NB. La casella giovanidee@governo.it è stata attiva sino al 1 marzo 2007. Tuttavia, l’aggiornamento della sezione prosegue anche oltre questa data
Si è chiuso il 16 aprile scorso il termine per la presentazione delle domande di “Giovani idee cambiano l’Italia“. A breve si insedierà la commissione aggiudicatrice che darà avvio alle procedure di valutazione delle molte domande pervenute.
Il Bando “Giovani idee cambiano l’Italia”
Il Ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive ha dato il via al bando di concorso “Giovani idee cambiano l’Italia” che prevede l’assegnazione di contributi ai ragazzi e alle ragazze per la realizzazione di idee innovative. Il concorso è promosso e coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive, ed è alla sua prima edizione. Si tratta di un’iniziativa assolutamente nuova, che mira a valorizzare e sostenere la capacità progettuale e creativa dei giovani, attraverso l’erogazione di contributi per un ammontare complessivo di 2 milioni di euro, impegnati sul Fondo nazionale per le Politiche Giovanili. Leggi tutto »
8. VARIE
D: Il progetto e tutti i diritti legati ad esso rimarranno di proprietà dell’ideatore?
R: Si, dell’ideatore e dell’organizzazione secondo quanto previsto dalle disposizioni normativi vigenti in tema di brevetti e diritti d’autore ( art. 2575 del coD: civ e seguenti., D. Lgs. 140/2006, etc.).
D: Vorrei sapere se posso, prima dell’invio della domanda di partecipazione al concorso, proteggere la mia idea tramite copyright o qualcosa di simile.
R: Sì.
D: Il concorso sarà ripetuto nei prossimi anni?
R: L’intento dell’Amministrazione è di ripetere il concorso, ma, ad oggi, non è possibile stabilire i tempi, né i contenuti tematici e procedurali del futuro bando.
D: Ho spedito la domanda di candidatura ma poi mi sono accorto che era incompleta (es. mancavano firme o documentazione). Posso spedirne un’altra?
R: Sì, ma per non incorrere in motivo di esclusione bisogna scrivere sulla busta che la nuova domanda viene inviata in sostituzione di quella precedente ( es. la presente sostituisce la domanda del gruppo informale….inviata in data….con raccomandata n°……).
D: il timbro di arrivo della lettera raccomandata A/R si riferisce al timbro
dell’ufficio postale di Roma, o del protocollo del Ministero?
R: Al protocollo del Dipartimento.
D: Oltre al formulario compilato in formato cartaceo, bisogna inviarne una copia anche via mail?
R: No.
7. COMPILAZIONE DELLA DOMANDA
D: Quante domande di candidatura posso presentare? Una per ogni area tematica?
R: No! il bando dice chiaramente che “ciascun componente del gruppo informale può partecipare alla presentazione di una sola domanda di candidatura” (punto 2 del bando).
D: La domanda deve essere compilata al computer o deve essere compilata a mano?
R: Può essere compilata in entrambi i modi, a condizione che sia scritta in modo chiaro e leggibile.
D: Non trovo abbastanza spazio sul formulario. Se lo compilo al computer posso dilatare alcuni spazi in word per rispondere in modo più esauriente?
R: No, perché ai fini dell’istruttoria è importante mantenere il modello di domanda con la configurazione prefissata, come descritto alla pagina 1 dell’allegato (domanda di candidatura) :”La presente domanda è parte integrante del bando di concorso e non può essere modificata. Qualora si necessiti di maggiore spazio per alcune voci, è possibile unicamente allegare delle pagine con le informazioni necessarie”. Nel testo del bando di concorso al punto 3 si dice inoltre che “potranno essere aggiunti, se necessario, sintetici elaborati tecnici”.
D: Alla domanda di partecipazione al bando vanno allegati i preventivi delle spese e/o quelli per i compensi per gli operatori?
R: Non sono necessari.
D: Nella tabella riguardante il riepilogo dei partecipanti al gruppo informale si deve specificare la laurea in cosa? E le specializzazioni? Si deve specificare se liberi professionisti, contratti a progetto, etc?
R: Nella parte II al punto C. “Riepilogo partecipanti al gruppo informale” va indicata la tipologia di laurea posseduta.
Nella sezione “altro” possono essere scritti eventuali altri titoli di studio.
Nello stato occupazionale va inserita la posizione attuale del componente di “occupato o disoccupato”.
D: Se la natura del progetto richiede la costituzione di due sedi, vanno inserite entrambe nel modulo del Bando, oppure, è sufficiente inserire la sede legale?
R: Occorre inserire l’indirizzo della sede operativa nella parte I della domanda di candidatura “Luogo di realizzazione del progetto”.
Nella parte II punto A. “Profilo del gruppo informale” va inserito l’indirizzo della sede legale (che naturalmente potrebbe essere lo stesso della sede operativa qualora l’attività verrà realizzata proprio nella sede legale)
D: Volevo chiedere se l’associazione o cooperativa costituitasi deve necessariamente avere una sede operativa, oppure basta una sede legale? Il nostro gruppo informale intende lavorare sul territorio e non necessita perciò di una sede operativa. Pensavamo perciò di tenere come sede legale l’indirizzo del componente referente ed evitare di far gravare sul budget una spesa inutile. Si può fare?
R: Sì.
D: Il nostro progetto vuole essere di lunga durata e non esaurirsi nell’arco di un anno. Cosa va indicato nell’allegato da compilare, rispetto alla “durata del progetto”?
R: In questo caso va indicato il periodo più lungo e, cioè, 12 mesi. Premesso che il finanziamento andrà a coprire solo le spese relative a questi 12 mesi, nulla vieta che il progetto continui nel tempo.
D: Si possono mandare elaborati testuali in formato word? E’ possibile ad esempio inviare supporti magnetici tipo cd rom, con presentazioni in power point?
R: Al punto 3 del bando è scritto che “potranno essere aggiunti , se necessario, sintetici elaborati tecnici”. Al punto 4 del bando si precisa che “La Commissione, qualora necessario, si riserva la possibilità di acquisire ulteriori elementi informativi dai gruppi informali partecipanti”.
D: Oltre alla casella da riempire, dobbiamo anche presentare un progetto organico in una scheda separata da consegnare con il materiale finale?
R: vedi risposta precedente.
D: Cosa si intende per spese commerciali e amministrative?
R: Nella casella Spese commerciali ed amministrative deve essere elencato il totale delle spese commerciali ed amministrative che si prevede di sostenere per la gestione ed il funzionamento dell’intervento. Un esempio di spese commerciali è costituito da spese sostenute per la pubblicizzazione delle attività progettuali. Un esempio di spese amministrative è costituito da spese per la tenuta contabile e fiscale.
D: L’inserimento dell’idea progettuale in una rete come si può dimostrare in sede progettuale se l’ente che si costituirà ancora non esiste? Possono essere lettere di interesse? Noi desideriamo inserirci in una rete di lavoro già operante di enti che hanno finora sostenuto il nostro lavoro in forma libera. Come possiamo dare evidenza di questa rete?
R: Nella parte III del formulario, descrizione del progetto, al punto 7 “Inserimento dell’idea progettuale in una rete”, è richiesto soltanto di indicare la rete di servizi e attività del territorio in cui si inserirà il progetto. In questa fase non vengono richieste lettere di interesse, bensì una descrizione sintetica di come si intende inserire l’idea progettuale in rete.
D: Nel formulario cosa si intende per spese di certificazione contabile e spese generali indirette?
R: Per la Certificazione contabile sono ammissibili le spese sostenute per un Revisore dei Conti (o società di Revisione contabile) abilitati al sensi della L 88/1992 al controllo legale dei documenti contabili; tali spese sono quindi volte a certificare il rendiconto rispetto agli adempimenti civilistici, contabili, fiscali, previdenziali vigenti .
Le spese generali indirette sono quelle non direttamente imputabili al progetto; queste possono essere quantificate e quindi imputate soltanto attraverso la determinazione della quota di utilizzo nell’ambito del progetto(es. driver cost).
D: Nella voce “risorse umane” bisogna includere gli onorari dei partecipanti e di eventuali consulenti esterni?
R: Sì.
D: Vorrei sapere se nella presentazione della domanda per il bando è necessario individuare il numero esatto di tutte le figure professionali che saranno coinvolte nello sviluppo del progetto, oppure se è possibile indicare un numero approssimativo che sarà poi fissato in fase di realizzazione in base alle esigenze del momento. Resta chiaro che l’ammontare delle spese indicate rimarrà invariato. Saranno le figure professionali ad adattarsi al budget disponibile.
R: Sì. Ove non sia possibile precisare il numero esatto e rimanendo invariato il totale del piano finanziario.
D: La figura del revisore contabile è obbligatoria?
R: La figura del revisore contabile non è obbligatoria.
D: Cosa si intende per know how in riferimento al formulario, al punto 5, risorse necessarie?
R: Possesso di specifiche conoscenze ed esperienze che consentono di svolgere in modo ottimale un’attività, una professione, ecc.
D: La domanda deve essere presentata necessariamente con carattere arial 10? Devono essere mantenuti tutti gli spazi originali?
R: E’ opportuno non modificare caratteri e spazi della domanda di candidatura. Qualora si necessiti di maggior spazio è possibile allegare delle pagine con le informazioni necessarie. Seguire tali criteri di uniformità nella presentazione della domanda serve ad evitare la presentazione di domande prolisse ed a facilitare la fase di istruttoria delle domande stesse.
D: Cosa si intende per “interrelazioni con le situazioni attuali?
• attuale in senso di confronto diretto tra la situazione attuale e quella ottenibile con la realizzazione del progetto?
• attuale in senso di riferimento delle eventuali tecnologie/tecniche innovative del progetto nel contesto locale dove sarà sviluppato?
R: Entrambe le interpretazioni possono essere valide in relazione alla specifica idea progettuale.
D: I componenti del nostro gruppo sono maggiori a 4. il formulario dice di integrare le righe della tabella nel riepilogo e fornire le stesse informazioni. Posso fare questa operazione sulla domanda, visto che è in formato word, oppure devo allegare dei fogli con queste informazioni?
R: Quando lo spazio non è sufficiente, è possibile allegare delle pagine con le informazioni necessarie.
D: Riguardo al punto “durata del progetto” che cosa si deve indicare? La fase operativa del nostro progetto è di 6 mesi, ma vorrei sapere che si intende per fase di programmazione. Si intende il periodo che comprende anche la costituzione dell’associazione (non saprei come calcolarlo) o solo la fase immediatamente precedente a quella operativa quando si organizza l’attività?
R: Per durata complessiva del progetto si intendono i mesi necessari a portare a termine le attività. Per fase di programmazione si intende la fase immediatamente precedente a quella operativa, quando si organizza l’ attività.
D: Nell’allegato 1, parte IV, sezione B, nella voce “mezzi finanziari propri, posso inserire gli apporti in natura dei soci (es. pc, arredi….)? Come si valutano?
R: Possono essere inseriti gli apporti in natura dei soci che vanno a coprire il cofinanziamento del progetto quantificandoli e valutandoli, sulla base del periodo di utilizzo nell’ambito del progetto, secondo i valori reali attuali di mercato.
D: Per le spese relative alle risorse umane è necessario indicare per ciascuna figura professionale partecipante (sia esterna che interna) il suo compenso economico?
R: No.
D: Se il nostro progetto prevedesse, per esempio, l’intervento all’interno di una scuola materna, noi dovremmo già indicare al momento della domanda in quale scuola vorremmo praticare il nostro progetto, oppure potremmo cercare la scuola che più si presta per le proprie caratteristiche una volta ottenuta l’erogazione del bando?
R: Se un progetto prevede la propria realizzazione in un determinato istituto, sia pubblico che privato, è necessario che i proponenti verifichino la fattibilità concreta dell’iniziativa, trattandosi di un elemento determinante del progetto. L’autorizzazione formale all’utilizzo del sito prescelto dovrà essere preventiva alla sottoscrizione della convenzione.
D: Vorremmo un chiarimento relativamente alla voce “durata del progetto”. Per fase finale della attività si intende il tempo necessario per la realizzazione completa dell’attività esposta nel progetto? Ovvero il tempo necessario perché il progetto venga avviato, senza sapere tuttavia per quanto potrà procedere nel corso del tempo una volta avviato?
R: Per durata del progetto si intende la durata delle attività per cui si richiede il contributo, stante il fatto che le attività avviate con il progetto possono eventualmente protrarsi autonomamente nel tempo dopo la data di chiusura del progetto, a spese dei proponenti.
D: Alla voce “altre fonti finanziate da terzi o con mezzi propri”, basta indicare l’importo finanziato o è necessario specificare anche chi co-finanzia il progetto?
R: Va specificato il soggetto se si tratta di un cofinanziamento di terzi.
