rispetto a Francia e Inghilterra, sono presenti sul mercato del lavoro fra 1,5 e 2 milioni di giovani fra 20 e 40 anni. Il loro ingresso potrebbe consentire al Paese di guadagnare fra 0,5 e 1 punto di PIL all’anno. Le risorse giovanili sono penalizzate dalla sindrome del ritardo con cui in Italia si arriva a concludere le tappe di uscita dall’infanzia (conclusione degli studi, più lunghi di tutti gli altri paesi europei, inserimento nel mondo del lavoro, costituzione di un nucleo familiare autonomo e assunzione di ruolo di genitori). Le politiche di risposta devono tenere conto della realtà composita e multiforme del mondo giovanile e fondarsi su un approccio che, più che erogare beni e servizi, ristabilisca priorità strategiche e offra opportunità.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni esempi di Buone Pratiche italiane.

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