Inter e scudetto: il treno è già partito

Sai quella sensazione quando guardi una partita e sai già come finisce? Ecco. L’Inter in questo campionato trasmette esattamente quella roba lì. Non è arroganza dirlo, è semplicemente leggere i numeri con onestà.

Il vantaggio in classifica è quello che è. Consistente. Le squadre dietro ci provano, certo, ma inseguire l’Inter quest’anno assomiglia vagamente a rincorrere un treno già in corsa con le ciabatte ai piedi. Puoi anche provarci, ma le probabilità non sono dalla tua parte.

Inzaghi ha costruito qualcosa di strano

E lo dico nel senso buono. Strano perché funziona troppo bene, con una continuità che nel calcio italiano non si vedeva da un po’. Cambi cinque titolari e la squadra rimane la stessa. Giochi in Europa giovedì e sabato non si vede la stanchezza. Questo non è normale, davvero.

Lautaro e Thuram fanno cose che sembrano scontate solo perché le vedi ogni settimana. Ma non lo sono. Dietro poi c’è una difesa che concede con il contagocce, e quella roba lì è il vero motore di tutto.

Credo che Inzaghi abbia fatto un lavoro che verrà rivalutato ancora di più tra qualche anno. Adesso sembra normale vincere così. Non lo è.

Il Napoli e le altre

Parliamoci chiaro. Le inseguitrici non hanno colpa di essere indietro. In un’altra stagione, con un’altra Inter, magari sarebbero in lotta vera. Quest’anno semplicemente si trovano davanti una squadra che sbaglia poco, recupera in fretta e non ha momenti di vuoto prolungati.

Il Napoli ci prova. Le altre pure. Ma c’è qualcosa di psicologicamente logorante nell’inseguire chi non cade mai. A un certo punto la testa inizia a fare i conti e i conti non tornano.

La Champions, quella variabile scomoda

Però. C’è sempre un però nel calcio. L’Europa pesa, e non solo sulle gambe. Pesa sulla concentrazione, sui minuti nelle gambe dei titolari, sulla gestione emotiva di una rosa intera. Inzaghi sa ruotare, ha dimostrato di saperlo fare meglio di quasi tutti in Italia.

Ma il calcio ha quella bella abitudine di smentire chi pensa di aver già vinto. E qualche partita storta può sempre arrivare. Magari proprio quando meno te l’aspetti, in uno stadio che non ti aspettavi, contro una squadra che non doveva darti problemi.

Parlando di palcoscenici europei inaspettati, vale la pena leggere di una delle sfide più sorprendenti nella storia recente del calcio continentale, dove anche i più piccoli hanno sognato in grande.

Quando arriva la festa

I tifosi interisti stanno già facendo i calcoli. Foglietti, app, discussioni nei bar. Quando si fa matematico? Dipende dai risultati propri e da quelli delle altre, come sempre. Potrebbe essere presto. Molto presto, forse.

Quello che è certo è che lo scudetto è lì, a portata di mano. Non è una questione di se, è una questione di quando esattamente stapperanno le bottiglie.

Cosa racconta tutto questo

Beh, racconta che in Italia c’è una squadra che in questo momento è nettamente più avanti delle altre non solo in classifica ma come progetto, come mentalità, come organizzazione interna. Non è un gap di fortuna. È un gap costruito nel tempo con scelte precise.

Per le altre il problema è capire come rispondere. E non è una risposta che arriva in una sessione di mercato.

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Lo scudetto dell’Inter è quasi realtà. Manca pochissimo al momento in cui diventerà ufficiale quello che tutti sanno già da settimane.

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