D: Volendo formulare la nostra idea progettuale, la quale è inserita in una rete territoriale di servizi e attività presenti sul territorio, vorrei chiedere se, oltre all’indicazione nominale dei componenti della rete stessa (associazioni, enti), sia necessario o preferibile allegare alla domanda delle apposite lettere di adesione di questi enti al progetto, in riferimento alla rete e al collegamento con il territorio.
R: Ove possibile, può essere utile allegare apposite lettere di adesione al progetto.
D: Devo allegare preventivi di spesa alla voce spese amministrative e commerciali?
R: Non è necessario, ma non ne è esclusa la presentazione ove si ritenga utile la specificazione dei costi.
D: Nella domanda di candidatura bisogna allegare anche le sezioni che non interessano, lasciandole in bianco o sbarrandole?
R: SI, per maggiore chiarezza, lasciandole in bianco o sbarrandole.
D: Ci sarebbero utili dei chiarimenti su quanto si chiede al punto numero 6, “Risultati finali attesi: descrizione, per il periodo a regime, dei risultati finali in termini di benefici di natura sociale, dei ricavi, dell’impatto sociale/occupazionale e degli indicatori di efficienza ed efficacia”.Ci chiediamo che cosa, esattamente, si debba indicare nell’elaborato. Il dubbio maggiore riguarda la descrizione degli indicatori di efficienza ed efficacia e cosa si intende per essi, soprattutto in considerazione di un progetto da realizzare nell’area dell’”Utilità sociale e impegno civile”, ambito scelto dal gruppo di lavoro per la realizzazione del progetto.
R: Gli indicatori di efficacia (es. rapporti, margini, indici, etc.) devono essere formulati in modo da potere esprimere una valutazione in termini di raggiungimento degli obiettivi generali o specifici di progetto. Gli indicatori di efficienza (es. rapporti, margini, indici etc.) devono invece essere formulati in modo da potere esprimere una valutazione economica in termini di minimizzazione dei costi (o risorse produttive), massimizzazione dei benefici attesi ( o output).
D: Nel cronogramma delle attività è necessario indicare il nome del mese o basta la semplice progressione? es: primo mese: attività a, attività b; secondo mese: attività c e d. Il dubbio nasce dal fatto che non si conosce esattamente la data di partenza del progetto….
R: Basta indicare la semplice progressione.
D: potreste cortesemente spiegare come allegare altre pagine? Lasciamo inalterati tutti i riquadri predefiniti ed inseriamo un richiamo per un foglio successivo?
R: Sì.
D:Nella compilazione di una delle aree progettuali come ad esempio: “sezione b) utilità sociale impegno civile” si possono cancellare le descrizioni che si trovano tra parentesi sotto ogni punto progettuale che deve essere elaborato? oppure è necessario scrivere al di sotto di esse?
R: Occorre scrivere al di sotto delle esemplificazioni riportate nel formulario di candidatura.
D: In quale macrovoce di spesa si devono inserire le spese di manutenzione e adeguamento impianti?
R: Vanno inserite nella macrovoce “spese di gestione e funzionamento dell’intervento” e comunque tale spesa deve essere coerente con quanto previsto dall’intervento stesso
D: Cosa s’intende per materiale di consumo di progetto e per spese generali indirette?
R: Il materiale di consumo è direttamente utilizzato per la gestione dell’attività progettuale. Le spese generali indirette sono i costi non direttamente imputabili al progetto, ma quantificabili solo attraverso un opportuno sistema di calcolo che rilevi la quota di spesa relativa sostenuta nell’ambito del progetto.
D: Fra i documenti d’identità che accetterete si contempla la patente rigida?
R: Sì.
D: per quanto riguarda la parte IV del bando, il “Totale spese previste”della sezione A deve essere riferito al totale delle spese, o solo alle spese per le quali si vuole chiedere il finanziamento? Ovvero, questo totale deve essere inferiore a 35.000 €, inserendo altre eventuali spese come cofinanziamento nella sezione B, o può arrivare fino ai 50.000 del tetto massimo consentito?
R: Come riportato a pagina 13 del formulario, il totale massimo delle spese previste è di 50.000 euro e comprende anche la quota di cofinanziamento.
D:Ciascun punto che viene sviluppato deve essere scritto nelle caselle presenti nella domanda di candidatura, o è possibile redigere in formato word il progetto e spedirvi solamente le parti inerenti il gruppo informale e la parte sul piano finanziario?
R: Per la compilazione della proposta progettuale occorre attenersi a quanto previsto nel bando e nella domanda di candidatura utilizzando quindi il formulario previsto.
D: Cosa si intende per “indicazione del piano delle risorse da utilizzare riguardo alle caratteristiche e costo delle risorse umane necessarie interne ed esterne al gruppo” (punto 5 della sezione b)?
R: Occorre effettuare una descrizione delle risorse umane utilizzate per il progetto con indicazione delle relative caratteristiche (es. competenze, esperienze, costi, etc.) e delle attività/funzioni che avranno (es. mansioni, ruoli).
D:Bisogna allegare i curricula vitae di ciascun membro del gruppo?
R: No, non è necessario.
D:Desideravo sapere se la compilazione delle sotto-sezioni della Sezione B, dunque i punti dall’1 all’ 8, devono rispettare dei limiti identificabili in un limite massimo di righe o di pagine per ciascun punto, o se possiamo compilare i suddetti punti liberamente, senza badare a limiti.
R: I punti della sezione B devono essere descritti entro gli spazi stabiliti dal formulario. Se non sono sufficienti è possibile allegare delle pagine con le informazioni necessarie.
D: A pagina 1, il luogo di realizzazione del progetto può essere designato in maniera provvisoria e poi eventualmente cambiato in itinere?
R: Il luogo di esecuzione delle attività potrà essere cambiato in itinere se tale cambiamento sarà debitamente motivato e opportunamente autorizzato dal Dipartimento.
D: A pagina 2 del formulario, la sede del gruppo informale potrebbe essere provvisoriamente designata indicando l’abitazione di uno dei quattro componenti o si deve trattare necessariamente della stessa sede dell’attività proposta?
R: Sì, la sede del gruppo informale può essere anche indicata presso il domicilio di uno dei componenti.
D:E’ possibile rilegare il materiale da inviare di modo che l’elaborato sia più ordinato e non si incorra nella possibilità di perderne alcune parti?
R: Sì.
6. COMMISSIONE DI VALUTAZIONE
D: E’ possibile sapere che tipo di commissione (tecnica, economico-finaziaria, mista) valuterà le domande?
R: La Commissione sarà composta da esperti di alto profilo nelle aree tematiche previste dal bando di concorso.
D: Quali saranno i tempi relativi alla valutazione delle domande e alla comunicazione dell’esito? E’ possibile inoltre sapere la data di pubblicazione della graduatoria finale ed entro quando verranno erogati i fondi ai vincitori?
R: I tempi dell’istruttoria e dell’esame delle domande saranno i più veloci possibili. Non è possibile indicare una data per la graduatoria finale in questo momento, considerato che questo è il primo bando di concorso indetto in questi termini, l’iniziativa è una novità assoluta e pertanto non si può prevedere il numero delle domande che verranno presentate.
5. EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO
D: In caso di assegnazione del contributo la società dovrà aprire un conto bancario per ricevere i fondi ?
R: Sì, occorre aprire un conto corrente bancario (o postale) intestato all’organizzazione.
D: Il contributo fino a € 35.000 è a fondo perduto?
R: Sì , il contributo concesso è a fondo perduto.
D: I 35.000 euro di contributo e i 50.000 euro di spesa massima ammissibile sono comprensivi di IVA? Come si dovrà rendicontare l’importo?
R: Sì, sono onnicomprensivi, anche dell’eventuale IVA.
Il contributo massimo concedibile è dunque di 35.000 euro onnicomprensivi. Si dovrà rendicontare l’importo complessivo più IVA ove sia possibile scaricare l’IVA.
D: Vorrei sapere se, in caso di vincita, il contributo effettivamente erogato sarà esattamente quello “richiesto” o la commissione può, eventualmente, a sua discrezione, dichiarare vincitore un determinato progetto e finanziarne solo una parte?
R: Il progetto presentato, corredato di tutte le voci di spesa, se ritenuto meritevole e se i costi indicati corrispondono, a parere della Commissione, a quanto effettivamente necessario alla sua realizzazione, potrà ricevere l’intero contributo richiesto, nei limiti indicati dal bando.
D: Se per scelta del gruppo o altre cause non si vuole realizzare il progetto, non avendo ancora percepito alcun contributo, è possibile ritirarsi?
R: Sì, se non è ancora stata stipulata la convenzione e non è stato erogato il contributo.
D:Il finanziamento sarà tassato o non parteciperà al reddito d’imposta della società che si andrà a costituire? O meglio sui 35.000€ erogati si dovranno pagare pure le tasse?
R: La natura del trasferimento è quella di “contributo conto esercizio”, pertanto tale somma costituisce una componente positiva del reddito secondo le disposizioni civilistiche e fiscali vigenti. E’ naturale che a fronte di tale contributo l’organizzazione dovrà sostenere delle spese le quali costituiscono componenti negative del reddito. Esempio: a fronte di un contributo di 35.000 euro l’organizzazione dovrà sostenere costi ammissibili per almeno 35.000 euro e pertanto, a parità di altre condizioni, la somma a contributo non determinerà un reddito tassabile.
D: L’ammontare del contributo viene stabilito in proporzione al valore totale del progetto o può coprirlo anche per intero?
R: Il contributo non è stabilito in proporzione e può eventualmente essere coperto per intero se non è superiore ai 35.000 euro.
D: Se nella domanda del bando inseriamo una previsione di spese di euro 45.000,00, con un ipotetico ricorso ad euro 10.000,00 di cofinanziamento, e poi nella fase realizzativi vengono spesi solamente euro 35.000,00, verranno comunque assegnati euro 35.000,00?
R: Nella domanda deve essere specificato l’ammontare del contributo statale richiesto. Se il progetto richiede un ulteriore apporto finanziario, deve anch’esso essere ben specificato, nella consistenza e nella provenienza. Se al termine del progetto le spese totali risulteranno minori del previsto, il contributo sarà proporzionalmente ridotto.
D: Se ad un unico progetto partecipano 4 giovani, ognuno dei componenti del gruppo può ricevere il finanziamento, oppure solo uno del gruppo può accedere al finanziamento?
R: Il contributo viene erogato al gruppo vincitore e non ai singoli partecipanti.
D: Dopo la prima tranche di finanziamento, in attesa della verifica contabile delle spese e aspettando la seconda tranche, i soldi per continuare il progetto devono essere “anticipati” dai partecipanti?
R: Sì. Il restante 50% del contributo verrà erogato a saldo, “in seguito alla presentazione della Relazione delle attività correttamente realizzate, alla verifica da parte del Dipartimento ed al controllo contabile della documentazione giustificativa delle spese effettivamente sostenute” (punto 4 del bando).
D: Dopo che verrà erogata la seconda tranche sussistono ancora impegni per l’organizzazione sulla base della convenzione stipulata? E ci saranno ulteriori verifiche dell’operato?
R: Dopo il saldo della seconda tranche, che avverrà a seguito della presentazione della relazione delle attività correttamente realizzate, alla verifica da parte del Dipartimento e del controllo contabile della documentazione giustificativa delle spese effettivamente sostenute, non sono richiesti ulteriori impegni, fermo restando che la documentazione contabile ed amministrativa dovrà essere conservata secondo le disposizioni fiscali e civilistiche vigenti.
D: Per ottenere il restante 50% del finanziamento è sufficiente la relazione finale con i dati ottenuti oppure occorre dimostrare di aver raggiunto dei risultati precedentemente stabiliti?
R: Occorre dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi prefissati e presentare anche una relazione finale compilata in apposito modulo contenente la descrizione delle attività realizzate, nonché una rendicontazione delle spese effettivamente sostenute.
D: Qualora le spese preventivate risultassero maggiori di quelle effettivamente sostenute, cosa succede?
R: Nel caso in cui, a consuntivo, il totale delle spese ammissibili sostenute risulti inferiore al contributo concesso, la misura della seconda tranche del contributo verrà proporzionalmente ridotta (punto 5 del bando).
D: Qualora le spese preventivate risultassero invece minori di quelle sostenute, ad esempio si pone la necessità di inserire nel progetto una nuova figura, cosa succede?
R: Il contributo finale non potrà in ogni caso essere superiore all’ammontare stabilito in sede di stipula della convenzione.
D: Se in fase di rendicontazione le spese documentate non corrispondono esattamente a quelle previste nel formulario nelle singole voci, ad esempio ho indicato 1000 per leasing e 2000 per personale ma poi ne spendo 1500 per leasing e 1500 per personale, le spese sono comunque ammesse?
R: Purché le spese rientrino tra quelle ammissibili, è consentita la compensazione, se nei limiti di congruità e debitamente autorizzata .
D: Se una volta formata l’associazione e terminato il progetto, questo non dovesse raggiungere i risultati prefissati, il gruppo dovrà risarcire qualcosa?
R: Il gruppo dovrà ovviamente tendere a realizzare gli obiettivi ed i risultati prefissati nel progetto. Il bando, al punto 5, prevede che “Entro i due mesi successivi alla fine del periodo di realizzazione delle attività, l’organizzazione formalmente costituita dovrà presentare una relazione finale compilata in apposito modulo contenente la descrizione delle attività realizzate, nonché una rendicontazione delle spese effettivamente sostenute”. Nel caso i risultati del progetto non venissero raggiunti per incuria o grave responsabilità del gruppo, il finanziamento potrà essere decurtato o ne potrà essere chiesta la restituzione; ciò, in caso di scostamento sensibile dal progetto inizialmente approvato o di inadempienze nei confronti della convenzione che verrà stipulata prima dell’erogazione della prima tranche di contributo.
D: La persona fisica che ottiene un finanziamento in quanto membro del gruppo, con questo bando, può, se dopo un anno si ritira dal gruppo, concorrere ad altri fondi del genere?
R: Si, nei limiti di quanto previsto negli altri bandi e comunque per iniziative diverse da quella finanziata.
D: Se un gruppo vince il finanziamento, alla fine del progetto lo stesso gruppo può partecipare ad altri bandi?
R: Si, nei limiti di quanto previsto negli altri bandi.
D: Posso conoscere quello che sarà il contenuto della convenzione da sottoscrivere?
R: La convenzione verrà sottoposta ai gruppi informali vincitori e sarà debitamente illustrata nella fase successiva alla pubblicazione della graduatoria.
D: Se a consuntivo le spese sostenute risultano inferiori alla prima tranche, pari al 50% del contributo, bisogna restituire la differenza?
R: Sì.
4. REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
D: Il progetto potrebbe prevedere un primo percorso di formazione. Possiamo gestire noi la formazione?
R: Sì, se i componenti del gruppo ne hanno la competenza.
D: Per durata del progetto si intende una durata approssimativa? E se il nostro progetto non avesse un termine preciso (fosse a tempo indeterminato)? Riguardo le spese ammissibili, si devono inserire in tabella le spese che riguardano la durata del progetto (es. 36 mesi)?
R: I gruppi informali vincitori avranno a disposizione fino a dodici mesi per la realizzazione dei progetti finanziati. L’inizio delle attività è da intendersi dalla data di sottoscrizione della convenzione (v. p. 5 del bando). Pertanto le spese ammissibili si devono riferire solo al periodo indicato. Dopo tale periodo le attività dell’organizzazione possono proseguire in modo autonomo.
D: Posso pensare ad un’attività di tre mesi ogni anno?
R: Il concorso è stato bandito per l’anno 2007. Il progetto può avere una durata inferiore ai 12 mesi e, pertanto, durare solo 3 mesi, ma il contributo sarà erogato solo per questo periodo. Se il progetto verrà ripetuto nei prossimi anni, i costi successivi al corrente anno saranno a totale carico dell’associazione costituita.
D: E’ possibile presentare la domanda per un evento la cui durata è una giornata?
R: Il bando non lo esclude. Sarà la Commissione a valutare la congruità della proposta rispetto ai costi, all’efficacia ed all’utilità dell’iniziativa.
D: Il progetto deve essere completamente inedito o è possibile che una parte sia iniziata?
R: Il progetto deve essere riferito ad attività non ancora avviate, in quanto possono essere finanziate soltanto le attività intraprese dopo la stipula della convenzione, come descritto al punto 5 del bando “L’inizio delle attività è da intendersi dalla data di sottoscrizione della Convenzione”.
D: Visto che la nostra sarebbe un’attività stagionale, ci stiamo organizzando per avviarla nel mese di maggio o giugno al più tardi. Credete che sarebbe comunque possibile ottenere dei finanziamenti, visto che contiamo di “partire” soltanto un mese dopo la chiusura delle iscrizioni al bando?
R: Premesso che l’inizio delle attività è da intendersi dalla data di sottoscrizione della convenzione, non è possibile, ad oggi, stabilire i tempi necessari per l’istruttoria dei progetti, dell’aggiudicazione del contributo, né la data in cui verranno stipulate le convenzioni.
D: Il progetto che viene presentato, una volta approvato e finanziato, dovrà anche essere realizzato?
R: Si. Come recita il punto 1 del bando dove si parla chiaramente di “erogazione di contributi per la realizzazione di progetti innovativi”.
D: Conclusa la realizzazione, ci sono vincoli sulla gestione commerciale del prodotto realizzato?
R: Dopo avere concluso il progetto potranno essere venduti liberamente i prodotti/servizi realizzati sulla base delle conoscenze e/o risultati conseguiti.
D: il vincitore del bando una volta terminato il progetto e quindi aver formato la società, richiesto l’anticipo e il saldo, ed aver quindi terminato il progetto deve obbligatoriamente mantenere in “vita”, ovvero non può chiudere l’attività imprenditoriale aperta causa bando, per un certo periodo di tempo, o meno?
R: E’ chiaro che l’obiettivo da perseguire è di creare le condizioni per cui il progetto possa continuare. Tuttavia non esistono vincoli in merito, per cui una volta realizzato e terminato il progetto nella sua completezza, sarà compito dell’associazione/società costituita valutare l’opportunità di continuare l’attività avviata. Occorrerà conservare comunque la documentazione contabile del progetto secondo le disposizioni di legge.
D: Fra i progetti rientrano anche i franchising? Il contributo eventualmente assegnato è investibile in una attivita’ in franchising?
R: i progetti sono ammissibili nella misura in cui rispettano le condizioni prefissate nel bando e nella domanda di candidatura.
Il contratto di franchising potrebbe costituire un mezzo per il raggiungimento dei risultati di progetto, ma comunque deve essere parte integrante e non esclusiva del progetto stesso.
D: Nel caso in cui, durante il primo anno, il progetto dovesse superare i 35.000 € (rimanendo comunque al di sotto dei 50.000 €) e trovasse altri finanziamenti, ci saranno problemi di rispondenza con quanto presentato con la domanda di ammissione al finanziamento (ad esempio che il progetto deve rimanere entro il costo dichiarato nella domanda)? E se i contenuti del nostro progetto dovessero allargarsi anche verso altre proposte progettuali (inerenti comunque le tematiche del progetto proposto) potrebbero esserci problemi di sorta?
R: Ogni modifica di progetto dovrà essere preventivamente comunicata alla P.A. la quale, sulla base delle motivazioni presentate e dei relativi effetti sui risultati programmati, si riserva la facoltà di autorizzarla, o meno.
D: Eventuali modifiche dell’attuazione del progetto, successive all’approvazione dello stesso, comportano modifiche all’ammontare del finanziamento?
R: Ogni modifica di progetto dovrà essere preventivamente comunicata alla P.A. la quale, sulla base delle motivazioni presentate e dei relativi effetti sui risultati programmati, si riserva la facoltà di autorizzarla, o meno.
D: In fase realizzativa devono essere rispettate le varie voci di spesa indicate nella domanda o si può attuare una certa compensazione?
R: Sì, se la compensazione viene fatte per spese ammissibili, nei limiti di congruità e se debitamente autorizzata.
D: Che tipo di supporto verrà fornito ai vincitori dal Dipartimento?
R: Ai vincitori sarà fornito il necessario supporto per facilitare la fase di avvio progettuale e verranno date informazioni precise su come effettuare la rendicontazione delle spese per la realizzazione del progetto.
D: Se vinciamo il concorso, visto che il nostro progetto si rivolge ai giovani e al loro tempo libero, la nostra attività potrebbe essere aperta solamente il sabato e la domenica, o ci sono degli orari e dei giorni da rispettare?
R: Non vi sono limiti prefissati, se non quello della continuità temporale del progetto. Sulla validità complessiva dell’idea progettuale spetta comunque alla Commissione pronunciarsi.
D: Se il progetto, una volta realizzato, non ha il successo previsto, per quanti anni siamo costretti a rimanere aperti?
R: Una volta portato a compimento il progetto, non esiste alcun obbligo di prosecuzione.
D: Prevediamo di realizzare il progetto in alcuni istituti scolastici. Qualora uno o più di questi dovessero ritirarsi, è possibile rivolgersi ad altri istituti o decade il finanziamento?
R: Ci si potrà rivolgere ad altri istituti, sempre con gli stessi requisiti richiesti e con le necessarie formalizzazioni da parte degli stessi. Comunque tali variazioni dovranno essere comunicate e debitamente autorizzate dal Dipartimento.
Se, peraltro, non venissero trovati altri istituti e per questo motivo il progetto non potesse proseguire, la misura del contributo verrà proporzionalmente ridotta.
LUOGO DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
D: La fattibilità del progetto da presentare deve essere localizzata e quindi realizzata in una località stabilita, anche se diversa dalla sede operativa del gruppo o si può sviluppare sotto la formula itinerante?
R: Sì, purché il progetto risponda alle finalità indicate nel bando di concorso.
D: Se il progetto è itinerante cosa bisogna scrivere nella casella dove viene richiesto l’indirizzo esatto di dove si realizzerà il progetto?
R: Per quanto possibile, è utile indicare le diverse zone/spazi dove si prevede di realizzare il progetto.
D: Volevamo chiarimenti relativi al luogo di realizzazione del progetto in quanto bisogna specificare l’indirizzo esatto della sede operativa. Non abbiamo ancora identificato una sede precisa, ma abbiamo un’idea dell’area in cui realizzare il progetto. Cosa dobbiamo indicare nella domanda?
R: Nella domanda di candidatura è previsto che si dia indicazione del “luogo di realizzazione del progetto”, che risulta essere rilevante per la realizzazione del progetto. Tale indicazione deve essere più precisa possibile (regione, provincia, comune, eventuale indirizzo).
D: Il nostro gruppo informale non ha ancora trovato o individuato una sede di riferimento precisa. Cosa dobbiamo indicare nella parte II.a punto A della domanda di candidatura?
R: Nella parte II.a punto A (Profilo del gruppo informale), ove questo non abbia ancora una sede definita, indicare semplicemente, oltre al nome del gruppo, l’indirizzo del componente referente per il gruppo (vedi A.1 della domanda di candidatura).
D: Il progetto può essere realizzato anche all’estero?
R: Il luogo di realizzazione del progetto deve essere in Italia, dato che il concorso è “Giovani idee cambiano l’Italia”, le attività ammesse a contributo devono essere dunque realizzate sul territorio italiano, ferma restando la possibilità di un trasferimento dell’iniziativa anche in ambito internazionale su iniziativa dell’organizzazione.
COSTITUZIONE DELL’ASSOCIAZIONE/ENTE
D: L’associazione/ente da costituire in caso di vincita del concorso potrà essere informale?
R: No. L’associazione/ente dovrà essere costituita formalmente “scegliendo la forma più idonea per la realizzazione e gestione dell’idea progettuale” (punto 5 del bando). Le spese per la costituzione dell’associazione/ente saranno ammesse a contributo (vedi allegato 1, parte IV, Piano finanziario).
D: Come posso conoscere le spese di costituzione e di registrazione di una srl da inserire nella domanda di candidatura?
R: A tal riguardo occorre verificare tali spese direttamente con indagini di mercato, magari chiedendo a professionisti di fiducia.
D: La costituzione del gruppo formale deve necessariamente coinvolgere tutti i membri del gruppo informale in ugual modo?
R: “I gruppi di giovani, i cui progetti saranno ammessi a contributo, dovranno costituirsi formalmente in associazione, società, cooperativa sociale, scegliendo la forma più idonea per la realizzazione e gestione dell’idea progettuale. L’organizzazione dovrà essere costituita dai medesimi giovani che hanno presentato la proposta” ( punto 5 del bando).
D: Una volta costituita l’associazione, possono aggiungersi altri membri, oltre a coloro che hanno creato il progetto?
R: Si, possono, ma devono avere i medesimi requisiti soggettivi richiesti per la partecipazione al bando.
D: Durante lo svolgimento del progetto, qualora venisse approvato, è consentito l’ingresso nell’associazione di nuovi soci di età superiore ai 35 anni?
R: No, in quanto anche per eventuali nuovi soci, sono richiesti gli stessi requisiti dei membri del gruppo informale proponente.
D: Se uno o più membri del gruppo informale che ha presentato la domanda si ritirano da un progetto ammesso a contributo, non intendendo più partecipare alla costituzione dell’associazione, cosa accade?
R: Il progetto perde la possibilità di essere finanziato, perché il punto 5 del bando dice chiaramente che “L’organizzazione dovrà essere costituita dai medesimi giovani che hanno presentato la proposta”. L’Amministrazione si riserva comunque la possibilità di valutare casi eccezionali ed oggettivamente motivati in deroga a questo principio.
D: Se alcuni componenti del gruppo informale dovessero ritirarsi in corso di realizzazione del progetto o dovessero essere sostituiti da altri (rientranti nei limiti di età) cosa succede? Il finanziamento viene mantenuto?
R: Una volta costituita l’associazione e stipulata la convenzione (vedi punto 5 del bando), non è ammesso ritirarsi dal progetto, pena la restituzione del contributo. Eventuali casi particolari ed eccezionali in cui sarà ammesso il ritiro e/o la sostituzione di un membro dell’associazione una volta costituita, saranno successivamente previsti e regolamentati nella convenzione.
D: Tra le forme associative è prevista anche la costituzione di un circolo?
R: Sì, se il circolo verrà costituito formalmente come associazione ed è idoneo a realizzare l’idea progettuale.
D: Ci si potrà costituire anche in un circolo ARCI, UISP o altro?
R: Premesso che qualsiasi forma associativa venga scelta dal gruppo informale ne dovrà risultare un’organizzazione formalmente costituita ex novo, non potendo partecipare al bando organizzazioni già formalmente costituite, nulla vieta che, una volta costituita, questa nuova associazione possa affiliarsi ad altre associazioni già esistenti. L’associazione così costituita dovrà comunque avere una sua autonomia, essere distinta dall’associazione “madre” e poter essere centro di imputazione degli obblighi e dei diritti che scaturiranno dalla convenzione.
D: Sono ammesse tutte le forme societarie, compresa la ditta individuale?
R: No, in quanto non è un’iniziativa di gruppo.
D: L’associazione deve essere costituita dal gruppo autonomamente (contattando un professionista di fiducia) o verrà costituita attraverso l’intervento diretto del Dipartimento?
R: L’associazione dovrà essere formalmente costituita dal gruppo in modo autonomo, con scrittura privata autenticata da un notaio (o non autenticata). l’Atto costitutivo e lo statuto dovranno comunque essere registrati presso gli uffici competenti (Ufficio Registri).
D: Se per realizzare il progetto costituiamo un’associazione di volontariato, come possiamo risolvere il problema dei vincoli a cui sono soggette le associazioni per quanto riguarda i pagamenti o i rimborsi spese dei soci?
R: I pagamenti per “rimborso spese ai soci” vanno debitamente documentati e rendicontati secondo le norme civili e fiscali vigenti in tema di rendicontazione.
D: Nel caso di costituzione di associazione è richiesta una forma costitutiva particolare delle seguenti 3 previste per legge ?
- per atto pubblico alla presenza di un notaio
- per scrittura privata autenticata da un notaio
- per scrittura privata registrata presso l’ufficio dei registri
R: No, tutte le forme citate sono utili. Naturalmente questo non esime dall’obbligo delle ulteriori registrazioni previste dalle leggi (o riconoscimenti) per l’esercizio di particolari forme di associazionismo (es. per le associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, onlus, associazioni riconosciute, etc).
D: Il doversi costituire in associazione, gruppo o cooperativa comporta anche l’apertura di partita Iva?
R: L’apertura della posizione IVA dipende dalla tipologia delle attività da realizzare; se l’oggetto sociale, e quindi l’attività da realizzare, ha natura “commerciale” occorre l’apertura della partita IVA, altrimenti basta l’attribuzione del codice fiscale.
D: Fermo restando che, come si legge in una delle faq presenti sul sito, “una volta costituita l’associazione, possono aggiungersi altri membri, oltre a coloro che hanno creato il progetto”, purché abbiamo i “medesimi requisiti soggettivi richiesti per la partecipazione al bando” (cito), il nostro quesito è il seguente: possono entrare a far parte dell’associazione che andrà a costituirsi componenti di altri gruppi informali, che hanno partecipato al bando ma che non hanno ottenuto i finanziamenti per esaurimento dei fondi stanziati?
R: Fermo restando che “L’organizzazione dovrà essere costituita dai medesimi giovani che hanno presentato la proposta” (punto 5. del bando), nulla osta che dopo aver costituito l’organizzazione vi possano entrare come soci non fondatori altri soggetti che abbiano i medesimi requisiti soggettivi richiesti per la partecipazione al bando, dunque anche coloro che avevano presentato domande poi non ammesse a contributo.
D: ci chiedevamo,una volta vinto il concorso, se era possibile costituire una s.n.c. con due soggetti soci e due soggetti esterni alla società che prestano il proprio lavoro.
R: E’ possibile costituire una s.n.c. (società in nome collettivo), ma deve essere composta da tutti i componenti del gruppo informale che hanno presentato la domanda di candidatura (punto 5 del bando).
D: E’ necessario che la società costituente sia collocata nell’area stessa dello sviluppo del progetto? Inoltre deve essere collocata all’interno dei confini nazionali oppure, pur sviluppando il progetto in una data area dell’Italia, la società può risiedere in uno degli stati membri dell’unione europea?
R: L’organizzazione formale che si costituirà può non essere collocata nell’area stessa della realizzazione del progetto, ma, comunque, in Italia.
D: E’ possibile, una volta costituita, cambiare la tipologia di organizzazione durante il periodo tra la prima e la seconda tranche di finanziamento?
R: No, in quanto la convenzione che si stipulerà con il gruppo vincitore, sarà formalmente sottoscritta dal legale rappresentante di una specifica e ben individuata organizzazione ufficialmente costituita..
D: Qualora risorse umane e know how vengano presi all’interno del gruppo, è necessario che la società formale assuma uno o più soci, oppure, trattandosi di professionisti abilitati può stipulare con essi accordi diversi, ad esempio contratti di consulenza? Qualora in sede esecutiva si rendano necessarie risorse esterne in sostituzione di risorse interne o viceversa, la scelta fatta al momento della presentazione della domanda è vincolante?
R: La società che verrà costituita dovrà essere formata dagli stessi componenti del gruppo informale che ha presentato la domanda. Se per la realizzazione dell’idea progettuale la società avrà necessità di consulenze esterne, queste devono essere indicate nel piano finanziario.
D: Le quote sociali, al momento della nascita della società, devono essere identiche per ogni socio o possono avere proporzioni diverse in base all’impegno che il socio investirà nell’impresa?
R: Nel caso della costituzione di una società, la ripartizione delle quote rientra nelle decisioni dei soci.
D: L’associazione o società da costituire in seguito all’approvazione del finanziamento, può avere come ragione sociale anche altri ambiti di lavoro oltre a quelli specifici del progetto presentato, o è vincolata alle sole funzioni espresse?
R: Fermo restando che l’oggetto sociale/statuto deve essere coerente ed adeguato alla realizzazione degli obiettivi del progetto presentato, l’organizzazione può realizzare nei limiti del proprio oggetto sociale altre attività (o progetti) i cui costi non saranno ovviamente ammissibili.
D: L’associazione che si costituirà deve essere riconosciuta e quindi costituita tramite atto pubblico, oppure può essere costituita un’associazione non riconosciuta?
R: L’associazione dovrà essere costituita con atto notarile e registrata, oppure dovrà essere costituita con scrittura privata non autenticata, ma comunque registrata presso l’Ufficio del Registro.
D: Il gruppo informale potrà, una volta ammesso al contributo, costituirsi in fondazione?
R: Si purché gli obiettivi e l’oggetto associativo della fondazione, correttamente costituita, siano coerenti con l’attività progettuale ammessa e da realizzare.
D: Una volta ottenuto il finanziamento, è possibile creare un’organizzazione di tipo diverso da quello indicato nella domanda?
R: Sì, se l’organizzazione ha un oggetto sociale coerente con le attività progettuali da realizzare e se la richiesta è debitamente motivata ed autorizzata dal Dipartimento.
D: Siamo un gruppo di 4 neolaureati iscritti nei rispettivi albi professionali. Volevamo sapere se, sia possibile costituire una ATP (associazione temporanea di professionisti),qualora il progetto venga finanziato.
R: Si, qualora l’attività progettuale finanziata possa essere realizzata legittimamente utilizzando l’ATP.
D: il bando di concorso “giovani idee cambiano l’Italia” contempla anche la costituzione di associazioni di promozione sociale non riconosciute?
R: Le associazioni di promozione sociale devono costituirsi secondo quanto specificatamente previsto dalla normativa vigente in materia (si veda la legge 383/2002 e s.m.i.)
3 . AREA TEMATICA PROGETTUALE
D: La mia idea progettuale coinvolge più aree tematiche. Posso presentare domanda di candidatura per più di uno dei punti a,b,c,d?
R: No. L’idea progettuale può anche coinvolgere più aree tematiche, ma il gruppo informale deve presentare la domanda di candidatura individuando un’unica area, che sia prevalente tra a-b-c-d , per la quale intende partecipare.
D: Se uno stesso progetto dovesse ampiamente abbracciare più aree tematiche, ad esempio l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile, è possibile presentare lo stesso progetto sia nell’una che nell’altra area tematica ma con due domande completamente distinte e con due gruppi di giovani diversi?
R: No se il progetto è lo stesso.
D: Possono venire finanziate anche idee per la creazione di nuove imprese, con intenti afferenti le varie tematiche?
R: Sì, ma il progetto deve essere presentato per l’area tematica prevalente.
D: Mi potete indicare se la mia idea progettuale X può essere accettata?
R: Verranno sottoposte al vaglio della Commissione di Valutazione (vedi punto 4 del bando) le domande di candidatura presentate per le aree tematiche indicate al punto 1 del bando. Non è possibile dare un parere preventivo su qualsivoglia idea progettuale prima della presentazione della domanda di candidatura completa. (vedi punto 3 del Bando)
D: Volevo sapere se possono essere valutati anche progetti relativi alla cultura e nello specifico alla valorizzazione di giovani artisti contemporanei.
R: Nel bando di concorso sono indicate le aree tematiche per le quali si possono presentare progetti innovativi. Sarà compito della Commissione di valutazione esprimersi sull’ammissibilità dei progetti presentati.
D: Due proposte di progetti fatti da gruppi diversi possono contenere riferimenti incrociati l’uno con l’altro in quanto, se realizzati, possono creare un vicendevole valore aggiunto? Oppure questo è inutile e creerebbe al contrario un vincolo negativo per i due progetti?
R: I progetti di gruppi diversi possono contenere riferimenti incrociati. Una sorta di vincolo negativo si pone inevitabilmente se i singoli progetti non hanno una loro completezza ed autonomia
D: Due proposte di progetti fatti da gruppi diversi possono contenere riferimenti incrociati l’uno con l’altro in quanto, se realizzati, possono creare un vicendevole valore aggiunto? Oppure questo è inutile e creerebbe al contrario un vincolo negativo per i due progetti?
R: I progetti di gruppi diversi possono contenere riferimenti incrociati. Una sorta di vincolo negativo si pone inevitabilmente se i singoli progetti non hanno una loro completezza ed autonomia
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
D: Nell’area tematica “innovazione tecnologica” che cosa si intende per software innovativo, invenzione di processo e di comunicazione? Rientrano in questa categoria i siti e i portali web e i servizi forniti via web, i servizi e-learning, i servizi legati a internet e alla net economy?
R: Il bando specifica al punto 1 a) che obiettivo dell’area tematica “innovazione tecnologica” è “contribuire al rilancio di una cultura orientata alla scienza e alla tecnologia, con particolare riferimento allo sviluppo di software innovativi”. Il termine software indica comunemente in ambito informatico un programma o un insieme di programmi in grado di funzionare su un elaboratore. E’ ininfluente, ai fini della sua definizione, che il programma sia fruibile sul web o meno. Sempre secondo il bando, punto 1 a) “saranno ammesse quindi in questo ambito le invenzioni di processo e di comunicazione (e-content) che costituiscano soluzioni innovative di problemi individuali o collettivi”. L’intenzione del bando è sottolineare che lo sviluppo software non è una semplice invenzione di prodotto, ma di processo, in cui sono essenziali gli aspetti di comunicazione e di relazione. Resta inteso che spetterà alla commissione valutatrice esprimersi sulla pertinenza e sul livello di innovatività del progetto proposto.
D: Sempre per l’area “innovazione tecnologica”: viene richiesta la creazione ex novo di un software o anche l’implementazione di uno strumento già avviato e in fase di sperimentazione? Sono ammessi progetti che presentano software innovativi come parti di un progetto più ampio?
R: Sarà compito della Commissione di Valutazione esprimersi sull’ammissibilità del progetto, sulla sua pertinenza rispetto all’area tematica indicata, sul livello di innovatività della proposta nel suo complesso, sull’originalità del contributo descritto per la soluzione di problemi individuali o collettivi rispetto a soluzioni analoghe. Non è possibile in questa sede dare un parere preventivo sulle idee progettuali.
D: La nostra idea rientra nell’area “innovazione tecnologica” e pertanto necessita la realizzazione di un software. Se sviluppiamo il software, per un lavoro che vale nel mercato di oggi X euro e ci impieghiamo Y tempo, questo è riconosciuto nel budget e quindi viene rimborsato l’effettivo valore del software (X), oppure ci copre solo il costo del pc, con i relativi costi delle licenze dei software di sviluppo?
R: Viene riconosciuto a contributo il costo del lavoro svolto (debitamente quantificato e rendicontato). L’acquisto di beni durevoli come il pc non è ammesso a contributo. (vedi nelle FAQ la sezione PIANO FINANZIARIO – Remunerazione partecipanti e Spese ammissibili ).
D: Uno spazio bimbi a quale categoria tematica appartiene? Alla B oppure alla D?
R: La collocazione nell’area tematica dipende dall’ obiettivo principale che il progetto nel suo complesso intende realizzare. E’ compito dunque del gruppo informale ideatore del progetto individuare tale area, rapportando le scelte alle caratteristiche ed alle finalità dell’idea progettuale.
UTILITA’ SOCIALE E IMPEGNO CIVILE
D: Cosa intendere per “comunità locali”, in che termini contestualmente al bando intendere il “volontariato”?
R: Nell’area tematica b) per servizio alle comunità locali si intendono quelle azioni rivolte al benessere della collettività residente in un territorio; per volontariato si intende l’azione sociale di gruppi o individui volta al beneficio della comunità senza scopo di lucro e per ragioni di solidarietà.
D: Cosa si intende per pressione ambientale?
R: Il bando intende favorire la realizzazione di proposte progettuali che contribuiscano a contenere le “pressioni” conseguenti ad azioni antropiche che intervengono sull’ambiente naturale e/o sul patrimonio storico culturale a danno dell’intera comunità.
D: Vorrei sapere se per l’area tematica “Utilità sociale e impegno civile” è necessario o preferibile proporre progetti peculiarmente rivolti ai giovani.
R: No.
SVILUPPO SOSTENIBILE
D: Gli interventi di agricoltura biologica rientrano nel settore di sviluppo sostenibile?
R: Non è escluso, ma la pertinenza della specifica proposta è di competenza della commissione.
D: Vorrei sapere se il progetto di una citycar a trazione ibrida (elettrico-fuel) possa rientrare nella tematica “Sviluppo sostenibile”?
R: “Obiettivo di quest’area tematica è sostenere l’ideazione di soluzioni innovative che consentano di ridurre le pressioni sull’ambiente…”(punto 1 del bando). Dunqueprogetti che presentino tali caratteristiche possono rientrare nell’area C. Si ribadisce che spetterà comunque alla commissione valutatrice esprimersi in merito alla validità delle specifiche proposte progettuali presentate. Non è’ pertanto possibile in questa fase esprimere pareri preventivi.
D: All’interno dell’area tematica C), può uno studio di fattibilità essere considerato oggetto di finanziamento?
R: No, se per esso si intende una analisi valutativa non accompagnata anche dalla realizzazione dell’idea progettuale.
GESTIONE DI SERVIZI URBANI E TERRITORIALI PER LA QUALITA’ DELLA VITA DEI GIOVANI
D: il progetto deve essere fatto dai giovani PER i giovani o invece può essere fatto da giovani e rivolgersi alla cura e riabilitazione comportamentalistica di animali abbandonati?
R: Il requisito costituito dall’essere giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni è richiesto solo per il gruppo che presenta la domanda. I progetti devono essere rivolti agli obiettivi specificati per iniziative che possano ricondursi alle aree tematiche riportate nel bando. La Commissione comunque valuterà la congruità delle proposte presentate.
D: Il riferimento a “l’accesso alla casa, al credito, alle risorse per la formazione….”dell’area tematica D è da intendersi a titolo di esempio?
R: Il bando riporta i temi generali prevalenti riferibili alla qualità della vita dei giovani. La Commissione valuterà la congruità delle proposte riferite ad altri temi.
D: Con riferimento all’area tematica D (gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani), vorrei sapere se all’interno di questa categoria possano rientrare anche la creazione di società di consulenza, o che diventino tali, e che di conseguenza possano continuare a svolgere tale funzione sostenendosi economicamente attraverso la stessa?
R: Come previsto dal bando “I gruppi di giovani, i cui progetti saranno ammessi a contributo, dovranno costituirsi formalmente in associazione, società, cooperativa sociale, scegliendo la forma più idonea per la realizzazione e gestione dell’idea progettuale”, quindi non è importante la forma, ma che tempi e modalità di costituzione rispettino le condizioni previste dal bando e che l’attività sia in linea e corrispondente al progetto presentato.
D: Cosa si intende nell’area tematica d) per “conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita”?
R: Si intendono tutti gli interventi che mirano ad elevare la qualità della vita, che mirano a risolvere le problematiche della vita quotidiana correlate agli impegni lavorativi.
D: Cosa si intende nell’area tematica d) per “risorse per la formazione”?
R: Si intendono gli interventi che mirano a risolvere i problemi di accesso al mondo del lavoro anche tramite percorsi di formazione.
D: In relazione alla quarta area tematica ( idee progettuali “di giovani per migliorare la vita dei giovani”), per giovani si intendono anche i ragazzi tra i 14 e i 18 anni?
R: Ai fini della partecipazione al concorso, per giovani s’intendono coloro che alla data di presentazione del bando, hanno un’età compresa fra i 18 ed i 35 anni (si veda il punto 2 del bando). Ciò però non esclude che l’intervento principalmente orientato a migliorare la vita dei giovani possa influire anche su quella dei ragazzi , cioè coloro che hanno un’ età inferiore ai 18 anni
2. PIANO FINANZIARIO
SPESE AMMISSIBILI
D: Potreste indicarmi un riferimento giuridico/contabile ove sono elencati i beni durevoli secondo le esigenze del bando?
R: I principali riferimenti sono l’ Art. 2424 del codice civile e DPR 917/86, art. 100, comma 1.
D: Una quota forfetaria di rimborso spese per i membri del gruppo è prevista?
R: No, non in termini forfetari.
D:Tra le spese finanziabili sono comprese anche le tasse e le marche da bollo per qualsiasi spesa relativa al progetto?
R: Si se inerenti al progetto e definitivamente indetraibili.
D: Ipotizzando un finanziamento statale pari a 35.000 euro, poiché alla stipula della convenzione al gruppo viene dato solo il 50%, è possibile prevedere un prestito bancario degli altri 15.000 euro circa ed inserire gli interessi da pagare come spese da ammettere a contributo?
R: Gli interessi passivi non sono ammessi a contributo, in quanto riferiti alla gestione finanziaria e non a quella economica del progetto. La normativa di riferimento è il vademecum del Ministero del Lavoro – FSE del 2002 (fondi di coesione) e il Regolamento CE 448 del 2004, allegato 1.
D: Le spese di registrazione dei brevetti sono finanziabili?
R: Si nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni normative in materia (art. 2585 cod. civ. e Dlgs 30/2005)
D:Rientra nel finanziamento anche il capitale sociale? Ad esempio per la costituzione di un S.r.l occorre versare 10.000 euro. Tale cifra è finanziabile? In caso contrario è da indicare nella voce “altre fonti di finanziamento-mezzi finanziari propri”?
R:Vengono finanziati unicamente gli impieghi (cioè le spese da sostenere nell’ambito del progetto) non le fonti di finanziamento (entrate).
D: Eventuali risorse umane necessarie per la realizzazione del progetto, devono necessariamente far parte del gruppo richiedente il finanziamento oppure si possono prevedere delle figure professionali con competenze specifiche che non sono presenti all’interno del gruppo informale?
R: Nella voce risorse umane possono rientrare sia gli onorari dei membri del gruppo costituitosi in associazione, sia quelli di dipendenti o collaboratori esterni all’associazione, che dovranno comunque essere quantificati secondo un criterio obiettivo e riconoscibile (es. tariffe professionali o contratti nazionali collettivi) e rendicontati con i criteri richiesti per tutte le altre voci di spesa ammissibili (vedi FAQ successive su REMUNERAZIONE PARTECIPANTI).
D: E’ possibile impiegare per le attività progettuali specialisti consulenti anche al di là dei componenti del gruppo di giovani che ha presentato l’idea?
R: Premesso che le spese di progettazione non sono rimborsabili, intendendo le “attività progettuali” come azioni afferenti la fase di realizzazione dell’iniziativa, è possibile considerare tra le spese ammissibili anche i contratti di collaborazione con professionisti.
D: E’ possibile prevedere che alcune attività progettuali vengano svolte da una società esterna con un budget appositamente previsto dal progetto?
R: Premesso che l’attività di coordinamento e gestione dell’iniziativa non può essere esternalizzata a società terze, in casi motivati è possibile ricorrere ad un intervento specialistico di società esterne nei limiti previsti dalla legge (si veda a riguardo l’art. 18 della l. 55/1990 e successive modifiche e integrazioni e art. 118 del d lgs. 163/2006), cioè max. il 30% dell’importo complessivo dell’investimento ammesso.
D: Sono ammesse le spese per acquisto pc e software?
R: no, ma sono ammesse le spese per leasing (canone) o affitto del bene nella misura in cui lo stesso viene utilizzato nell’ambito dell’attività di progetto.
D: Le spese di acquisto delle licenze dei software applicativi (Micrisoft Office, Visual Basic.Net, …), non essendo ammesse a contributo in quanto beni durevoli, devono necessariamente risultare come spese aggiuntive a carico del gruppo proponente ?
R: Sì, possono rientrare nel cofinanziamento come immobilizzazioni immateriali.
D: Il contributo può essere orientato anche all’acquisto di materiale didattico ( come libri, dvd, cd, etc…) utile per lo svolgimento del progetto?
R: Sì, se il materiale è di consumo, è pertinente ed imputabile ad attività progettuali ed i costi sono riferibili al periodo progettuale e debitamente comprovati e contabilizzati.
D: Le stazioni meteo rientrano all’interno della voce “beni durevoli” ?
Rientra fra i beni durevoli l’arredo (scrivanie, sedie etc.) per la sede delle attività previste? I beni strumentali necessari all’attività (PC, fax) sono considerati beni durevoli ed è quindi ammesso il solo leasing?
R: Tali beni sono tutti da considerarsi durevoli e pertanto il loro acquisto non è ammissibile a contributo.
D: Considerato che l’acquisto di un server non rientra tra le spese ammissibili, dovremmo noi coprire il costo?
R: L’acquisto di un bene durevole, quale è un server, non è spesa ammissibile, per cui l’eventuale acquisto è a carico del gruppo. E’ consentita, quale spesa ammissibile e rendicontabile, il leasing.
D: Sono ammesse a contributo le spese di viaggio e soggiorno per la stipula della convenzione con il Dipartimento?
R: Sì, per il rappresentante legale che stipulerà la convenzione.
D: Ed in generale sono ammesse a contributo le spese di viaggio e soggiorno?
R: Sì, se rientrano tra le spese di gestione dell’intervento, in quanto riconducibili alla specifica operazione o azione progettuale.
D: Sono ammissibili le spese di carburante?
R: Per essere ammesse spese per il carburante, innanzitutto deve essere autorizzato l’uso del mezzo proprio, che deve essere preventivamente indicato nella domanda di finanziamento. In tal caso sarà riconosciuto il costo del servizio in termini di carburante relativamente ai chilometri percorsi, debitamente giustificati e rendicontati.
D: E’ possibile inserire tra le spese finanziabili quelle inerenti ai canoni di leasing di un mezzo targato? Nel caso fosse possibile, sono finanziabili solo i canoni di leasing pagati nei dodici mesi o l’intero piano di leasing?
R. Sì, tali spese sono finanziabili limitatamente al periodo di durata del progetto.
D: Sono ammissibili spese di assicurazione per terzi destinatari del progetto?
R: Sì, se rientrano tra le spese di gestione e funzionamento dell’intervento, in quanto riconducibili alla specifica operazione o azione progettuale.
D: E’ possibile includere tra le spese finanziabili anche il costo di concessione di un marchio aziendale non ancora utilizzato?
R:No, se è già stato realizzato e/o contabilizzato prima dell’inizio delle attività progettuali ammesse a contributo.
D: Le spese ammissibili devono essere tutte effettuate entro i 12 mesi massimi previsti per lo svolgimento del progetto? Anche le spese di affitto di locali o macchinari?
R: Il punto 5 del bando prevede che”I gruppi informali vincitori avranno a disposizione fino a dodici mesi per la realizzazione dei progetti finanziati”. Pertanto sono rendicontabili soltanto le spese riferibili alle attività realizzate entro i 12 mesi del progetto nei limiti del budget complessivo approvato.
D: La sede deve avere caratteristiche particolari rispetto alla destinazione d’uso?
R: La destinazione d’uso dell’immobile, come da registrazioni catastali, deve essere coerente con l’attività ivi realizzata (es. commerciale, servizi alle persone, artigianale, etc.).
D: Sono ammesse a contributo spese per la ristrutturazione di immobili adibiti alla realizzazione delle azioni progettuali?
R: Le spese di manutenzione ordinaria (in precedenza erroneamente definita “ristrutturazione ordinaria”), debitamente rendicontate, sono ammissibili a contributo secondo le norme vigenti.
D: Che cosa s’ intende per manutenzione ordinaria, nello specifico dipintura, tramezzare, porte, finestre sono ammissibili?
R: per opere di manutenzione ordinaria si intendono gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti (si veda art.1 c.3 del dpr 380/2001 e successive modifiche).
D: Sono ammessi i costi per la realizzazione del progetto della sede (in termini di divisione degli spazi) da parte di un geometra?
R: Si, se considerati come manutenzione ordinaria.
D: Sono ammissibili le spese sostenute per eventuali campagne pubblicitarie?
R. Si. Purché siano attinenti all’attività del progetto e siano documentate.
D: Cosa si intende per “beni durevoli”?
R: Con il termine “beni durevoli” si intendono: quelli che hanno una vita attesa pluriennale. In questa categoria sono compresi i prodotti intermedi, i macchinari, le attrezzature, gli impianti ed i beni durevoli destinati al consumo finale. Sono comunque ammissibili a contributo le spese di affitto e di leasing dei beni durevoli.
D: Nell’eventuale organizzazione di campeggi, colonie e soggiorni, sono da considerare beni durevoli anche le attrezzature(stoviglie, attrezzature da cucina, tende da campeggio)?
R: Sono beni durevoli tutte quelle spese che hanno un’utilità pluriennale e sono volti alla realizzazione delle attività aziendali. Le attrezzature da campeggio o da cucina, se vengono utilizzate per più esercizi, sono considerate spese pluriennali e dunque beni durevoli.
D: Tutte le spese di vitto sono da considerarsi beni di consumo?
R: Le spese di vitto (pasti) costituiscono spese ammissibili se inclusi fra i costi delle attività da realizzare. Tali spese devono comunque essere, in fase di rendicontazione, debitamente documentate con fatture o ricevute fiscali della struttura di somministrazione.
D: L’associazione costituitasi per la realizzazione del progetto dopo essersi procurata un bene durevole in leasing può riscattarlo?
R: Il costo del leasing di un bene durevole è spesa ammissibile. L’eventuale riscatto del bene sarà a totale carico dell’associazione.
D: Per quanto riguarda la gestione economica (conteggio costi, calcoli, IVA, ecc.) è possibile avvalersi di un commercialista? Se sì, questa figura è considerata un consulente esterno quindi da poter inserire nel conteggio dei costi?
R: Sì.
D: Considerato che dopo la prima tranche di finanziamento, in attesa della verifica contabile delle spese e aspettando la seconda tranche, i soldi per continuare il progetto devono essere “anticipati” dai partecipanti, è possibile, per coprire tale 50%, ricorrere ad altre fonti di finanziamento (come la raccolta fondi) precedentemente non indicate?
R: Eventuali variazioni delle fonti di finanziamento rispetto a quanto previsto nella domanda ammessa e finanziata dovranno essere preventivamente comunicate al Dipartimento con specificazione della tipologia delle nuove risorse finanziarie da utilizzare a copertura delle spese di progetto.
D: E’ possibile chiedere un prestito bancario per tale anticipo; le spese di accensione del prestito sono ammissibili per il progetto?
R: No, non sono ammessi oneri bancari o commissioni bancarie.
D: Nel caso in cui sia necessario sin da ora identificare il numero esatto di risorse umane esterne necessarie, sarà poi possibile inserire nuove figure in corso d’opera, certificando le spese sostenute per la loro partecipazione?
R: Sì, ma sempre nei limiti del contributo assegnato.
D: Le utenze (a noi interessano quelle telefoniche e di internet) sonno ammissibili solo a condizione che il contratto relativo sia stipulato a nome della costituenda organizzazione?
R:Sì.
D: Se il progetto che abbiamo in mente prevede un costo per l’utenza questo deve essere indicato (ad es. tariffa oraria, spesa forfettaria annua, ecc..) e se sì in quale sezione del bando?
R: Il costo a carico degli utenti va indicato nella descrizione del progetto.
D: L’attivazione di una linea adsl su un’utenza telefonica già attiva rientra fra i costi ammissibili?
R: La spesa dell’attivazione della linea adsl è ammissibile se comprovata da idoneo documento contabile intestato all’organizzazione beneficiaria del contributo.
D: Nel caso dovessimo registrare una posizione IVA per la gestione del progetto, questa rientrerebbe nei costi rimborsabili?
R: Sì, se comprovata da opportuni documenti di spesa.
D: Un quesito tecnico per la partecipazione al bando: come si puo’ tecnicamente accedere al leasing di “beni durevoli” se il leasing e’ stipulato per una durata minima di 24 mesi mentre il vostro eventuale finanziamento copre la durata di 12 mesi?
R: Si accede al leasing contattando direttamente le aziende che erogano tale servizio e verificando la relativa proposta di offerta. Resta inteso che sono ammissibili solo i canoni leasing pagati per l’utilizzo del bene durante le attività progettuali e comunque non è ammissibile il costo dell’eventuale riscatto.
RENDICONTAZIONE
Si fa presente che prima dell’avvio del progetto verranno fornite ai vincitori istruzioni dettagliate sulle modalità di rendicontazione.
D: Le spese relative al personale potranno essere dettagliate esclusivamente con fatture, prestazioni occasionali, notule, ecc. o dovranno essere allegate anche le ricevute di pagamento?
R: Come descritto al punto 5 del bando “Tutte le spese sostenute con l’utilizzo del contributo concesso nel periodo di realizzazione del progetto dovranno essere attestate da idonei documenti giustificativi di spesa (libri contabili, fatture, ricevute fiscali, quietanze di pagamento, ecc.)”.
REMUNERAZIONE PARTECIPANTI
D: Rientra fra le spese ammissibili l’attività lavorativa svolta dai componenti del gruppo per la realizzazione del progetto ?
R: Sì, a patto che sia debitamente rendicontata e commisurata al valore di mercato della prestazione lavorativa resa. Tutte le forme di collaborazione o di prestazione lavorativa che si ritengono necessarie per la realizzazione delle attività devono risultare da specifica lettera d’incarico o contratto di collaborazione professionale sottoscritto dalle parti interessate e devono essere giustificate. Sono ammissibili i costi che decorrono dal momento dell’approvazione del progetto.
D: Se i componenti del gruppo lavorano direttamente sul territorio e non hanno contratto alcuno, come possono quantificare i loro onorari?
R: Una volta costituita l’organizzazione dovranno produrre una lettera d’incarico e le formalizzazioni previste (ricevute di collaborazione o buste paga, quietanze di pagamento, versamenti ritenute di legge, etc.).
D:Se l’ attività lavorativa è svolta da componenti del gruppo informale,chi sottoscriverà la lettera di incarico o il contratto di collaborazione professionale?
R:Il responsabile legale dell’organizzazione, che dovrà essere investito da delibera assembleare o di consiglio, nella quale gli venga conferito l’opportuno mandato di rappresentanza, necessario per sottoscrivere l’incarico.
D: E’ possibile che i membri dell’associazione abbiano guadagni differenti in base all’effettivo lavoro? Ovvero tutti i membri devono essere necessariamente impegnati per lo stesso numero di ore lavorative nel progetto?
R: L’associazione può organizzare le proprie attività nel modo che ritiene più utile alla realizzazione del progetto.
D: In merito ai costi relativi alle risorse umane, la spesa deve essere calcolata in modo analitico rispetto alle diverse professionalità o anche in modo equamente omogeneo tra i membri del gruppo?
R: Per ogni risorsa umana il compenso va determinato sulla base delle competenze e delle giornate di lavoro prestate.
D: La nostra idea consiste nella progettazione e realizzazione di un sistema hardware e software dedicato. Il “lavoro” nostro (dei 4 componenti) speso nella progettazione dell’hardware e nella realizzazione del software può essere quantificato ed inserito nelle spese, magari attraverso una fattura della società costituita (nostra)?
R: Sì e l’attività va debitamente rendicontata e commisurata al valore di mercato della prestazione lavorativa resa. Tutte le forme di prestazione lavorativa devono risultare da specifica lettera di incarico o contratto di collaborazione professionale sottoscritto dalle parti interessate e devono essere giustificate. Sono ammissibili i costi che decorrono dal momento dell’approvazione del progetto.
D: Sono ammissibili anche i costi di progettazione?
R: No, i costi di progettazione non sono ammessi a contributo.
D: I progetti pur di interesse sociale possono essere a scopo di lucro o devono essere gratuiti per l’utenza?
R: Non è escluso che i progetti possano comportare un costo per l’utenza. I costi per l’utenza vanno indicati nel progetto specificandone i tempi e le modalità.
D: Sono finanziabili le ricerche di mercato?
R: Sì. I costi imputabili al progetto e quindi finanziabili devono comunque:
1. essere strettamente connessi all’azione approvata e realizzata;
2. essere documentati con giustificativi in copia autenticata;
3. essere conformi alle leggi contabili e fiscali nazionali;
4. essere registrati nella contabilità generale del soggetto beneficiario del finanziamento;
5. essere impegnati in un periodo compreso tra la data di avvio del progetto e la fine dello stesso;
6. essere contenuti nei limiti degli importi approvati;
7. corrispondere a pagamenti effettivamente eseguiti e certificati.
D: Il preventivo richiesto nel piano finanziario sarà fatto tenendo conto dei costi attuali necessari alla costituzione ed in base alla finanziaria attuale che prevede determinate percentuali di tasse sui contratti a progetto (tipologia di contratto che vorremmo proporre ai collaboratori esterni). Qualora la situazione cambiasse è ovvio che il preventivo di spesa fatto ora non sarà più valido, per cui nel momento in cui ci troviamo ad affrontare le spese ora dichiarate potremmo non rientrare nella cifra preventivata. Come è possibile risolvere questo problema?
R: A fine progetto, nella rendicontazione delle spese sostenute sarà possibile una compensazione di tali costi, fermo restando che il contributo non potrà, comunque, essere superiore a quanto assegnato in sede di approvazione della domanda.
D: Qualora nel corso del progetto dovessimo avvalerci di figure professionali eventualmente sprovviste di partita IVA, possiamo comunque utilizzare la formula della ritenuta d’acconto?
R: Sì, la ritenuta di acconto per le collaborazioni occasionali o a progetto è obbligatoria e determinata secondo quanto specificatamente previsto dalle disposizioni fiscali vigenti in tema (es. per scaglioni di reddito per i collaboratori a progetto.
D: Visto che il nostro gruppo si baserebbe sull’impiego dei giovani, dobbiamo calcolare la loro retribuzione con la cifra che loro percepiranno o si deve calcolare una retribuzione lorda che comprenda anche assicurazione, ecc?
R: Deve comprendere anche gli oneri assistenziali, previdenziali ed assicurativi previsti dalla legge (es. INAIL, INPS, etc.)
UTILIZZO DI STRUTTURE
D: Il comodato d’uso gratuito di una struttura da parte di un ente è da considerare alla voce “mezzi finanziari propri” o “altri contributi pubblici” e se è vera la seconda deve essere stimato economicamente? E per quale periodo? E inoltre che tipo di certificazione, se necessaria, si deve allegare alla domanda?
R: Va considerato nella voce “altri contributi pubblici” e stimato e quantificato nelle altre fonti di finanziamento di cui al Piano finanziario. Resta inteso che tale importo, seppure figurativo, va altresì quantificato (al valore di mercato) ed inserito, sulla base della quota di presunto utilizzo rispetto al progetto, fra le spese ammissibili del Piano finanziario nelle spese di gestione e funzionamento.
In fase di rendicontazione dovrà essere presentato il contratto di comodato d’uso debitamente registrato e dovrà essere opportunamente quantificato il valore “figurativo” effettivo per utilizzo dell’immobile secondo i vigenti prezzi di mercato.
D: La struttura dove il gruppo decide di svolgere il progetto deve essere di proprietà di uno dei membri o deve essere già presa in affitto prima dell’approvazione del progetto?
R: La struttura può essere di proprietà di un componente del gruppo ed in tal caso va indicata nel piano finanziario parte B alla voce “mezzi finanziari propri”. Non è necessario prendere in affitto una struttura prima dell’approvazione del progetto, ma ne va preventivamente determinato il costo.
D: E’ necessario disporre già di una sede ove realizzare le attività? Se sì, anche di un titolo (locazione, comodato, ecc.)?
R: Se il gruppo non dispone di una sede, dovrà indicare il luogo di realizzazione del progetto nel modo più preciso possibile. Nel piano finanziario andrà comunque quantificato e preventivato il costo della futura sede. In fase di rendicontazione dovrà essere presentata copia del contratto di locazione o del comodato d’uso.
D: Avendo previsto di appoggiarci ai locali del Dipartimento Universitario in cui svolgiamo la nostra attività, risulta comunque necessario il riferimento ad un’altra sede fisica dell’associazione che non sia il Dipartimento stesso?
R: Sì, in quanto i locali del Dipartimento Universitario possono essere usati, sempre con apposita autorizzazione dell’Università, ma non possono diventare sede dell’associazione.
D: Se il contratto della sede prevista per il progetto (e già sede lavorativa) è già intestato ad uno o più partecipanti al gruppo è possibile conteggiare l’intero importo dell’affitto tra le spese di gestione e funzionamento dell’intervento?
R: No, perché il contratto dovrà essere intestato all’organizzazione costituenda.
D: Un componente del gruppo è anche proprietario della possibile sede di svolgimento del progetto. E’ lecito stipulare un contratto d’affitto tra società che si andrà a costituire e persona proprietaria dell’immobile ma socia della stessa società?
R: Si, nel rispetto della normativa vigente in tema di locazione degli immobili e diritto societario (DPR 917/1986 e DPR 131/1986) .
D: In che misura sono ammesse a contributo le spese di affitto di strutture?
R: Costi e canoni potranno essere riconosciuti limitatamente al diretto utilizzo del bene in relazione alle effettive necessità progettuali e, comunque, nei limiti della durata progettuale, per la quota d’uso e di superficie effettivamente utilizzate.
D: Siamo quattro ragazzi, studenti fuori sede. La nostra sede legale sarà l’abitazione di uno dei componenti la società. All’interno dell’appartamento vorremmo riservare un’area da destinare ad ufficio della società. Possiamo inserire nel preventivo delle spese l’affitto dell’appartamento?
R. Sono ammissibili solo le spese di canone limitato al diretto utilizzo della parte di appartamento in relazione alle effettive necessità connesse al progetto e, comunque, solo nei limiti della durata del progetto, per la quota d’uso e di superficie utilizzate. Non è, quindi, ammissibile il costo relativo all’affitto dell’intero appartamento.
D: Potendo utilizzare locali della parrocchia o di un istituto privato, le spese di locazione di tali locali sono riconosciute ed in che modo vanno certificate?
R: Sì, purchè i relativi costi e canoni siano limitati al diretto utilizzo del locale in relazione alle effettive necessità connesse al progetto e, comunque, nei limiti della durata progettuale, per la quota d’uso e di superficie utilizzate. La documentazione che dovrà essere prodotta successivamente è il contratto di locazione registrato o il contratto di comodato d’uso.
D: Al gruppo informale parteciperebbe un’imprenditrice (un’artigiana) che metterebbe a disposizione una parte del suo spazio e i macchinari, quantificando un canone d’affitto di partenza molto vantaggioso. Tali costi, potrebbero essere finanziati?
R: Sì, se sono debitamente rendicontati e non vengono imputati tra i costi di competenza dell’imprenditrice.
D: E’ possibile utilizzare strutture universitarie? In pratica la mia idea (area tematica Sviluppo Sostenibile)avrebbe bisogno, almeno per una prima fase, di impiegare un laboratorio chimico al quale ho libero accesso in quanto titolare di un dottorato di ricerca. E’ possibile fare ciò? E’ necessario pagare e fatturare l’eventuale affitto di strumentazioni e ambienti (comprese utenze e spese di gestione)?
R: Per l’utilizzazione di strutture/strumenti e spazi pubblici va acquisita l’autorizzazione da parte del soggetto-ente-istituzione titolare delle stesse. In caso invece di affitto per strumentazioni o ambienti è necessario che queste siano documentate e quindi fatturate.
D: E’ possibile utilizzare come sede un immobile di proprietà anche se la destinazione d’uso dello stesso non è coerente con l’attività da realizzare?
R: No.
D: Sono a porvi una questione relativa al luogo di realizzazione del progetto e alla sede della costituenda associazione (a prescindere dal fatto che coincidano o meno). Possono essere già sede di un’altra associazione?
R: L’associazione che si costituirà dovrà avere una sede ove verranno realizzate le attività del progetto. La sede dovrà essere utilizzata sulla base di un titolo formale e documentato (es. proprietà, contratto di affitto, comodato d’uso, etc.)
COFINANZIAMENTO
D: Il cofinanziamento è obbligatorio?
R: No. Nella parte IV.a punto B del Piano Finanziario della domanda di candidatura si richiede di “specificare le eventuali altre fonti previste per la realizzazione del progetto, ossia cofinanziamento con capitale proprio o con mezzi finanziari di terzi”.
D: Se il nostro progetto non supera € 35.000 e non siamo in grado di reperire fonti di cofinanziamento possiamo ugualmente presentare domanda?
R: Si. Il cofinanziamento è ovviamente necessario se il progetto supera € 35.000. E’ in ogni caso auspicabile che il gruppo informale trovi comunque eventuali fonti di cofinanziamento che possono essere risorse umane, strumentali e/o finanziarie.
D: Le spese iscritte a cofinanziamento dovranno essere rendicontate al pari di quelle per cui si richiede il contributo?
R: Sì, anche le spese iscritte a cofinanziamento andranno debitamente rendicontate, come quelle finanziate dal contributo.
D: Tipologie di spese che non sono ammissibili per il contributo in quanto beni durevoli, possono rientrare tra le “altre fonti finanziarie”, ossia essere iscritte a cofinanziamento?
R: Sì, nei limiti di tempo e di utilizzo per l’attività progettuale.
D: Per quello che riguarda, l’opportunità di ricevere un sostegno da Enti Pubblici, noi potremmo contare su una sovvenzione da parte dell’Assessorato X della nostra città. Ma come è possibile formalizzare un simile intento nel momento in cui (art. 2 del Bando) “…non possono partecipare Associazioni già formalmente costituite…”?
R: E’ compito del gruppo informale, che presenta il progetto, verificare le condizioni di fattibilità della proposta.
D: Il progetto che il nostro gruppo ha interesse a realizzare richiede la collaborazione di un ente locale (Comune). Pertanto ci domandavamo se alla domanda dobbiamo allegare un accordo di programma oppure una semplice condivisione del progetto con il Comune interessato?
R: Se il Comune partecipa attivamente con un proprio contributo, è necessario indicarlo nel piano finanziario e documentarlo. Alla presentazione della domanda di candidatura è possibile allegare la documentazione che si ritiene utile. In sede di istruttoria la Commissione potrà richiedere ulteriori elementi informativi.
D: Eventuali accordi con enti pubblici o privati che rientrerebbero nel progetto devono essere già stati siglati all’atto della presentazione della domanda?
R: Se sono accordi relativi a cofinanziamenti vanno indicati nel piano finanziario allegato alla domanda.
D: Qualora il progetto preveda l’uso in concessione di aree verdi pubbliche, la delibera di concessione comunale deve essere allegata ai fini della analisi di fattibilità del progetto stesso?
R: Nella fase della presentazione della domanda di candidatura è sufficiente delineare il progetto in modo chiaro per consentire alla commissione l’analisi di fattibilità. La delibera di concessione prevista dovrà essere necessariamente prodotta al momento di stipulare la convenzione.
D: Eventuale cofinanziamento, può essere dato dalla collaborazione fattiva mediante l’utilizzo di beni mobili e/o immobili messi a disposizione da enti terzi? (es. il Comune ci da dei locali per la realizzazione del progetto, per cui le spese quantificate per l’eventuale locazione, possono identificarsi come finanziamento?)
R:Sì, se opportunamente formalizzati e determinati nel tempo e nella quantità.
D: Se mi viene approvato il progetto, posso accedere ad altre forme di contributi (es. microimpresa) ? Vorrei sapere se é possibile ricevere più finanziamenti, ossia da altri enti o beneficiando di altre leggi. In genere sono cumulabili?
R: Per la sola quota di cofinanziamento è possibile utilizzare altre fonti di finanziamento pubblico, se non è previsto un “divieto di cumulo” nella legge di finanziamento che s’intende attivare. Sulle attività ammesse a contributo non è possibile ricevere altri contributi pubblici (in quanto si andrebbe a finanziare più di una volta le spese di progetto creando un utile).
Resta inteso che occorre comunque fornire le opportune comunicazioni sia alla P.A. che all’altro (o agli altri) enti pubblici finanziatori; tali enti valuteranno l’ammissibilità (o meno) del contributo per il cofinanziamento sulla base degli obblighi di cui alle rispettive leggi di finanziamento che, si precisa, devono essere riferite al medesimo progetto.
D: Il nostro gruppo informale può presentare un progetto in cui il cofinanziamento verrebbe fornito dal Consultorio Familiare ASL della nostra città, in termini di risorse umane e utilizzo dei locali consultoriali per lo svolgimento delle attività previste?
R:Il cofinanziamento può essere considerato ammissibile nei limiti di quanto specificato nella risposta precedente (documentato, quantificato, etc.).
D: E’ possibile indicare nelle altre fonti finanziarie richieste di contributi non ancora certi (vorremmo richiedere contributi nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale della Liguria che è già stato approvato dalla Giunta regionale ed è ora al vaglio della Comunità Europea)?
R: Se il contributo non è certo non è possibile inserirlo nelle fonti finanziarie.
D: Il cofinanziamento di 15.000 Euro che il gruppo informale dovrebbe aggiungere ai 35.000 Euro (concessi dallo Stato) è possibile reperirlo grazie a leggi come la 488/92 sui contributi a fondo perduto?
R: Premesso che il cofinanziamento non è obbligatorio, rispetto alle altre leggi su finanziamenti nazionali che vanno in cofinanziamento del progetto, il presente bando non prevede esplicite ipotesi di inammissibilità, semprechè il regolamento delle altre forme di finanziamento non ne preveda l’incompatibilità.
D: Per la sovvenzione da parte di Enti pubblici basta un impegno di spesa dell’ente indirizzato ai componenti del gruppo informale dato che al momento della partecipazione al bando l’associazione/ente non è stata ancora costituita?
R: Si, ancorché condizionata all’ammissibilità del progetto ed alla costituzione formale dell’organizzazione.
D: Il cofinanziamento previsto per i progetti che superano i 35.000.euro deve essere solo in denaro o può anche essere in beni strumentali? L’eventuale cofinanziamento in carico al gruppo informale (fermo restando il limite dei €. 50.000) può essere espresso”"in natura”, ad esempio sotto forma di ore di lavoro del gruppo, disponibilità di una sede operativa propria ecc.?
R: Si se opportunamente formalizzato, documentato e quantificato.
D: Vorrei sapere se è ammissibile un co-finanziamento in beni o servizi. Se ad esempio ci viene messo a disposizione da qualcuno uno spazio per la sede a titolo gratuito, quello può rappresentare un co-finanziamento? E se ciascuno di noi ha già delle attrezzature necessarie al progetto?
R: Il cofinanziamento di beni o servizi “in natura”, che deve costituire comunque un “onere figurativo”, deve essere opportunamente formalizzato e quantificato in modo oggettivo ai fini dell’ammissibilità della spesa.
D: E possibile ipotizzare un contributo di terzi in termini di valorizzazioni?
R: I contributi di terzi costituiscono le altre fonti di finanziamento.
Questi devono essere debitamente giustificati e possono essere conferiti nella forma di contributi in “denaro”, “in natura” o in forma di “lavoro volontario”.
D: In questo caso (creazione di software innovativo), come si valorizza la voce Risorse umane nel piano finanziario? e come si rendiconta il co-finanziamento figurativo rappresentato dal lavoro diretto dei giovani?
R: IL cofinanziamento, se rappresentato dal lavoro dei partecipanti non remunerato, va inserito nella voce di spesa “risorse umane” del Piano finanziario, specificando nella relativa nota il fatto che per un determinato numero di giornate il costo è figurativo e quindi pari a zero.
Tale cofinanziamento andrà formalizzato attraverso una opportuna “lettera d’incarico”; a consuntivo occorre predisporre un report sulle attività effettivamente realizzate dal volontario, quantificando i costi figurativi sostenuti dallo stesso nell’ambito delle attività progettuali secondo i prezzi di mercato.
D: vorrei sapere come formalizzare l’eventuale promessa da parte di uno sponsor di partecipare con un contributo alla realizzazione del mio progetto. Devo allegare al progetto una dichiarazione dello sponsor nella quale si impegna a contribuire per un tot oppure basta inserire la cifra e il nome dello sponsor nell’analisi dei costi?
R: Basta inserire l’importo economico da erogare e i riferimenti dello sponsor; la dichiarazione d’impegno può essere anticipata in questa fase, ma non è indispensabile.
D: Se il progetto viene supportato da un Comune, posso allegare una lettera di accompagnamento al progetto per dimostrare la fattibilità del medesimo?
R: Sì.
D: Qualora si indichi come costo totale del progetto la somma massima (35.000) senza cofinanziamenti, si vinca il concorso ed in corso d’opera ci fossero improvvisi cofinanziamenti da parte di enti pubblici o provati, cosa accadrebbe ai 35.’’’ Euro vinti?
R: Nulla vieta che in corso d’opera ci si possa avvalere anche di cofinanziamenti non previsti, se finalizzati a coprire spese diverse da quelle finanziate con il contributo.
D: Se presentassimo un progetto dell’ammontare di 50.000 euro confidando in un cofinanziamento di 15.000 euro da parte di un ente locale, qualora quest’ultimo non ci fosse concesso, possiamo realizzare un progetto più contenuto ed in fase di rendicontazione dimostrare di aver speso esclusivamente i 35.000 euro?
R: In tal caso il contributo si ridurrà proporzionalmente in quanto non saranno rendicontati piu’ come previsto 50.000 euro, ma solo 35.000.
D: Quello del Dipartimento può essere considerato un cofinanziamento, ovvero è possibile, per noi che presenteremo un progetto che sicuramente coinvolgerà alcuni Comuni, fare richiesta agli stessi Comuni per lo stesso progetto presentato alla Presidenza del Consiglio?
R: Il contributo della Presidenza non è un cofinanziamento; tale si deve invece ritenere quello di altri enti locali se intendono collaborare alla realizzazione del progetto.
D: I beni durevoli già inventariati e di proprietà di un ente pubblico possono essere dati in comodato d’uso al responsabile del progetto, nella figura di rappresentante legale dell’associazione?
R: Sì, con le opportune delibere dell’ente pubblico comodante (di giunta o di consiglio); resta inteso che se il comodato è a titolo gratuito (art. 1803 del codice civile) questo non potrà essere rendicontato fra le spese effettivamente sostenute da parte dell’associazione.
D: Se al momento non è possibile individuare altre forme di cofinanziamento, avendo il progetto un valore superiore a 35.000 euro, è possibile indicare per ora “risorse proprie” per poi fare entrare nel budget del progetto un eventuale finanziamento esterno alle risorse del gruppo proponente?
R: E’ possibile nel caso in cui il cambiamento successivo risulti congruo e coerente con le attività progettuali e debitamente motivato
FIDEIUSSIONE
D: Perché si richiede ai vincitori di presentare la fideiussione?
R: La fideiussione è richiesta al fine di garantire la Pubblica Amministrazione rispetto alla quota di contributo erogata in anticipo. Ciò consente al Dipartimento di essere garantito a fronte di eventuali inadempienze.
D: Quando, come e per quale importo dovrò presentare la fideiussione bancaria?
R: La fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa andrà presentata a garanzia della prima tranche di contributo (pari al 50% del contributo totale) che verrà erogato sotto forma di anticipo ai progetti che verranno giudicati vincitori. (vedi punto 4 del bando)
D: La polizza fideiussoria deve essere a carico di chi?
R: La polizza sarà a carico dell’organizzazione che verrà costituita dal gruppo informale, ma le spese relative verranno ammesse a contributo.
D: A quanto ammontano generalmente le spese di fideiussione?
R: Sono stimabili in circa il 2% della somma coperta dalla polizza fideiussoria.
D: Per quanto riguarda la fideiussione, al momento della consegna della domanda bisogna solo indicare la spesa sostenuta per ottenere la fideiussione, o bisogna che la fideiussione stessa sia stata già ottenuta?
R: La fideiussione o polizza assicurativa va stipulata solo dopo che il progetto sarà stato approvato e giudicato vincitore. Nel piano finanziario dovrà, pertanto, essere indicata la spesa occorrente per la stipula della fideiussione (seconda quanto prefissato dagli art. 1936 e seguenti del codice civile).
D: Siamo interessati a ricevere informazioni sul meccanismo della fideiussione bancaria o della polizza fideiussoria assicurativa in caso di erogazione del primo 50%, come avviene e chi può attestare la capacità finanziaria per l’ottenimento della fideiussione se tutti i partecipanti del progetto sono disoccupati e/o senza reddito fisso?
R:La fideiussione come noto è un diritto reale per mezzo del quale un Istituto bancario (o assicurativo autorizzato) presta garanzia per conto dell’organizzazione beneficiaria del contributo a favore del Dipartimento per le Politiche giovanili e le Attività sportive. L’attestazione della capacità finanziaria e solvibilità va verificata dalle banche (o società di assicurazione), secondo le relative procedure interne , sulla base delle idonee garanzie prestate dai soci o garanti
1. REQUISITI DEI PARTECIPANTI
ETA’
D: Che età devono avere i partecipanti al gruppo informale?
R: Il limite di età per partecipare al bando “Giovani idee cambiano l’Italia” si intende superato dal giorno successivo al compimento del 35° anno di età. Pertanto sono ammessi a partecipare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni al 16.04.2007 e non abbiano compiuto 35 anni prima del 15.03.2007 (data di scadenza del bando precedente alla rettifica; vedi nella sezione news i comunicati del 24 gennaio e del 16 febbraio). Coloro che compiono 35 anni dal 15.03.2007 in poi possono dunque presentare domanda di candidatura.Tutti i componenti del gruppo informale, che presenta la domanda di candidatura, devono rientrare entro i suddetti limiti di età.
CITTADINANZA E RESIDENZA
D: Solo i cittadini italiani possono partecipare o anche gli stranieri residenti in Italia?
R: Per partecipare al bando è necessario avere la cittadinanza italiana
D: I cittadini italiani residenti all’estero possono presentare domanda di candidatura?
R: Sì.
TITOLO DI STUDIO
D: E’ necessario possedere un particolare titolo di studio per presentare domanda di candidatura?
R: No, non è richiesto nessun titolo di studio particolare.
OCCUPAZIONE
D: Possono presentare domanda di candidatura i giovani che hanno già un’occupazione ed i liberi professionisti?
R: Sì, chiunque abbia i requisiti previsti al punto 2 del bando può partecipare. Non è necessario essere studenti o disoccupati.
D: Faccio parte di un’associazione (o azienda) neocostituita formata da un totale di 4 giovani di età inferiore ai 35 anni. E’ possibile, in virtù dell’età, partecipare ugualmente al bando sebbene già costituiti?
R: No, perché come precisato al punto 2. del Bando in oggetto “Non possono partecipare associazioni, enti, organizzazioni comunque denominate aziende già formalmente costituite.”
D: Avendo l’intenzione di costituirci in società al più presto, è possibile farlo dopo la presentazione della domanda ma prima della comunicazione dell’esito?
R: No. La costituzione formale avviene nel momento di ammissione al contributo poiché “Non possono partecipare associazioni, enti, organizzazioni comunque denominate aziende già formalmente costituite.”
D: Sono socio accomandatario di una S.A.S , posso partecipare al bando come persona fisica?
R: Sì, avendo i requisiti di partecipazione elencati al punto 2 del bando.
D: Sono socio di una qualsiasi società, associazione, cooperativa, azienda. Posso partecipare al bando come persona fisica?
R: Sì, avendo i requisiti di partecipazione elencati al punto 2 del bando.
REQUISITI PER L’AMMISSIONE AI CONTRIBUTI PUBBLICI
D: Quali sono i requisiti richiesti dalla legge per l’ammissione ai contributi pubblici e al godimento dei diritti civili e politici?
R: I diritti politici e civili sono attribuiti a tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età e che non si trovino nelle seguenti condizioni:
a) essere sottoposti a misure di sicurezza detentive, a misure di prevenzione o a libertà vigilata;
b) avere subìto l’interdizione dai pubblici uffici;
c) essere stati dichiarati falliti.
D: Ho effettuato l’obiezione totale per quanto riguarda il servizio civile e sono stato condannato al pagamento di una pena pecuniaria nel 2004. Posso partecipare al concorso?
R: Sì, a meno che il provvedimento di sanzione abbia comportato l’iscrizione del reato commesso nel Casellario giudiziario penale.
IL GRUPPO INFORMALE
D: I componenti del gruppo possono essere parenti?
R: Sì, i componenti del gruppo possono anche essere parenti.
D: Siamo un’associazione informale, che non ha depositato nessun atto di costituzione giuridica e che non è registrata né iscritta ad alcun albo. Possiamo partecipare al bando?
R: Potete partecipare se presentate domanda in quanto gruppo informale avente i requisiti richiesti al punto 2. del bando.
D: Si può inserire nel progetto un consulente esterno al gruppo di lavoro che faccia però parte dell’associazione?
R: Il gruppo informale dichiarato vincitore dovrà costituire un’organizzazione/associazione composta dei medesimi giovani che hanno presentato la proposta secondo le modalità indicate al punto 5 del bando. L’organizzazione così costituita potrà avvalersi di consulenti esterni.
D: Che cosa s’intende per gruppo informale?
R: Nel caso del bando si intende un gruppo di almeno quattro giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che non rappresenti un’organizzazione già formalmente costituita e registrata.
D: C’è un numero massimo di componenti per il gruppo informale?
R: No, è a discrezione del gruppo stesso, ma tutti devono avere i requisiti previsti al punto 2 del bando.
D: Il gruppo informale di giovani deve risiedere in un’area geografica ristretta, o possono anche essere giovani residenti in varie zone d’Italia o di una regione?
R: Sì, possono risiedere in aree diverse. Non ci sono vincoli di residenza per i partecipanti.
D: Chi farà parte del gruppo informale può appartenere ad altre cooperative di ambiti diversi da quello del progetto che si presenterà?
R: Si, se si presenta come componente di un gruppo informale.
D: Possono la totalità (o una parte) dei membri di un’associazione non riconosciuta già costituita partecipare al suddetto bando, componendo un gruppo informale con una denominazione diversa da quella della preesistente realtà associativa a cui aderiscono?
R: Possono partecipare i soggetti in possesso dei requisiti descritti al punto 2 del bando, riuniti in gruppo informale.
D: Quali sono le caratteristiche dei partecipanti del gruppo informale che saranno valutate al fine di ottenere maggior punteggio ?
R: I criteri di valutazione relativi alle “caratteristiche del gruppo informale ed alla localizzazione del progetto” saranno adottati dalla commissione sulla base delle informazioni contenute nel formulario.
D: E’ possibile, facendo parte di un gruppo informale che presenta un progetto, essere una risorsa umana in un progetto presentato per lo stesso bando da un differente gruppo informale?
R: Premesso che ciascun componente del gruppo informale può partecipare alla presentazione di una sola domanda di candidatura, nella domanda di candidatura è richiesto di specificare soltanto i nominativi dei partecipanti al gruppo informale. Appare utile precisare che i soggetti che risulteranno vincitori non potranno comparire come risorse umane in altri progetti finanziati.
D: In relazione al gruppo informale, gli eventuali collaboratori esterni possono avere un età superiore ai 35 anni?
R: Non ci sono vincoli di età per i collaboratori esterni maggiorenni che non fanno parte del gruppo informale e che dunque non entreranno nell’organizzazione che verrà costituita.
D: Il nome del gruppo informale deve essere “Gruppo XY” o indicare anche la ragione sociale della eventuale società costituenda, ad esempio “Gruppo XY snc”?
R: Nella domanda di candidatura viene richiesto di indicare nella Parte II al punto A. il nome del gruppo informale ed al punto B. la tipologia di organizzazione che s’intende costituire qualora il progetto sia finanziabile.
D: All’interno del gruppo informale può essere coinvolta l’Università? Per un contenimento di costi si può realizzare il progetto in collaborazione con l’Università? o uno dei componenti del gruppo informale può afferire all’Università?
R: Il gruppo informale deve avere i requisiti di cui al punto 2 del bando. Se il componente di cui si chiede è in possesso dei requisiti richiesti, nulla vieta che possa far parte del gruppo. Se il gruppo intende, invece, avvalersi della collaborazione finanziaria dell’Università, tale collaborazione andrà indicata nel piano finanziario, nella parte B “altre fonti finanziate da terzi”.
VARIE
D: Nostro fratello è portatore di handicap, e vorrei sapere se è possibile coinvolgerlo tra i partecipanti al nostro gruppo di lavoro?
R: Sì, se è in possesso dei requisiti di partecipazione elencati al punto 2 del bando.
D: Chi ha usufruito del “prestito d’onore” erogato da Sviluppo Italia, può far parte del gruppo informale?
R: Il bando non prevede l’esclusione per chi abbia usufruito di un prestito, semprechè non sia riferito alla medesima proposta progettuale .
D: Entro quali limiti è possibile ottenere i contributi del bando da parte di chi abbia già ottenuto contributi pubblici in precedenza?
R: Non ci sono limiti di partecipazione per singoli soggetti che abbiano usufruito di contributi pubblici in precedenza. Non può però essere finanziato un progetto che sia stato già sostenuto da contributi pubblici.
D: Nell’anno 2005 ho usufruito di una sovvenzione nel settore agricoltura; posso oggi concorrere al bando giovani?
R: Sì, quale componente di un gruppo informale, avente i requisiti di cui al punto 2 del bando, che presenta un progetto innovativo rientrante nelle aree tematiche indicate nel bando di concorso.
D: Desidererei sapere se l’eventuale ottenimento dei contributi permette o meno in futuro di ottenerne altri?
R: L’ottenimento dei contributi del bando di concorso “Giovani idee cambiano l’Italia” non comporta di per sé l’impossibilità per i partecipanti di ricevere, in futuro, contributi pubblici su altre iniziative.
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